Tutti pazzi per l'e-passport

Singapore, Australia e Giappone si aggiungono alla lista di paesi che adottano i documenti d'identificazione elettronici. Il trait d'union? Biometria e tecnologie smart-card

Roma - La rivoluzione biometrica ha ormai ingranato la quarta e procede a tutta forza, conquistando stato dopo stato. Singapore, Australia e Giappone hanno infatti presentato, quasi contemporaneamente, le proprie proposte per la creazione di un sistema anagrafico basato su tecnologie digitali e biometriche.

Dopo Gran Bretagna e Stati Uniti, dove la sperimentazione dei documenti biometrici è già in atto, anche l'Oriente ha abbracciato la sfida dei cosiddetti e-passport.

Il governo di Singapore ha infatti annunciato l'entrata in vigore del BioPass, una smart-card dotata di chip che contiene le impronte digitali e le immagini facciali ad alta risoluzione del portatore. Il nuovo documento sostituirà progressivamente i vecchi passaporti e sarà obbligatorio a partire dal 29 aprile per tutti i membri del governo e per gli impiegati delle compagnie aeree.
In Giappone, invece, l'identificazione biometrica è adesso un'opzione per i 35 milioni di cittadini iscritti nel registro dei portatori di passaporto. Il governo giapponese prevede la conversione di tutti i passaporti cartacei entro e non oltre il 2016: il processo è semplicissimo, in quanto prevede l'applicazione di un chip RFID direttamente sui vecchi libretti.

La decisione del ministro degli esteri dell'Australia è invece orientata ad un tipo di passaporto su smart-card. Secondo Irene Graham, di EFF Australia, la sperimentazione sarebbe "già stata approvata dal Senato federale", nonostante gli enti competenti non abbiano ancora rivelato ulteriori dettagli tecnici.

Il motivo di questa vera e propria onda biometrica che sta attraversando i più ricchi paesi del globo è il progetto statunitense per l'assegnazione facilitata di visti a tutti gli stati che abbracciano le nuove tecnologie di identificazione digitale.

Il programma Visa Waiver degli Stati Uniti, che coinvolge molti paesi in tutto il mondo, prevede l'obbligo dei passaporti biometrici entro e non oltre il 26 ottobre del 2006. Il problema maggiore legato alla biometria, stando al parere di numerosi osservatori internazionali, sarà quello dei costi per l'aggiornamento delle infrastrutture anagrafiche.

Dall'Europa invece arriva un preciso segnale d'allarme per privacy e tutela dell'integrità individuale. Il Garante per la tutela dei dati personali ha recentemente rivolto un richiamo ufficiale a tutti gli stati dell'UE, consigliando "prudenza e ponderatezza" nell'introduzione dei nuovi standard identificativi.

Tommaso Lombardi
TAG: biometria
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