La riforma che non piace agli informatici

di C. Giurdanella (Giurdanella.it) - La riforma sull'accesso agli ordini impatterà pesantemente sugli informatici ai quali viene negata la possibilità di veder riconosciuta appieno la propria professionalità. Il quadro

Roma - La riforma dell'accesso alla Professione di Informatico
Lo schema di decreto di modifica al Dpr 328/2001 è stato approvato dal Governo il 19 marzo scorso ed è adesso alla firma del Presidente della repubblica. Gli informatici chiedono a Ciampi di bloccare la riforma sull'accesso agli ordini.

La polemica è sorta in relazione all'articolo 21 dello schema di decreto, modificato all'ultimo momento per consentire ai laureati in informatica e in scienze delle informazioni di partecipare all'esame di stato per l'iscrizione alla sezione A dell'albo degli ingegneri.

È stata infatti inserito un comma 7 all'art. 21, che recita così:
"Sono ammessi a sostenere l'esame di Stato per l'iscrizione nella sezione A ? settore dell'informazione i possessori dei diplomi di laurea in informatica e scienze dell'informazione, conseguiti nell'ambito dell'ordinamento previgente ai decreti emanati in applicazione dell'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127".

Gli informatici tuttavia chiedono di più, vale a dire una norma transitoria che consenta ai professionisti già sul mercato di transitare nell'albo degli ingegneri, senza alcun esame.

In effetti, l'Antitrust, nel parere che riportiamo di seguito, con specifico riguardo alla professione di informatico, aveva evidenziato che "non sembrano sussistere asimmetrie informative tali da giustificare una limitazione della concorrenza attraverso l'imposizione di barriere all'accesso nel relativo mercato"... "sarebbe quindi auspicabile che in sede di modifica del D.P.R. n. 328/2001 non si imponesse agli stessi (gli informatici) di superare un esame di Stato trattandosi di attività che dovrebbero essere svolte senza obbligo di iscrizione ad un albo professionale".

Si riportano di seguito gli stralci dei pareri del Consiglio di Stato e dell'Antitrust relativi alla professione di informatico.

Consiglio di Stato
Adunanza Generale del 13 marzo 2006
Schema di regolamento governativo recante disciplina dei requisiti per l'ammissione all'esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio professionale, delle prove relative e del loro svolgimento.

"(...) Con riferimento alla professione di ingegnere l'Adunanza Generale condivide le perplessità dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato in ordine all'esclusione dell'attività di informatico senza previsione, per giunta, di qualunque norma di carattere transitorio dei laureati in informatica e in scienze dell'informazione fino ad oggi abilitati allo svolgimento di tale professione (e fino al d.P.R. n. 328 del 2001 anche senza conseguimento di abilitazione professionale) (...)"

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
Decisione del 6 marzo 2006
Segnalazione in merito allo schema di d.p.r. recante disciplina dei requisiti per l'ammissione all'esame di stato, ai sensi dell'articolo 1, comma 18, della legge 14 gennaio 1999, n. 4
Mercato: (74) Altre attività professionali ed imprenditoriali; (K) servizi vari
Destinatari: Consiglio di Stato, Presidente del Consiglio dei Ministri, Ministro della Giustizia, Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

"Si evidenzia infine che l'Autorità ha ricevuto negli ultimi tempi numerose segnalazioni relative al testo in esame con particolare riguardo alle attività ricomprese nel settore dell'Ingegneria dell'Informazione. È importante rilevare che prima dell'entrata in vigore del D.P.R. n. 328/2001, tali attività venivano svolte liberamente dai laureati in Informatica ed in Scienze dell'Informazione, senza necessità di iscrizione ad un albo professionale.

Successivamente, poiché l'articolo 46, lettera c) del D.P.R. n. 328/2001 ha riservato tali attività in esclusiva agli ingegneri, i laureati nelle discipline informatiche sopracitati, per poter operare sul mercato devono ora superare un esame di Stato per poi iscriversi nell'albo degli ingegneri per il settore dell'informazione.

La professione di informatico, per effetto di tale disposizione regolamentare, è pertanto divenuta una professione protetta con la conseguenza che non può più essere esercitata senza essere iscritti ad un albo professionale.

Tale riserva di attività a favore degli ingegneri trova ulteriore conferma nel regolamento attualmente all'esame di codesto Consiglio di Stato.

Al riguardo, l'Autorità osserva che le limitazioni poste dal legislatore all'esercizio di una professione devono avere carattere eccezionale e trovare giustificazione nella particolare rilevanza dell'attività svolta.

Poiché le riserve di attività si giustificano solo in presenza di comprovate esigenze di tutela di interessi generali risulta difficile riscontrare dette esigenze con riguardo a professioni rispetto alle quali, prima del D.P.R. n. 328/2001, non era stata avvertita la necessità di creare esclusive.

In tal senso si veda anche, l'indagine conoscitiva sul Settore degli ordini e collegi professionali (provvedimento n. 5400 del 3 ottobre 1997), la segnalazione del 18 dicembre 1997 (AS118 - Istituzione di nuovi ordini professionali, in Boll. AGCM 51/1997), la segnalazione del 29 ottobre 1998 (AS153 - Disposizioni in materia di professioni sanitarie, in Boll. AGCM 43/1999), la segnalazione del 30 ottobre 2003 (AS268 - Regolamentazione dell'attività di insegnamento nel settore dello sport, in Boll. AGCM 44/2003) e la segnalazione del 2 dicembre 2004 (AS287 - Disposizioni in materia di professioni sanitarie non mediche - in Boll. AGCM 49/2004).

La creazione di un'esclusiva a favore degli ingegneri di attività in precedenza svolte da laureati in Informatica ed in Scienze dell'Informazione appare quindi ingiustificata dal momento che la regolamentazione dei servizi professionali può considerarsi appropriata solo se soddisfa esigenze di carattere generale e se la sua introduzione sia in grado di sanare imperfezioni di mercato di significativo rilievo, altrimenti suscettibili di produrre risultati iniqui ed inefficienti.

Con specifico riguardo alla professione di informatico, non sembrano sussistere asimmetrie informative tali da giustificare una limitazione della concorrenza attraverso l'imposizione di barriere all'accesso nel relativo mercato.

Sarebbe quindi auspicabile che in sede di modifica del D.P.R. n. 328/2001 venisse riconsiderata la riserva a favore degli ingegneri di attività proprie dei laureati in Informatica e Scienze dell'Informazione, quindi, non si imponesse agli stessi di superare un esame di Stato trattandosi di attività che dovrebbero essere svolte senza obbligo di iscrizione ad un albo professionale.


La restrizione della concorrenza appare ancor più evidente nel nuovo testo del D.P.R. in esame, laddove si consideri che per le lauree in Informatica e in Scienze dell'Informazione non è contemplata neppure la possibilità di sostenere l'esame di Stato.

Con riguardo a quest'ultimo punto, analogamente a quanto disposto dall'emanando regolamento per alcuni corsi di laurea riconducibili alla professione di biologo (articolo 15, comma 5) o, alla professione di chimico (articolo 17, comma 6), si dovrebbe espressamente prevedere che i possessori dei diplomi di laurea in Informatica e Scienze dell'Informazione siano ammessi a sostenere l'esame di Stato per l'iscrizione all'albo degli ingegneri e ciò anche al fine di superare possibili dubbi relativi all'equiparazione tra le suindicate lauree e la laurea specialistica in Informatica classe 23/S.

Con le suindicate osservazioni l'Autorità vuole evidenziare la forte preoccupazione che con il D.P.R. in esame vengano poste ulteriori ed ingiustificate restrizioni all'accesso della professione con grave pregiudizio per la concorrenza".

avv. Carmelo Giurdanella
Giurdanella.it
506 Commenti alla Notizia La riforma che non piace agli informatici
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  • da anni propone l'abolizione del valore legale dei titoli di studio, per tutte le professioni che non tutelano interessi generali, come il medico che lavora in ospedali statali, l'ingeniere nucleare e al limite il pilota d'aerei alitalia. Sarebbe ora che si cominciasse a ragionare su queste cose anche in italia. A cominciare dall'abolizione dell'albo dei giornalisti, che è una grande presa per il culo, visti gli analfabeti che sprecano inchiostro sui giornali e blaterano nei telegionali. Un'altra vergogna è l'esclusione da una fetta consistente del mercato del lavoro impiegatizio per chi non ha un diploma, che sappiamo tutti essere, dal punto di vista tecnico, linguistico e umanistico, quanto di più inutile uno possa conseguire, essendo i licei una mera sala d'attesa per l'università. Non è ingiusto che non si alzi l'obbligo scolastico ai diciotto anni e nello stesso tempo si escludano i non-diplomati da un'infinità di lavori, per cui basterebbe un concorso (per es., il vigile urbano)? Se non altro, tutti quelli che non l'hanno conseguito prima che fosse fatto obbligo presentarlo al datore di lavoro? Che uno deve mettersi a studiare da lavoratore? Possibile che per fare il netturbino si debba conseguire una laurea in ingenieria idraulica? La conseguenza è che i laureati vanno a fare i netturbini e i non laureati devono fare concorrenza agli immigrati (che sappiamo insuperabili ad abbassarsi a qualunque condizione di lavoro) o dedicarsi al crimine.
    non+autenticato
  • io propongo invece la soppressione del partito radicale
    non+autenticato
  • Stavo cercando qualcosa inerente a ingegneria informatica e sono capitata qui...
    Sono al primo anno di ingegneria informatica ed sto seriamente valutando la possibilità di ritirarmi.. Non sto imparando una mazza.. Certo, tutte materie nuove, ma quando alla fine voglio creare un programma in un linguaggio (finora abbiam fatto solo C/++ e java) non so nemmeno da che parte girarmi!! Allora mi dico: faccio l'autodidatta, smanetto da solo, vado in biblioteca mi documento e imparo!!! Cosi' credo abbiano fatto tante (se non tutte) persone oggi all'opera nel mondo del lavoro. E allora sorge spontanea un'altra domanda? Cosa ci vado a fare all'università? Cosa pago a fare tutte ste tasse, libri e dispense? .. Se poi quello che conta in Italia e' solo la pratica?! Quando poi ti senti dire che tanto la triennale non conta una mazza, che cavoli continuiamo allora iscriverci alle università e soprattutto, che cavolacci l'hanno inventata a fare la triennale, magari pure con l'obbliga di frequenzz?!Alla fine ti fai 3 anni un mazzo cosi' (senza contare se poi lavori anche, per di piu' in ambito completamente diverso)..e poi il liceo PNI??? Chi l'ha mai vista l'informatica li'??? un mezzo anno un corso di 2 ore, per imparare a usare excel, power - point?! Eravamo gia' capaci, e non ci vuole un genio per imparare cmq.
    Quello che sto cercando è ingegneria informatica nell'ambito della ricerca... Sì, bravi! Sono una pazza, la ricerca in Italia?! Non sanno nemmeno cosa sia..
    Ieri guardavo un programma in televisione, parlavano dell'estonia, paese informatizzato.. intervistati tanti ingegneri informatici.. a noi se va bene ci mandano a fare i programmi, che tra l'altro non siamo minimamente capaci di fare..
    Non sto dicendo che ci lamentiamo che nessuno ci vuole, è diverso! Sto dicendo che - come diceva gi' qualcuno prima di me - una persona fa l'ITIS e bene o male ha il posto assicurato (giustamente!, scegli una scuola anche guardando le prospettive di lavoro) e un ingegnere informatico??? L'esperienza dovrebbe impararla in università secondo me, poi pero' la scelta di lavorare come programmatore o aspirare a ruoli diversi ci dovrebbe essere.. io vi parlo della ricerca, perche' mi appassiona, ma non esiste! una volta uscito o fai il programmatore ( se la ditta nn ti caccia prima, dato che non sappiamo fare nulla) oppurepuoi insegnare (mi pare)?.. che beffa leggere sui piani di studio alla voce sbocchi lavorativi "saprà risolvere problematiche difficili di alto livello in ogni ramo che implica l'informatica, sa progettare e organizzare... ecc." ma dove?????
    Per me non sanno nemmeno loro cosa deve fare un ingegnere informatico, lasciano coem sempre e in tutta la libera interpretazione.. e come si puo? in un Paese come il nostro che lavora sulla specializzazione??!!!?! It's Impossible.
    Se qualcuno sa indirizzarmi in facoltà o città dove si può almeno intravedere un po' di ricerca e studio dell'informatica..
    GRAZIE!
    Ciao Dani.
    non+autenticato
  • Se tu hai un talento (quello che Berlusconi dice di voler aiutare ogni cittadino a tirar fuori perché diventi imprenditore di sé stesso) questo sistema lo svaluta. Per il semplice fatto che obbligando tutti a laurearsi per qualunque lavoro, non aumentano i posti di lavoro per i laureati, aumentano i laureati, il mercato si satura, chi è senza talento fa concorrenza a chi è capace, quest'ultimo deve adattarsi ad accettare un lavoro consono al suo titolo, vale a dire qualunque lavoro.
    non+autenticato
  • Ciao a tutti, lo so ke sto per fare una domanda che probabilmente è già stata discussa,,,però nn trovo informazioni affidabili qui su internet.
    Io mi laureerò a maggio in informatica.
    Vorrei sapere se per noi informatici è possibile sostenere l'esame di stato x iscriversi all'albo degli ingegneri, come hanno fatto alcuni miei prof,,,Oppure se questa possibilità ci è stata tolta da alcune riforme.,,,,
    Mi piacerebbe avere tutte le informazioni possibili a riguardo,,Grazie!
    Ele
    non+autenticato
  • Sulla legge che intendono inoltrare in Italia che a mio avviso e totalmente inapplicabile per le realtà del mondo Internet, dico che ci sono stati governi e colossi che hanno cercato di controllare Internet e fino ad ora solo i governi con la dittatura hanno il controllo, ma solo al loro paese e con sviluppo zero. Credo che se applicano questa legge ci sarà una tale confusione e attacchi da parte di scontenti che si dovrà rivedere la legge. Sono a favore di una legge che regola su alcuni aspetti, al fine di dare un servizio di qualità, ma non si può generalizzare e regolarizzare con una sola legge. In Italia da hanni si cerca di far immigrare scienziati, inventori, industriali, medie aziende, capitali, ma dove si vuole arrivare? ha una Italia vuota? Chiudiamo tutto mandiamo via tutti; infine cerchiamo di far lavorare gli Italiani informatici con server stranieri, si perchè presto per raggirare la legge tutti lavoreranno con server e nomi stranieri e al nero, così più vogliono controllare e più non controllano. Ma dove si vive?
    non+autenticato
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