La scure SIAE cala sui podcast

Solleva qualche attenzione tra gli utenti italiani la decisione della SIAE di introdurre una nuova licenza: chi vorrà usare musica in gestione SIAE nei suoi podcast dovrà pagare. Ecco come e quanto

Roma - Il fenomeno del podcasting dilaga e la SIAE ha deciso di prendere provvedimenti: nei prossimi giorni sul suo sito apparirà una nuova licenza a pagamento sia per i siti amatoriali che per quelli professionali, una licenza dal nome esplicativo: Autorizzazione per l'utilizzazione in modalità podcasting delle opere musicali amministrate dalla Siae.

A darne notizia è ilSole24Ore.com che specifica come la SIAE abbia voluto prevedere tariffari diversi a seconda del tipo di podcast e dei materiali contenuti nelle trasmissioni disponibili su web.

In particolare per i siti amatoriali, gestiti cioè da persone fisiche e perlopiù senza scopo di lucro, si prevede che il sito che ospita i podcast paghi 120 euro l'anno ma soltanto se la quantità di musica trasmessa non supera il 25 per cento del totale dei contenuti presenti nel podcast. Sopra questa percentuale, e fino al 75 per cento, il prezzo della licenza sale a 440 euro annui.
Tutto questo, però, solo se il podcast non è molto popolare: sopra i mille download, infatti, alle trasmissioni amatoriali vengono comunque applicate le tariffe stabilite per i podcasting commerciali.

Queste sono ben più alte: si parla di 130 euro al mese per contenuti sotto il 25 per cento e 170 sopra quella percentuale e fino al 75 per cento. In questo caso "si ha diritto" a 15mila download. Ma questo è solo il costo base: SIAE chiederà infatti il 2 per cento dei ricavi se sotto il 25 per cento e il 5 per cento se la musica in gestione SIAE va dal 25 al 75 per cento del totale dei contenuti.

Difficile dire evidentemente come avverranno i controlli e con quali strumenti la SIAE potrà verificare il numero dei download. Ancora più arduo, forse, controllare un altro aspetto della licenza, secondo cui i podcast non devono durare più di 60 minuti e non possono ospitare più di 15 brani. Non solo, se si trasmettono versioni integrali dei brani musicali, questi dovranno essere separati l'uno dall'altro con dei commenti parlati.

La misura SIAE con ogni probabilità spingerà ad un uso sempre maggiore, soprattutto per i podcast amatoriali, di musica libera, ovvero brani musicali pubblicati online per la libera diffusione, una forma di promozione della propria musica che è svincolata dalla SIAE e a cui ricorre un crescente numero di artisti.
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