Random048/ Filtri e Tab¨

Si apre lo scontro legale sulla legge che vara i filtri di stato negli USA, quelli per proteggere i minori e che si traducono in una lesione delle libertÓ di espressione. PerchÚ certi filtri sono inutili, stupidi e dannosi

Random048/ Filtri e Tab¨Roma - Il primo di aprile, ma non si tratta di uno scherzo, Ŕ iniziato a Philadelphia il giudizio di primo grado sulla costituzionalitÓ della "CIPA" (Children's Internet Protection Act), una legge approvata nel novembre del 2000 che prevede l'interruzione dei contributi statali a tutte le biblioteche che non adottano dei filtri per proteggere i minori dai contenuti scabrosi che potrebbero incontrare su Internet. A chiedere che la legge venga cancellata c'Ŕ, oltre ai soliti noti (ACLU ed EPIC), anche l'ALA, l'Associazione dei bibliotecari americani.

L'oggetto del contendere Ŕ noto e ce ne siamo giÓ occupati a suo tempo. Questa volta vogliamo attirare l'attenzione su uno dei peggiori effetti collaterali di un provvedimento legislativo del genere.

"Surfwatch" Ŕ uno dei tanti sistemi che promette di aiutare i genitori a proteggere i loro pargoli dai contenuti "pericolosi" attraverso la compilazione e il periodico aggiornamento di una "lista nera" di siti da non visitare (cfr: Random024/ Bambini in trappola). Il sistema Ŕ in funzione da anni ed Ŕ diventato famoso nel 1996 per aver bloccato una pagina web del sito della Casa Bianca in quanto il file relativo si chiamava "couples.html", termine che significa sia "coppia" che "accoppiarsi".
"A list Apart", invece, Ŕ una utile risorsa per coloro che si interessano, soprattutto a livello professionale, di tutto quanto correlato al "web design", poichŔ pubblica interessanti articoli, principalmente - ma non solo - tecnici sui modi migliori per costruire pagine web gradevoli, accessibili ed usabili. E' un sito on-line da diverso tempo e discretamente conosciuto tra gli addetti ai lavori.

La "collisione" tra i due siti Ŕ stata causata da un articolo di Denice Warren pubblicato appunto su "A list Apart", il cui titolo - "The Art of Topless Dancing & Information Design" - Ŕ stato, a causa dei termini "topless dancing" - censurato da "Surfwatch". Il fatto poi che, all'interno del testo - che si occupa di come i "web designer" debbano rapportarsi con i "web contents manager" - compaia per ben due volte il termine "lap dance" (sic!) ha peggiorato le cose. Il sito dedicato al web design Ŕ stato inserito nella lista nera del software di filtraggio. Ogni commento Ŕ superfluo!

Naturalmente si potrebbe considerare quanto accaduto solo l'ennesimo errore "tecnico" o, nel migliore dei casi, il male minore che un sistema tutt'altro che perfetto si porta dietro come effetto collaterale, non voluto. In realtÓ episodi del genere, oltre che dimostrare (se ce ne fosse ancora bisogno) che i filtri dei contenuti web sono stupidi, inutili, dannosi e mal funzionanti, sono anche un buon esempio di come si possa limitare la libertÓ di espressione. Questo perchÚ, con tali precedenti, chiunque scriva sul web - anche dell'argomento pi¨ inoffensivo di questo mondo - Ŕ costretto a misurare col bilancino le parole che pu˛ o non pu˛ adoperare per evitare il rischio di incappare in qualcuna delle parole "calde" che vengono usate dai software di filtro.

E' un chiaro invito a trovare un posto, accanto alla tastiera, per il libriccino nero contenente i termini "tab¨", quelli che potrebbero scatenare le ire dei censori della morale elettronica. E, se si tiene conto della diffusione di Internet e delle diversitÓ esistenti fra lingua e lingua, si capisce subito che potrebbe capitare di scrivere qualcosa che nella nostra lingua madre ha un senso innocuo, ma che in qualche altra appartiene alla lista delle parole da non usare in pubblico.

In altri termini Ŕ come se qualcun altro si arrogasse il diritto di decidere "cosa" e "come" dobbiamo scrivere, pena l'oscuramento della nostra pagina, del nostro sito o addirittura del nostro dominio con possibili danni anche di tipo economico.

Certo, qualcuno potrebbe sostenere che, una volta segnalato l'errore, il filtro pu˛ anche essere rimosso e si pu˛ quindi ritornare ad un minimo di ragionevole decenza, ma anche questa certezza non cambia di una virgola il problema: i filtri sono incompatibili con la libertÓ di espressione.

Giuseppe
TAG: censura
18 Commenti alla Notizia Random048/ Filtri e Tab¨
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  • Sono d'accordo che un filtro, anche nato con le migliori intenzioni, possa finire per essere controproducente e limitare la libertà di espressione.

    Ma quanti nascondono la loro avidità di fare soldi dietro il dito della libertà di espressione? Perché la proposta di creare un dominio apposito per certi tipi di sito non è stata accettata? Forse perché avrebbe semplificato la possibilità di crare un semplice filtro efficace?

    Accanto alla libertà di espressione c'è il diritto ed il dovere dei genitori di insegnare ai figli cosa è giusto e cosa non lo è, ma con tutti i Lucignoli e i Paesi dei Balocchi che popolano Internet, non è per niente facile. Io non vorrei che i miei figli debbano imparare quanto può essere brutto il mondo sulla loro pelle, perché non conosoco nessuna Fata Turchina che possa annullare tutto con un colpo di bacchetta magica.

    Secondo voi è giusto utilizzare un computer presso una biblioteca, pagato dai contribuenti e destinato ad uno scopo preciso, per rincitrullirsi? Forse la soluzione più semplice sarebbe quella di chiedere ai bibiotecari di controllare l'uso dei PC, e di espellere dalla bibioteca coloro che li usano per scopi non di studio.

    Non confondiamo, per favore, la libertà di espressione con la libertà di commercio. Nessuno si meraviglia se i veleni e le armi sono sottoposti a restrizioni. Perché immagini che avvelenano la mente e sono spesso il frutto di sfruttamento senza pietà di paeso poveri, una nuova forma di tratta degli schiavi, non dovrebbero esserlo?
    non+autenticato
  • > Accanto alla libertà di espressione c'è il
    > diritto ed il dovere dei genitori di
    > insegnare ai figli cosa è giusto e cosa non
    > lo è, ma con tutti i Lucignoli e i Paesi dei
    > Balocchi che popolano Internet, non è per
    > niente facile. Io non vorrei che i miei
    > figli debbano imparare quanto può essere
    > brutto il mondo sulla loro pelle, perché non
    > conosoco nessuna Fata Turchina che possa
    > annullare tutto con un colpo di bacchetta
    > magica.

    Credo che il punto nn sia il fatto che non si
    vuole realizzare una protezione x i + giovani,
    (cosa giusta) ma il fatto che x proteggere i
    bambini, ci vuole qualcuno a proteggerli e non
    un programma che agisce senza discrezione!
    ╚ come se tu x scegliere le compagnie con cui
    tuo figlio + uscire invece di incotrare o
    farti raccontare come sono, dicessi :"puoi uscire con chi vuoi basta che nn si chiamia:
    Marco, francesco..."

    Sono d'accordo che nn si può essere sempre li,
    ma dopo tutto a questo serve l'educazione,
    ad aiutarli nelle scelte quando noi nn ci siamo!

    > Secondo voi è giusto utilizzare un computer
    > presso una biblioteca, pagato dai
    > contribuenti e destinato ad uno scopo
    > preciso, per rincitrullirsi? Forse la
    > soluzione più semplice sarebbe quella di
    > chiedere ai bibiotecari di controllare l'uso
    > dei PC, e di espellere dalla bibioteca
    > coloro che li usano per scopi non di studio.

    Questo è un altro discorso, il fatto di limitare
    l'uso dei pc di una biblioteca è giusto,
    ma solo xche se io fossi un bibioletcario non
    vorrei che si usi il mio computer x fare altro!
    Ma questo deve essere una scelta del bibiolecario
    non dello stato!

    > Non confondiamo, per favore, la libertà di
    > espressione con la libertà di commercio.
    > Nessuno si meraviglia se i veleni e le armi
    > sono sottoposti a restrizioni. Perché
    > immagini che avvelenano la mente e sono
    > spesso il frutto di sfruttamento senza pietà
    > di paeso poveri, una nuova forma di tratta
    > degli schiavi, non dovrebbero esserlo?

    Il punto è che "avvelenare la mente" è una cosa
    mooooooolto discutibile!
    La nostra unica vera libera è quella di pensiero,
    e se iniziamo a limitarla x cose che alcuni ritengono immorali o ingiuste... non la finiremo
    mai!
    (Di cose che avvelenavano la mente una volta,
    moltissime oggi sono accettate e considerate comuni!)
    non+autenticato
  • > Credo che il punto nn sia il fatto che non si
    > vuole realizzare una protezione x i +
    > giovani,
    > (cosa giusta) ma il fatto che x proteggere i
    > bambini, ci vuole qualcuno a proteggerli e
    > nonun programma che agisce senza discrezione!

    Esattamente quello che ho detto io. Tocca ai responsabili dei PC pubblici (scuole, biblioteche, ecc.) controllare l'uso che se ne fa.

    > Ma questo deve essere una scelta del
    > bibiolecario
    > non dello stato!

    Se la biblioteca è pubblica, e il bibliotecario riceve uno stipendio dallo Stato, mi sembra che lo Stato abbia il diritto di decidere le policy d'uso.

    > Il punto è che "avvelenare la mente" è una
    > cosa mooooooolto discutibile!
    > La nostra unica vera libera è quella di
    > pensiero, e se iniziamo a limitarla x cose che > alcuni   ritengono immorali o ingiuste... non > la finiremo mai!
    > (Di cose che avvelenavano la mente una volta,
    > moltissime oggi sono accettate e considerate
    > comuni!)


    Io credo che qualche millenio di storia ci abbia insegnato qualcosa sui principi fondamentali.

    Moltissime cose una volta perfettamente accettate e considerate comuni (sacrifici umani, schiavitù, divisione rigida in caste) ci fanno oggi inorridire.

    Hai detto bene, comunque: libertà di pensiero, e la possibilità di esprimerlo. Io devo essere libero di ripetere fino alla nausa che la limitazione al commercio di armi e di veleni è sbagliata, che la pornografia fa bene, che il razzismo è buono e giusto.

    Se poi esistono leggi votate democraticamente che limitano il commercio di armi, sostanze pericolose, materiale pornografico, e che mi impediscono di picchiare un mio simile solo perché ha il colore della pelle sbagliato, allora devo rispettarle, salvo poi combatterle democraticamente se credo di avere ragione.

    Non posso e non devo essere messo in carcere se sostengo che la pedofilia deve essere legale, ma spero che ancora per un po' si continui ad arrestare chi abusa dei bambini.

    Quello che intendo dire è che temo che a volte si scomodino alti principi per coprire interessi molto più bassi. Tanto per fare un esempio, la pornografia è un businness che muove migliaia di miliardi. A costoro non frega nulla della libertà di espressione, importa solo continuare a fregare qualche decina di milioni di imbecilli pronti a pagare per un po' di piacere per interposta persona. Ma si atteggeranno a vittime appena qualcosa minaccerà i loro affari. Secondo te gli preme di più la tua libertà di pensiero, o i loro soldi ed il loro potere?

    Guardati da chi si ammanta di alti principi per difendere i suoi interessi personali: è il primo che limiterà la tua libertà appena gli farà comodo.

    La libertà di pensiero, e di espressione, è, come il libero arbitrio, un'arma a doppio taglio. Nelle mani di chi usa il cervello, è strumento di crecita e miglioramento. Ma nelle mani di chi ragiona con organi deputati ad altre funzioni, rischia solo di ridurre all'abbruttimento e alla schiavitù.

    "Panem et circenses" era il modo degli imperatori romani per tenere buono il popolino. Diamo oggi ai ragazzini il loro pornazzo quotidiano, la lro dose di violenza, così cresceranno "cittadini" ignoranti e facili da manipolare. Questo è avvelenare la mente: puntare sui facili istinti per evitare che qualche neurone sopravviva.
    non+autenticato


  • "Hai detto bene, comunque: libertà di pensiero, e la possibilità di esprimerlo. Io devo essere libero di ripetere fino alla nausa che la limitazione al commercio di armi e di veleni è sbagliata, che la pornografia fa bene, che il razzismo è buono e giusto"

    .....????????????
    terribile....
    non+autenticato
  • Hai letto anche il seguito del mio messaggio oppure no? Credo che fosse chiara la distinzione fra libertà di pensiero e di espressione, e libertà di azione.

    In una nazione libera chiunque è libero di esprimere idee terribili - non di compiere atti terribili. Se quella nazione sarà abbastanza matura, probabilmente non sarà ascoltato, e non succederà nulla. Il prezzo che dobbiamo pagare per garantire questa libertà, che è indispensabile al progresso, è la possibiltà che qualcuno si faccia affascinare da idee terrribili e compia atti terribili. Ma il prezzo da pagare se questa libertà fosse negata sarebbe ancora più pesante.

    Forse ti ha spaventato il fatto che parlassi in prima persona? Era solo una forma di provocazione. Io devo essere libero di poter dire quello che ho scritto, ma per fortuna sono abbastanza sensato e non lo farò mai. Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Luigi Sandon
    > Secondo voi è giusto utilizzare un computer
    > presso una biblioteca, pagato dai
    > contribuenti e destinato ad uno scopo
    > preciso, per rincitrullirsi? Forse la
    > soluzione più semplice sarebbe quella di
    > chiedere ai bibiotecari di controllare l'uso
    > dei PC, e di espellere dalla bibioteca
    > coloro che li usano per scopi non di studio.

    Caro Luigi, l'argomento e' molto delicato e quello che scrivi sembrerebbe, a prima vista, anche logico ma...

    Il "ma" e' questo. In una biblioteca ci sono libri bellissimi e libri bruttissimi, e' proprio questo il ruolo delle biblioteche, quello di conservare tutto (o quasi) quello che riescono a conservare senza preoccuparsi troppo di mettere accanto al grande classico immortale il libro schifoso scritto da un perfetto idiota.

    Nel momento in cui i bibliotecari iniziassero a scegliere i libri da archiviare solo ed esclusivamente in base ai loro criteri si starebbe freschi, le biblioteche si trasformerebbero in archivi personali che rispecchiano solo le idee di chi le cura.

    E, visto che stiamo parlando di biblioteche *pubbliche* e non di quella che uno puo' avere a casa sua, la cosa non sarebbe affatto positiva.

    Filtrare i contenuti ai quali un computer puo' accedere, in una biblioteca pubblica, significa proprio questo, dare a qualcuno il potere di decidere cosa e' bene e cosa e' male, cosa puoi leggere in biblioteca e cosa non puoi leggere.

    Se poi questo "qualcuno" e' un software che non funziona la cosa diventa ancora piu' preoccupante. Non credi?

    ciao
    Giuseppe


    non+autenticato
  • Se sto facendo una tesi sul razzismo, mi sembra perfettamente logico utilizzare i PC messi a disposizione da una bibiolteca pubblica per accedere a siti razzisti.

    Se sono un ragazzino alla caccia di emozioni facili, mi sembra assurdo usare un PC della bibioteca per fare collezione di immagini porno, perché magari a casa papà controlla, sottraendo tempo prezioso a chi magari ne vuole fare un uso più intelligente.

    I filtri automatici possono essere dannosi, ma l'anarchia non ha mai portata a nulla di buono. Purtroppo ci sono molte più persone che ragionano con organi diversi dal cervello, di quelle che usano l'unico organo deputato a ciò.
    non+autenticato
  • Caro Luigi, non so se con il tuo mail replicavi al mio, mi sembra proprio di no in quanto ai miei argomenti sul ruolo che dovrebbero o non dovrebbero avere i bibliotecari non hai risposto.

    In compenso hai scritto:

    - Scritto da: Luigi Sandon
    > Se sto facendo una tesi sul razzismo, mi
    > sembra perfettamente logico utilizzare i PC
    > messi a disposizione da una bibiolteca
    > pubblica per accedere a siti razzisti.

    E qui ti sbagli, in quanto una legge potrebbe dichiarare illegale accedere ai siti razzisti e tu non potresti farlo, nemmeno per studio. Ci sono gia' numerosi software di filtraggio che impediscono l'accesso ai cosiddetti "hate sites". Come vedi la censura e' una brutta bestia che non si limita al porno o al razzismo ma rischia allargarsi sempre piu'.

    > I filtri automatici possono essere dannosi,
    > ma l'anarchia non ha mai portata a nulla di
    > buono.

    Permettimi di dubitare del fatto in quanto, nel mondo domina l'ordine (ovvero il contrario dell'anarchia) e non mi sembra proprio che le cose vadano poi troppo bene. Non trovi?

    ciao
    Giuseppe


    non+autenticato
  • Effettivamente ho letto due mail insieme e non ho replicato completamente alla tua.

    Sono d'accordo che non spetta al bibiotecario decidere quali libri possono essere letti o no (ci pensano già gli editori decidendo cosa pubblicare e cosa no), ma credo che spetti al bibiotecario far rispettare le regole d'uso della bibioteca.

    Se prendo un libro, comincio a strappargli le pagine per farci aeroplanini di carta non credo di poter invocare la liberta di espressione, e se vengo condannato a risarcire il danno e cacciato fuori credo che nessuno abbia nulla da obbiettare.

    Mettiamo il caso di un adoslescente, ha il PC a casa ma i genitori esercitano un certo controllo sulla sua navigazione, non gli vietano nulla ma non apprezzano che visiti certi siti e hanno cercato di farglielo capire. Per evitare problemi l'adolescente si reca in biblioteca, non per studiare o ampliare le sue consocenze ma solo per navigare in pace, sottraendo magari il PC ad uin altro ragazzo che deve fare una ricerca per lui importante, e non ha il PC a casa.

    Il nostro adolescente quindi gira a casaccio, cerca qualche sito pornografico, scarica un po' di MP3 illegalmente, cerca un sito razzista consigliatogli da un amico più grande, chatta un po' e un po' là. A me sembra l'equivalente di chi strappa le pagine del libro per fare aeroplanini di carta. E credo che il bibliotecario abbia il diritto di intervenire e fare cessare lo spreco. Nota bene: non sta limitando la libertà del ragazzo di accedere al sito, sta limitando la libertà del ragazzo di abusare degli strumenti messi a disposizione dalla bibioteca per uno scopo ben preciso.

    Sono d'accordo che è inutile sbarrare l'accesso perché si rischia di limitare la libertà e anche finire nel ridicolo, ma negare qualsiasi possibilità di controllo è ridicolo comunque.

    Quanto all'ordine, è vero, non viviamo ancora nel Paradiso Terrestre ma mi sembra che viviamo poi nemmeno tanto male, soprattutto rispetto al passato o ai possibili futuri (nazismo o comunismo, fai un po' tu, alla fine sono la stessa cosa) che abbiamo scampato.

    Io ho imparato a guardarmi da chi promette Legge e Ordine da raggiungere con il Pugno di Ferro, e da chi promette il Paese dei Balocchi dove tutto è lecito e permesso. Ho capito che entrambi hanno un unico obbiettivo: rendermi schiavo.
    non+autenticato
  • ...concentrare il controllo puo' provocare errori (piu' o meno volontari) e abusi....

    tenendo conto del fatto che un sistema esiste gia' integrato nei browser (internet content rating) ed e' attivabile in modo semplice protetto anche da password amministrative...
    non vedo perche' non usarlo e di conseguenza i webmaster dovranno inserire i metatag se non vogliono che il sito sia bloccato dal browser stesso...ovviamente a seconda della volonta' dell'utente (o amministratore).

    preferisco che questi enti al massimo controllino che chi inserisce i metatag lo faccia in modo corretto magari punendo chi li usa in maniera scorretta...per aggirare la volonta' dell'utente...
    non+autenticato
  • Rabbrividisco quando leggo queste notizie, per due motivi. Il primo e' che sono sempre piu' convinto che il nostro mondo ha preso una piega pericolosa, come si paventava nel famoso libro "1984".
    Per il secondo consentitemi un attimo di raccontare una piccola cosa. Chi si ricorda i primi film di Tinto Brass? Beh io so solo che la maggior parte dei suoi primi film furono sequestrati per oltraggio al pudore nella mia citta' natale. Poi ovviamente dopo essere stati "censurati" un po' di piu' (poco per fortuna) erano nelle sale (poche).
    Ma la cosa che io ricordo e' che le persone che lo facevano sequestrare (so chi erano un paio di loro) erano semplicemente delle persone bigotte. Si bigotte. Persone che si arrogano il diritto di decidere per gli altri. E lo fanno con una loro morale molto discutibile secondo me. Per chiedere la censura di quei film quelle persone dovevano vedere il film per poter descrivere quali scene erano contrarie alla morale. AH Lo gurdavano eh? Beh nello stesso modo adesso alcune persone vogliono decidere di cosa e' giusto usufruire tramite internet e di cosa no. E vogliono sostituirsi a noi. Io ho un figlio e vi garantisco che e' solo con l'educazione al ragionamento che avra' le capacita' per decidere da se stesso cosa e' bene e cosa e' male. E' troppo semplice demandare ad altri le proprie incapacita'. L'ignoranza di chi ha "potere" e' pericolosa, i tabu' invece si sa non fanno altro che alimentare la fantasia, con le ovvie conseguenze! Scusate lo sfogo.
    non+autenticato
  • concordo in pieno
    la censura, di qualsiasi tipo, quando è imposta dall'alto è vera e propria violenza "di stato" sulle menti dei cittadini, quando è utilizzata come nel caso dei filtri, è solo un nascondere la testa sotto la sabbia stile struzzo
    e poi tutta quella gente che usa o invoca l'uso obbligatorio di filtri, ha niente da dire su quella pletora di tv private che già alle 11 di sera sono una continua pubblicità di chatline hard, o ha mai visto certe edicole?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Carlo
    > Il primo e' che sono sempre
    > piu' convinto che il nostro mondo ha preso
    > una piega pericolosa, come si paventava nel
    > famoso libro "1984".
    A mio avviso la situazione si avvicina di piu` a quella descritta da Ray Bradbury in Fahrenheit 451, del quale consiglio la lettura (si trova in vendita per 6?).
    Per coloro che non lo avessero letto, la vicenda e` simile a 1984 (le persone sono burattini) ma dovuta a fattori opposti: il <<politically correct>> portato alle estreme conseguenze.

    Continuo ad augurarmi che piu` gente possibile si renda conto di cio` che avviene e che faccia qualcosa per cambiare le cose `:)
    non+autenticato


  • - Scritto da: LraiseR

    > A mio avviso la situazione si avvicina di
    > piu` a quella descritta da Ray Bradbury in
    > Fahrenheit 451, del quale consiglio la
    > lettura (si trova in vendita per 6?).


    Mi associo nella raccomandazione.
    E IMHO Bradbury ha centrato lì'obiettivo molto + di quanto non abbia fatto Orwell (CMQ consiglio anche la lettura di 1984, sempre educativo)

    non+autenticato
  • "Io ho un figlio e vi garantisco che e' solo con l'educazione al ragionamento che avra' le capacita' per decidere da se stesso cosa e' bene e cosa e' male."

    Queste tue parole mi sanno tanto di "le ultime parole famose" di un illuso.
    non+autenticato

  • >   "Io ho un figlio e vi garantisco che e'
    > solo con l'educazione al ragionamento che
    > avra' le capacita' per decidere da se stesso
    > cosa e' bene e cosa e' male."
    >
    > Queste tue parole mi sanno tanto di "le
    > ultime parole famose" di un illuso.

    Un illuso forse...
    ma meglio illudersi di istruire un figlio con liberta e ragione, che farlo crescere
    ingnorante, ed accorgersi dopo di aver
    cresciuto uno + bigotto di te!
    non+autenticato
  • Veramente l'illuso sei proprio tu. E sai perche'? Perche tu sei come quelli che hanno delle figlie femmine e si vanno vantando che le tengono sotto controllo, per poi rimanerci come dei sassi quando scoprono che la loro "tanto amata" figlioletta, che tanto si vantano in giro, a 15 anni torna a casa incinta.
    E quante ne ho viste di queste cose, ed anche di peggio.
    Chi e' l'illuso alla fine?
    TU!

    - Scritto da: Alberto
    >   "Io ho un figlio e vi garantisco che e'
    > solo con l'educazione al ragionamento che
    > avra' le capacita' per decidere da se stesso
    > cosa e' bene e cosa e' male."
    >
    > Queste tue parole mi sanno tanto di "le
    > ultime parole famose" di un illuso.
    non+autenticato
  • ╚ un dato di fatto che molti siti non si trovano sulle liste nere tipo surfwatch, netnanny ecc. per "inconvenienti tecnici". Pare che chi gestisce queste liste ha anche un'agenda politica, in genere molto "conservatrice" - scusa l'eufemismo.

    Siti tipo peacefire.org, e altri siti dai contenuti "progressisti" non di rado si ritrovano su queste liste nere, anche in assenza di parole "trigger" nei contenuti - mentre alcuni siti "conservativi" invece non vengono bloccati *nonostante* la presenza perfino di passagi che possono essere caratterizzati come "hate speech".

    vedi anche http://www.peacefire.org

    FD

    non+autenticato