Google investe nei programmatori cinesi

BigG difende la propria scelta di eseguire quanto richiesto dalla censura cinese e annuncia un centro di sviluppo a Pechino. Lanciato anche Gu Ge, ovvero Google alla cinese

Pechino - Google intende accelerare nei propri investimenti in Cina e il suo CEO, Eric Schmidt, ha già annunciato la creazione di una sede di sviluppo a Pechino che aprirà le porte alle menti più brillanti partorite dalle università cinesi, e si parla di migliaia di sviluppatori.

Schmidt è stato in Cina per presentare Gu Ge, o "Canzone della valle", il nuovo logo e i nuovi servizi cinesi di Google e ha difeso a spada tratta la scelta del colosso di Mountain View di adattarsi alle normative cinesi e di accettare dunque i molti paletti imposti dalla censura di Stato sui suoi servizi. Una scelta assai controversa e contestata da più parti e che ha portato l'azienda, assieme a Yahoo e Microsoft a confrontarsi con il Congresso negli USA.

"Riteniamo che la decisione che abbiamo preso, quella di rispettare le leggi in Cina - ha dichiarato il CEO della multinazionale del search - sia stata assolutamente quella giusta". "Sarebbe arrogante - ha proseguito - arrivare in un paese dove solo adesso iniziamo ad operare e dire a quel paese come debbano andare le cose". Schmidt ha sottolineato come anche in paesi democratici come la Germania Google deve sottostare a certe leggi, che vietano ad esempio in quel paese di ospitare link a siti di ispirazione nazista.
Davanti alla platea di Pechino che ascoltava la presentazione, Schmidt è andato anche oltre, dichiarando: "Guardiamo alla crescita della Cina, all'investimento e ad un popolo intelligente, e siamo ammirati di quanto è accaduto qui. E applaudiamo il governo, i leader chiave dell'industria e tutti voi che avete ottenuto il grandissimo risultato della crescita di Internet in Cina".

Che Google voglia andare fino in fondo nella propria avventura cinese in assoluto accordo con il regime è ulteriormente testimoniato proprio dal centro di sviluppo che vedrà la luce a Pechino e sul quale Schmidt non ha voluto fornire molti dettagli in quanto, ha spiegato, la progettazione è ancora nelle fasi iniziali. Ma il centro già entro la metà di quest'anno dovrebbe poter contare su un personale di 150 persone e nei prossimi anni questo numero potrebbe arrivare "ad alcune migliaia".

Schmidt non ha nascosto che con ogni probabilità il nuovo lab di Google si affermerà come il maggiore dell'azienda al di fuori degli Stati Uniti e si avvarrà dei migliori programmatori cinesi. Dalle università del paese, infatti, "stanno emergendo moltissimi programmatori molto molto validi - ha spiegato - Così intendiamo muoverci ora per assumere i migliori e i più brillanti".

Se oggi le attività cinesi di Google entrano solo in minima parte nella propria redditività, ha concluso Schmidt, Google si aspetta molto di più in futuro, visto che da pochissimo tempo ha ottenuto le autorizzazioni necessarie a lanciare i propri sistemi di advertising locale.
TAG: censura
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