venerdì 14 aprile 2006

Sì, i blog possono essere accessibili

Questa la sfida lanciata da Michele Diodati che, in una intervista a Punto Informatico, spiega l'origine e il futuro della sua applicazione Pesa-Nervi, ora aperta alle modifiche e alla partecipazione degli sviluppatori

Roma - Sale l'attenzione per l'accessibilità, quell'insieme di tecnologie e metodologie di sviluppo e presentazione delle risorse internet che permette di renderle praticabili facilmente anche ai portatori di disabilità, e da oggi è più facile realizzare un blog che sia realmente accessibile. Questo lo si deve al lavoro di Michele Diodati, consulente informatico che da lunghi anni si occupa di accessibilità e cura un sito di riferimento per tutti: Diodati.org. Punto Informatico lo ha intervistato per saperne di più sulla piattaforma accessibile di blogging Pesa-Nervi.

Punto Informatico: C'è davvero bisogno di una piattaforma per blog accessibili? Le piattaforme commerciali più diffuse, da Blogger a Splinder, non sono accessibili?
Michele Diodati: E' difficile rispondere a questa domanda. Una piattaforma per blog accessibili diventa necessaria quando sorge il bisogno di possedere e consultare blog da parte di utenti con disabilità o comunque beneficiari dell'accessibilità (utenti che usano schermi piccoli, connessioni lente, sistemi obsoleti ecc.). Io non so quantificare se ci sia e quanto sia forte attualmente questo bisogno. Quel che posso testimoniare è che le più diffuse piattaforme per creare blog non rappresentano attualmente il massimo dell'accessibilità: per l'uso dei frame, per l'uso di template con dimensioni bloccate, per la mancanza di link di salto, per la mancanza di un CMS in grado di correggere gli errori di codice ecc.

PI: Un problema perlopiù legato al software?
MD: L'accessibilità di un blog (come di qualsiasi altro tipo di sito web) non dipende mai solo dal software utilizzato per generarlo. Dipende invece in larga misura dalle scelte di grafica e strutturazione dei contenuti fatte da chi lo aggiorna. Se il blogger non ha conoscenze specifiche di accessibilità, il suo blog presenterà quasi inevitabilmente una serie di difetti che ne mineranno l'accessibilità.
PI: Quando navighi tra i blog, che oggi rappresentano sempre più a mio avviso una fucina di idee e uno straordinario veicolo di informazione, quali sono i problemi di accessibilità che più spesso ti capita di incontrare?
MD: Dal punto di vista dell'accessibilità posso citare:
- l'uso di accoppiamenti di colore primo piano / sfondo che non rispettano i due algoritmi di differenza cromatica e di contrasto previsti dal W3C (e integrati nella legge Stanca). La conseguenza potrebbe essere la difficoltà o addirittura l'impossibilità di lettura da parte di utenti ipovedenti o affetti da discromatopsie (cecità ai colori).

- L'uso intensivo di caratteri troppo piccoli o di font poco leggibili o di stili "scalettati" come il corsivo.

- La presenza di un'enorme quantità di link prima di arrivare al contenuto principale, cioè al testo degli articoli. Questo è un difetto incomprensibile per chi legge un blog in modalità grafica, perché di solito i link si trovano in menu laterali, mentre il testo degli articoli, posto nel blocco centrale della pagina, si trova subito sotto la testata in posizione ben visibile. Ma bisogna considerare che un non vedente che ascolta la pagina con un sintetizzatore vocale deve seguire l'ordine seriale dei contenuti, dal primo fino all'ultimo. E in un blog non pensato per l'accessibilità può diventare una vera odissea passare di link in link fino ad arrivare al contenuto vero e proprio.

- La complementare mancanza di collegamenti di salto, che permetterebbero all'utente - se presenti - di andare direttamente al contenuto principale, saltando la noiosa lettura dei menu e degli altri link preposti al testo.

- L'uso di codice presentazionale, cioè - in termini più semplici - della formattazione applicata direttamente sul codice HTML invece che tramite CSS. Ciò appesantisce la pagina e, soprattutto, impedisce agli utenti con esigenze particolari di disabilitare la grafica del blog e di applicare al suo posto le proprie impostazioni predefinite (ciò è possibile, invece, se la formattazione viene applicata esclusivamente via CSS).

- L'uso di funzioni disponibili solo per chi usa browser con javascript attivo.

- L'apertura di contenuti in finestre pop-up, soluzione usata tipicamente per i commenti agli articoli. Ciò diminuisce di gran lunga l'accessibilità per gli utenti non vedenti, che non sono in grado, a meno di non essere esplicitamente avvertiti, di percepire il cambiamento di focus dalla vecchia alla nuova finestra.

Mi fermo qui, ma l'elenco potrebbe continuare. La mancanza di accessibilità della maggior parte dei blog esistenti si traduce, in definitiva, nella difficoltà oggettiva di partecipare a questo bellissimo mondo per tutti gli utenti con disabilità o dotati di strumentazioni particolari o obsolete.
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