PI: Pesa-Nervi ormai esiste da molti mesi, chi lo sta utilizzando?MD: Il pubblico più disparato. Il blog contiene infatti articoli di ogni tipo: politica, libri, informatica, scienze, curiosità, fatti di costume, sondaggi d'opinione.
PI: E lo usano anche portatori di disabilità?MD: La cosa più importante, per me, è proprio che il blog sia stato letto ed usato senza problemi anche da persone con disabilità, in particolare da non vedenti, che, sia lasciando commenti pubblici sia scrivendomi in privato, mi hanno testimoniato che il lavoro di progettazione da me compiuto è andato sostanzialmente a buon fine, anche se c'è ancora qualcosa da mettere a punto.
PI: Perché la scelta di questo nome curioso, "Pesa-Nervi"?MD: Il nome "Pesa-Nervi" deriva da uno scritto di Antonin Artaud, commediografo francese e teorico del surrealismo, morto nel 1948 ormai completamente folle. Il Pesa-Nervi è un termine coniato da Artaud per esprimere qualcosa di inesprimibile: dà cioè il senso della tensione verso una ricerca per definizione interminabile. Una spiegazione più chiara e approfondita è contenuta in uno dei
primi articoli pubblicati.
PI: Cosa lo distingue da altre applicazioni di settore?MD: Dal punto di vista tecnico, il Pesa-Nervi si distingue da altre applicazioni per blog per il fatto che contiene e applica tutti quei "rimedi" per l'accessibilità a cui ho alluso più sopra, parlando dei difetti dei blog inaccessibili. In particolare:
- usa caratteri sufficientemente grandi, con la possibilità per l'utente di scegliere tra quattro diversi font (mediante quattro appositi tastini). I caratteri sono poi liberamente ridimensionabili usando le apposite funzioni dei browser (anche in Internet Explorer, grazie all'uso di grandezze relative);
- la larghezza del rigo si adatta alla larghezza della finestra del browser, con una compensazione automatica dell'ampiezza dei margini gestita via javascript (piccoli quando la finestra è stretta, grandi quando la finestra è larga);
- i colori di primo piano e di sfondo corrispondono alle differenze di contrasto e cromaticità previste dagli algoritmi W3C;
- i menu seguono il testo principale nel flusso del codice, sicché con un sintetizzatore vocale si può arrivare rapidamente al contenuto;
- la formattazione è applicata esclusivamente via CSS;
- tutti i contenuti e le funzioni sono utilizzabili anche in browser privi di supporto a javascript, come i browser testuali (Lynx);
- è del tutto evitata l'apertura di contenuti in finestre pop-up;
- sono usati tasti di scelta rapida (accesskey) e link di salto, per raggiungere con comandi da tastiera le sezioni di uso più comune;
- esiste un alto grado di personalizzazione dell'interfaccia: i menu si espandono e si contraggono interattivamente, i campi modulo per inviare commenti possono essere allargati o ristretti, i caratteri dei testi inseriti dall'utente possono essere completamente modificati per quanto riguarda font, stile e dimensione;
- il codice è XHTML 1.0 strict a 0 errori, così come richiede il primo requisito della legge Stanca. Esiste un sistema lato server che serve la pagina con il tipo MIME application/xhtml+xml ai browser conformi e come text/html ai browser più datati;
- esiste un sistema di marcatori stenografici (cioè l'equivalente sintetico dei comuni marcatori HTML), che consente di impartire un alto livello di strutturazione agli articoli pubblicati, mediante l'uso di titoli, paragrafi, citazioni a livello di blocco, citazioni in linea, tabelle, liste ecc. Il sistema dei marcatori stenografici è descritto
qui e ha lo scopo di consentire la strutturazione dei contenuti anche in mancanza di javascript e della possibilità di ottenere un feedback visuale delle operazioni compiute (a differenza di quanto accade con gli editor WYSIWYG usati attualmente in accoppiata ai CMS);
- esiste un sistema di gestione dei contenuti - e questa è la caratteristica più innovativa del sistema - che controlla la validità dei marcatori inseriti dagli autori, segnalando qualsiasi errore: per esempio l'uso di un ^b non preceduto da \b, o viceversa (si tratta dei marcatori stenografici per marcare le citazioni a livello di blocco, ovvero l'elemento BLOCKQUOTE in HTML). Gli articoli non vengono pubblicati o aggiornati se gli errori di marcatura non sono stati corretti, e questo consente di mantenere il codice XHTML sempre a zero errori, come richiede il primo requisito tecnico della legge Stanca.