PI: Dal sito dedicato, che fa parte di Diodati.org, è ora possibile scaricare lo zip dell'applicazione: come mai solo adesso hai deciso di diffonderla gratuitamente?MD: Inizialmente avevo pensato ad un uso commerciale di questo mio lavoro.
Poi la mancanza di tempo e di voglia di pensare a come realizzarne la vendita, ma soprattutto il desiderio di stimolare altri sviluppatori a partecipare al miglioramento di questa piattaforma nata per uso personale, mi hanno spinto a preferire la diffusione libera e gratuita, con vincolo di uso non commerciale.
A proposito, per chi fosse interessato, l'applicazione è scaricabile da
qui.
PI: La licenza di distribuzione adottata rientra nelle Creative Commons e di fatto impedisce l'uso commerciale dell'applicazione, consentendone invece qualsiasi modifica. A chi si rivolge? Qual è l'identikit di chi ha scaricato e scaricherà il codice dell'applicazione? Punti alla nascita di una comunità dedicata di sviluppatori e appassionati?MD: Non so quale sia l'identikit di chi ha scaricato finora l'applicazione.
Quel che a me interessa è stimolare la nascita di un gruppo di lavoro, costituito da programmatori che vogliano liberamente condividere i miglioramenti eventualmente apportati al software del Pesa-Nervi.
Sarebbe bello se un giorno questo strumento, nato come un esperimento fatto a scopo di ricerca personale, diventasse una piattaforma pubblica e gratuita per creare blog accessibili.
PI: In quale direzione vorresti che proseguisse lo sviluppo dell'applicazione? Cosa serve perché possa propagarsi e diventare uno strumento di massa, un virus dell'accessibilità infiltrato nella blogosfera?MD: Innanzitutto servirebbe renderla multipiattaforma. Io ho sviluppato il software in ASP e su database Access. Per una distribuzione ad ampio raggio occorrerebbe tradurre il sistema in PHP ed estendere la base dati a MySQL. Ma qualsiasi altra "traduzione" sarebbe interessante (per esempio verso JSP).
Sarebbe poi utile creare versioni localizzate in inglese, francese ecc. Quindi occorrerebbe una collaborazione per l'internazionalizzazione.
PI: Cos'altro c'è da fare?MD: Dal punto di vista strettamente tecnico, occorrerebbe rivedere e razionalizzare il mio codice. Avendo realizzato il Pesa-Nervi nei ritagli di tempo e non essendo un programmatore javascript esperto, ci sono sicuramente difetti che possono essere eliminati: il codice javascript può essere asciugato e migliorato e in parte spostato in file esterni, laddove non è modificato a monte dal codice ASP.
Poi occorre un lavoro di razionalizzazione sugli stili CSS e piccoli ritocchi dell'interfaccia. Niente di straordinario, ma più persone possono fare certo meglio di una sola, come è del resto nella filosofia dell'open source.
Le direzioni che potrebbe prendere il lavoro sono molteplici. Da strumento privato per costruire un singolo blog accessibile, potrebbe essere modificato per esempio in piattaforma multiutente, sul modello di Splinder e di Blogger.
PI: In questi anni, tra alti e bassi, il concetto di accessibilità e la conoscenza degli strumenti dell'accessibilità si sono resi più visibili, ma sono entrati in profondità? Dopo la Legge Stanca qualcosa sembra essersi mosso soprattutto in ambito pubblico. Che ne pensi?MD: Negli ultimi tempi vedo aumentare di continuo i siti pubblici costruiti nel rispetto - almeno tentato - di alcuni criteri base di accessibilità: codice strict, tasti di accesso rapido, marcatura strutturale, CSS in luogo dell'HTML presentazionale ecc.
Non so se questa tendenza dipenda dall'entrata in vigore della legge Stanca oppure dall'azione di sensibilizzazione svolta negli ultimi anni da siti e liste che, come
Diodati.org,
Humana e
Webaccessibile, hanno trattato con continuità tematiche legate all'accessibilità e all'uso degli standard W3C.
Fatto sta che questa tendenza esiste, è abbastanza forte e lascia ben sperare per il futuro. Naturalmente c'è ancora molto da fare, ma rispetto agli inizi - parlo degli anni intorno al 2000 - i progressi mi sembrano indubbi.
a cura di Paolo De Andreis