Sorpresa, Bertelsmann vuole tutto Napster

La multinazionale intende acquistare tutti i pezzi del cadavere del sistema di file-sharing per tentare l'operazione Frankenstein. Con molti punti di domanda

San Francisco (USA) - La multinazionale Bertelsmann, che già possiede una parte di Napster, ha deciso di acquistare dagli altri soci tutte le quote rimanenti della società che oggi, come noto, gestisce un'attività defunta e bloccata dal tribunale.

Eppure, nonostante il cadaverico presente, i dirigenti di Bertelsmann hanno deciso di spendere fino a 30 milioni di dollari per impossessarsi del 100 per cento del sistema di file-sharing, per tentare un'operazione difficile, quella di riportare Napster al centro del mercato.

Il CEO di Bertelsmann, Thomas Middelhoff, ha spiegato di voler comprare tutte le quote di Napster in mano a Hummer Winblad Venture Partners e agli altri investitori, come lo zio di Shawn Fanning, il giovane inventore di Napster.
Secondo gli analisti, tra ottobre 2000 e ottobre 2001, Bertelsmann ha iniettato 100 milioni di dollari dentro Napster senza riuscire a farlo rialzare, neppure sotto forma di zombie. A spingere ad ulteriori spese sarebbe addirittura una iniziativa giudiziaria di zio Fanning, che vorrebbe rimpiazzare due consiglieri di amministrazione.

Non si può escludere, naturalmente, che dopo il passaggio completo di Napster nelle mani di una delle cinque sorelle dell'industria internazionale della musica le altre quattro cambino idea e divengano disponibili ad un accordo extragiudiziale, finora sempre negato alla società che hanno massacrato in tribunale.
TAG: mercato
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