Nuovo decreto, bolletta più snella?

Entra in vigore la regolamentazione dei servizi a sovrapprezzo. Dopo le prime critiche, un parere favorevole da Codacons Liguria. Ma Anuit torna ad allertare: ci sono nuovi rischi

Roma - A fronte delle posizioni critiche espresse a Punto Informatico da Altroconsumo e MDC c'è anche chi manifesta moderato ottimismo sul Decreto Ministeriale n. 14582006, promosso per regolamentare i servizi telefonici a sovrapprezzo.

"Dopo tante discussioni, i consumatori hanno finalmente ottenuto alcune garanzie contro le bollette da migliaia di euro per telefonate mai fatte o per partecipare incautamente a sondaggi, giochi, concorsi senza tenere conto dei costi finora scarsamente pubblicizzati" dice Anna Massone, Presidente di Voglio Vivere e di Codacons Regione Liguria.

Le novità introdotte dal nuovo regolamento, secondo Massone, sono notevoli: "Innanzitutto è previsto il blocco selettivo di chiamata gratuito, e non più a pagamento, su base sia di singola chiamata sia di abilitazione-disabilitazione fino a nuovo ordine dell'utente attraverso un codice PIN. Poi, quando si compone un numero speciale, è necessario che ci sia un messaggio di presentazione gratuito con indicazione dei costi e con l'avvertenza che il costo fisso alla risposta può essere addebitato solo dopo il consenso dell'utente. Su Internet deve comparire un avviso che si sta per essere disconnessi dal proprio Provider e si sta instaurando una nuova connessione soggetta ad uno specifico prezzo. Il prezzo della connessione al servizio deve essere indicato a video durante tutta la connessione. L'utente deve fornire obbligatoriamente il proprio consenso per accettare la connessione. Allo scadere del tempo massimo consentito deve essere rinnovato il consenso".
Soddisfazione anche per quanto riguarda i dialer "gonfiabolletta": "Sono vietati, era ora, i dialer che si auto-configurano come connessione principale o che ripetono automaticamente la connessione, che sono stati all'origine di vere e proprie truffe. I costi per le chiamate a numerazioni speciali devono essere evidenziati in bolletta separatamente e per un max di 12,50 euro più IVA per ogni singola chiamata. L'eventuale eccedenza non può più finire in bolletta, ma deve essere fatturata a parte da chi ha fornito il servizio a pagamento. In tal modo si eviterà di vedersi staccare il telefono perché Pierino ha passato un'ora in compagnia di Biancaneve credendo che gli avrebbe raccontato una fiaba".

Per nulla soddisfatta Anuit, Associazione Nazionale Utenti Italiani di Telecomunicazioni, che in merito al medesimo decreto sottolinea: "Il decreto definisce i servizi in modo tale che diventa possibile far pagare, sulla bolletta del collegamento veloce a Internet (attraverso Alice, Tiscali, Wind, Tele2, ecc), la navigazione in alcuni siti (oroscopi, numeri del lotto, servizi porno e altri) con costi presumibilmente analoghi a quelli praticati quando si accede via telefono".

Con la nuova definizione dei canali di accesso ai servizi a sovrapprezzo, infatti, chi ha una connessione a larga banda fino a ieri era "protetto", in quanto per il collegamento non utilizzava un numero telefonico con tariffazione maggiorata. Con le nuove regole, afferma Anuit, "viene risucchiato nel novero dei potenziali clienti: basterà capitare su un sito che dichiara di fornire servizi a sovrapprezzo (e dare una qualche forma di assenso) per trovarsi sulla bolletta della connessione Internet anche la voce servizi a sovrapprezzo , come avviene per la bolletta telefonica".

"Gli effetti - continua l'associazione - si faranno sentire sui privati che sono stati finora sollecitati e incentivati ad attivare collegamenti veloci ad Internet e sulle Aziende che hanno collegato a Internet la rete aziendale, attraverso la quale i dipendenti lavorano. Mentre per l'accesso con numero telefonico (ad esempio 899) è possibile impedire la chiamata se si dispone di un centralino telefonico (questo succede nella Aziende e nella Pubblica Amministrazione), per l'accesso a Internet non sono possibili, in pratica, filtri; la soluzione diventa allora drastica: chiudere l'accesso ad Internet".

Anuit chiede una regolamentazione adeguata: chi vuole accedere a tali servizi deve poterlo fare pagando con carta di credito o altro mezzo di pagamento estraneo alla bolletta (pagata, magari, da un terzo).

"Lo sviluppo della larga banda nel nostro paese - conclude l'associazione - oggetto di compiacimento da parte di tutti, viene così ad essere ostacolato in quanto c'è il rischio concreto che aziende e privati decidano di rinunciare a collegamenti veloci data l'impossibilità di evitare abusi. Il decreto prevede la costituzione di un Comitato per la messa a punto di un codice di autoregolamentazione. Anuit, così come altre Associazioni Utenti e Consumatori, ha deciso di non far parte del Comitato e ha sollecitato l'abrogazione del decreto, considerato non emendabile, meno che mai con codici di autoregolamentazione che dovrebbero porre dei limiti che la legge non ha messo".

D.B.