USA, allarme per i videogiochi del terrore

Il governo statunitense condanna gli autori dei mod-pack che trasformano videogiochi di successo in strumenti di propaganda fondamentalista ed antiamericana. Vengono diffusi - dicono le autorità - su siti di ogni genere

Washington (USA) - Le autorità americane hanno scoperto una fitta rete di sviluppatori politicizzati che modificano titoli di successo in "strumenti videoludici di propaganda islamista". Secondo un'analisi compilata dalla Science Application International Corp, un'azienda pagata da Washington per tenere sotto controllo le attività di al-Qaeda sul web, l'ultimo tool di reclutamento di militanti antiamericani da parte dei gruppi islamisti è l'uso di mod-pack confezionati ad arte .

Anonimi gruppi islamisti, dunque, diffondono su siti di diversa natura videogiochi di successo, come ad esempio Battlefield 2 , modificati per contenere dirompenti messaggi antiamericani . Da ricostruzione storica del secondo conflitto mondiale, la versione islamista di Battlefield 2 individuata da SAIC ha un incipit che inneggia al conflitto armato tra "resistenza islamica" ed "infedeli occidentali".

"Ero appena un bambino quando gli elicotteri Blackhawk degli infedeli iniziarono ad assaltare il mio villaggio", narra la voce di un bambino durante una presentazione animata dal significato inequivocabile: l'obiettivo del gioco è sterminare gli infedeli, quelli che certi musulmani chiamano comunemente kaffir . Eric Michael, direttore di SAIC, è convinto che la rete internazionale di estremisti islamici stia usando i videogiochi per fomentare l'odio antiamericano e reclutare soldati da inviare in Iraq.
Il caso di Battlefield 2 in versione islamista, dice il diplomatico americano Dan Devlin in un'intervista rilasciata a Reuters, è solo il caso più eclatante di una serie di mod-pack antiamericani scoperti dal Dipartimento della Difesa americano: "Ci siamo accorti che di volta in volta ogni nuovo videogioco viene strumentalizzato ed utilizzato a seconda delle necessità".

Che i videogiochi siano utilizzabili e utilizzati come strumento di promozione se non proprio di propaganda è peraltro un dato di fatto. Proprio la US Army diffonde da anni un videogioco tridimensionale, chiamato Americàs Army, per selezionare potenziali reclute dell'esercito ed addestrare chiunque nutra interesse per le discipline militari. Allo stesso modo, i videogiochi vengono da tempo utilizzati da gruppi xenofobi d'ogni sorta per propagare le proprie visioni del mondo intolleranti e razziste, sin dai tempi del riadattamento antisemita del classico "Wolfstein 3D", primo capolavoro della iD Software.

Electronic Arts, leader dell'industria videoludica e produttore di Battlefield 2, ha immediatamente negato ogni coinvolgimento: "Milioni di persone creano mod-pack in modo libero utilizzando i nostri videogiochi", riferiscono i portavoce dell'azienda, "e non possiamo controllare in alcun modo quanto accade: è come voler proibire che qualcuno scarabocchi un'immagine".

Sull'intera questione nelle ultime ore c'è chi parla di possibile bufala: il servizio originale fornito da Reuters sull'argomento, infatti, avrebbe fatto riferimento a materiali già noti e provenienti dalla Difesa USA. Una questione che andrà approfondita, visto l'interesse che la questione sta sollevando.

Tommaso Lombardi
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