Italia, IT soffocato da un mercato blindato

Questa la denuncia di AITech-Assinform, che snocciola cifre pesanti. E accusa: l'IT italiano è in deficit, gli investimenti della PA diminuiscono e il mercato è distorto. Nella UE, Italia indietro

Roma - In Italia, e in particolare nel settore pubblico, si spende poco e male in informatica. Questo, in estrema sintesi, il giudizio di AITech-Assinform, l'associazione delle imprese IT italiane, che al Forum PA in corso a Roma ha presentato un quadro del mercato del tutto deludente.

I dati di un'indagine svolta dall'Associazione, infatti, parlano di un crollo degli investimenti da parte della Pubblica Amministrazione: - 38 per cento. Ed emerge, spiegano gli esperti, "la mappa di 30 piccole IRI dell'informatica che coprono il 46 per cento della domanda pubblica locale a costi interni ben più alti della media di settore". Tutto questo a fronte di un deficit con l'estero dell'industria IT di 678,5 milioni di euro (dati di novembre 2005).

In definitiva, spiega AITech-Assinform, l'Italia spende in investimenti per l'innovazione l'1,9 per cento del proprio Prodotto Interno Lordo quando in Europa la media è del 3 per cento. Ma l'aspetto più preoccupante secondo le imprese di settore sta nelle modalità in cui la PA italiana si procura le proprie risorse informatiche. Si parla esplicitamente di aree protette che tendono ad escludere i privati a favore di società pubbliche costituite ad hoc: il 46 per cento della domanda della PA è coperta da queste ultime e dai servizi interni dell'Informatica ma anche delle TLC. Un fenomeno, sostiene l'Associazione, particolarmente sviluppato presso gli enti locali (Regioni, Province e Comuni) e presso le aziende municipalizzate. "Fra queste - spiegano gli esperti - spicca l'Emilia e Romagna con ben 5 aziende d'IT, seguita dal Lazio con 4, Toscana 3, Lombardia e Sicilia 2".
Tutto questo ha fatto sì che quelle società abbiano visto salire mediamente i propri ricavi del 15 per cento e in alcuni casi ancora di più, fino addirittura al 100 per cento . Dati che - spiega AITech-Assinform - non trovano riscontro in alcun mercato dei servizi IT. "È come una polizza a vita - sottolinea il presidente di AITech-Assinform, Ennio Lucarelli, parlando delle società pubbliche - offrendo un gonfio portafoglio di commesse senza rischi, senza passare da alcuna selezione e, a volte, senza controlli". Una dimostrazione secondo l'Associazione viene dal dato che i costi interni pro capite di queste aziende pubbliche sono ben più elevati rispetto a quelli delle imprese private , registrando un costo medio di 72.650 euro per addetto a fronte di una media del settore di 43.700 euro per addetto (rilevato dall'ISTAT per l'anno 2003).

L'accusa è chiara: così operando la PA, in particolare quella locale, introduce distorsioni del mercato che danneggiano tanto le imprese di settore quanto l'Erario, cioè i cittadini.

L'Associazione parla esplicitamente di una protezione pubblica che fa da ombrello ad una serie di società pubbliche che, di fatto, vivono al di fuori del mercato, in un'area protetta, assumendo una quantità di commesse che avrebbero lo scopo o l'effetto, quantomeno, di stimolare il settore IT italiano. Conseguenza di ciò è una maggiore debolezza dei privati, che tra l'altro, come sottolinea Lucarelli, devono fare i conti anche con le "altre attività" delle società pubbliche: "Il rilevante potere politico e le disponibilità economiche di queste stesse società pubbliche le favoriscono nella partecipazione in altre regioni a gare condotte da strutture consorelle, allargando i confini di un circolo vizioso e non virtuoso".

"Malgrado gli sforzi compiuti nell'e-government e nella banda larga - attacca Lucarelli - la Pubblica Amministrazione italiana non solo continua a spendere poco e male in tecnologie informatiche rispetto a quanto avviene nei paesi europei nostri concorrenti, ma una parte sempre più rilevante della spesa pubblica in IT è assorbita dalla stessa PA. Ciò significa che la domanda pubblica sta sempre più venendo meno alla sua funzione di stimolo di un'offerta di servizi innovativi qualificata, per trasformarsi in uno strumento di condizionamento politico del mercato, a discapito della crescita e della competitività del sistema".

L'indagine "La domanda pubblica d'Information Technology: criticità e risorsa per il Paese" racconta di come l'Italia rimanga un grande importatore di tecnologie e servizi informatici , come si evince dal "profondo rosso" della bilancia dei pagamenti IT, che ha chiuso il 2004 con un passivo di 519 milioni di euro, mentre si annuncia per il 2005 un trend in ulteriore peggioramento, che a novembre scorso, come accennato, ha fatto segnare un deficit di 678,5 milioni di euro.

E i dati sul fronte europeo sono sconfortanti: la spesa IT della PA è stata nel 2004 poco più della metà di quella francese e tedesca, e un terzo di quella inglese. La PA italiana spende 51,3 euro in informatica per abitante, rispetto ai 147 euro spesi dall'amministrazione pubblica del Regno Unito per ogni suddito britannico, ai 96 euro dell'Olanda, agli 86 euro della Francia, 72 della Germania, 63 dell'Irlanda fino ai 56 euro spesi dalla Spagna. Svezia, Danimarca e Finlandia spendono rispettivamente 254, 232 e 188 euro.

Tutto questo cambierà? Per ora parrebbe di no : lo studio dell'Associazione spiega come le risorse stanziate in Finanziaria vedono una ulteriore diminuzione degli investimenti della PA pari al 38,9 per cento nel 2006 rispetto al 2005.
68 Commenti alla Notizia Italia, IT soffocato da un mercato blindato
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  • Ho letto quasi tutti i commenti: a mio avviso alcuni dei problemi per la PA sono da ricercarsi in:

    1) mancata adozione di formati universali ed aperti per la circolazione della documentazione interna e verso i cittadini (quasi tutte le PA infatti usano formati proprietari tipo doc, xls, pdf, dwg, ecc. che di fatto obbligano a cascata anche tutte le aziende o i privati che hanno a che fare con loro ad adottare i medesimi software ed i medesimi formati chiusi, con l'evidente creazione di un monopolio nell'uso di un software piuttosto che un altro):

    2) scarsa formazione e preparazione del personale pubblico all'uso delle nuove tecnologie (soprattutto per i dipendenti over 40 e molti dirigenti: i dipendenti assunti negli ultimi tempi invece dovrebbero in molti casi essere certificati con la famigerata patente ecdl, che pero' non forma le persone all'uso di generici fogli di calcolo o processori di testo, ma di pacchetti proprietari ben noti, con tutte le conseguenze del caso):

    3) mancanza di una autorita' nazionale che rilasci e gestica con sicurezza, affidabilita' e totale autonomia da qualsiasi potere politico ed economico la firma digitale a vantaggio di singoli, aziende, pubbliche amministrazioni, ecc. (in tal modo potrebbero davvero decollare molti servizi "certificati" limitando al massimo potenziali abusi o problematiche relative alla firma digitale che ricordo essere legale in termini di legge ma nei fatti quasi del tutto inutilizzata):

    4) una mancata semplificazione e banalizzazione delle tecnologie dal lato cittadino: visto che la gran parte della popolazione e' anziana e non abituata all'uso della tecnologia come le generazioni piu' giovani, c'e' da rendere ogni servizio digitale della PA il piu' possibile banale ed intuitivo possibile, soprattutto alla luce delle evidenti problematiche tecniche con cui si ha a che fare (quanti anziani sono in grado di usare in maniera basilare un pc? quanti comuni italiani sono privi di copertura capillare della banda larga con la quale ad esempio si potrebbero avviare servizi specifici anche di videoconferenza, teleassistenza e quant'altro per gli anziani che abitano in zone disagiate o con difficolta' motorie gravi?).

    Alla fine molti richiamano il mercato per giustificare dei presunti miglioramenti in questo settore:
    ma e' di libero mercato che abbiamo bisogno o di servizi pensati in modo intelligente e fatti da gente seria che non punta a speculare economicamente su servizi essenziali per i cittadini?
    non+autenticato
  • - Scritto da:

    > Alla fine molti richiamano il mercato per
    > giustificare dei presunti miglioramenti in questo
    > settore:
    > ma e' di libero mercato che abbiamo bisogno o di
    > servizi pensati in modo intelligente e fatti da
    > gente seria che non punta a speculare
    > economicamente su servizi essenziali per i
    > cittadini?

    Sono le aziende che reclamano l' intervento della PA per sostenere il mercato con le sue commesse.
    Come al solito quando sono al collasso....
  • caro signor ...
    purtroppo in italia non possiamo lavorare perchè esiste una "fidelizzazione" delle aziende che svolgono consulenza presso grosse aziende e grosse strutture della P.A.
    Se deve venire a lavorare con noi si dimentichi il suo paese natale.
    La fidelizzazione come la intendeva lui ho paura che volesse dire che le commesse le prendono sempre le stesse aziende.
    Alla luce di che ho letto in questo articolo c'e' da chiedersi:
    ma allora se le cose vanno male non è proprio causato dalle stesse aziende italiane che vorrebbero anche loro fidelizzarsi?
    mah!Triste
    non+autenticato
  • Falso problema
    Sono tutti a parlare degli UFO
    Quello e' il VERO problema!
    E' tutta colpa degli UFO
    ecco....Deluso
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    Modificato dall' autore il 09 maggio 2006 15.27
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  • Il Mito del posto sicuro e' in declino? No niente affatto, e' stato semplicemente trasportato dai dipendenti ai dirigenti, con tutto cio' che ne consegue in termini di produttivita' e competitivita'. Ed ecco l' italietta economica/produttiva attuale: se le "teste pensanti", i massimi responsabili delle aziende NON hanno incentivi per lavorare bene, si finisce per lavorare TANTO ma per produrre POCO in ***valore aggiunto*** e far guadagnare soprattutto i POCHI con la poltrona attaccata al deretano. Il lavoro "BLOATWARE"
    http://www.webopedia.com/TERM/B/bloatware.html
    dove si sprecano "cicli di clock" a far quisquiglie invece che e utili calcoli pero' massimizzandone i costi perche' quelli con "la poltrona attaccata" possano beneficiare il piu' possibile dei guadagni, mentre si lesina vergognosamente sulle risorse umane (dipendenti). In questo contesto vengono incentivati gli INCIUCI tra pubblico e privato perche' questo rende la vita facile ai privati ammanicati con la PA, con la quale hanno dei rapporti vergognosamente privilegiati ancorche' NON meritocratici. Il tutto per mantenere il posto FISSO ai soliti imprenditori scarsi ma senza scrupoli.
    ERGO, fatta l' analisi, BASTA lamentarsi.
    Chi e' del mestiere, intendo nell' ICT nella fattispecie si rimbocchi le maniche e senza scomodare inutili ALBI (che poi vedete... tra l' altro finirebbero per essere insediati da quegli stessi "alti dirigenti" del mondo aziendale, che tra l' altro hanno gia' CONFINDUSTRIA a spalleggiarli) occorre formare un SINDACATO che tuteli sia i dipendenti che i liberi professionisti che spesso lavorano in subappalto per altre aziende (che hanno posizione dominante nel rapporto di forze) e che hanno a che fare con clienti poco propensi a comprendere le difficolta' di chi lavora in questo settore.
    Concludo dicendo che le scuole di informatica DEVONO fare la loro parte e cominciare finalmente a FORMARE smettendola di ridurre tutto a icone, doppi click e Copia&Incolla, insegnando che IE e Internet sono la stessa cosa (non me ne vogliano i windowsiani ma e' questo quello che si impara nel 90% delle scuole);
    Pure i professionistidell'ICT devono mettersi intesta che andare dal cliente, propore soluizioni e vendergli la scatola chiusa non e' sufficente, devono fare una *microformazione*, spendere del tempo a insegnare direttamente nelle aziende, anche con piccole lezioni di 1/2 ora per volta, cio' che inevitabilmente NON puo' essere insegnato sempre nelle scuole (spesso l' applicazione pratica delle lezioni nell' ambiente di lavoro Reale e' non e' cosi' immediata), insegnando a usare tutti gli strumenti in modo integrato e produttivo e soprattutto facendo capire a chi comanda la complessita' di cio' che sta dietro la facciata semplificata delle icone.
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    Modificato dall' autore il 09 maggio 2006 11.56
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  • [megasnippone]
    > Pure i professionistidell'ICT devono mettersi
    > intesta che andare dal cliente, propore
    > soluizioni e vendergli la scatola chiusa non e'
    > sufficente, devono fare una *microformazione*,
    > spendere del tempo a insegnare direttamente nelle
    > aziende, anche con piccole lezioni di 1/2 ora per
    > volta, cio' che inevitabilmente NON puo' essere

    NO FERMO ASPE ALT! Io devo fare il tecnico no il consulente al CEPU. Per la formazione c'e' il CEPU. Qui il consulente deve da fa il consulente
    e il cliente il cliente.


    > insegnato sempre nelle scuole (spesso l'
    > applicazione pratica delle lezioni nell' ambiente
    > di lavoro Reale e' non e' cosi' immediata),
    > insegnando a usare tutti gli strumenti in modo
    > integrato e produttivo e soprattutto facendo
    > capire a chi comanda la complessita' di cio' che
    > sta dietro la facciata semplificata delle
    > icone.

    su questo sono daccordo. Ma che oltre a prendere due soldi ora i tecnici nei ritagli di tempo si debbano mettere a fare anche gli insegnanti...
    Comunque Diciamo che sia possibile..
    MA SEI SICURO CHE IL CLIENTE O CHI PER LUI SIA TANTO INTENZIONATO AD IMPARARE LA DIFFERENZA TRA UNA ICONA E QUELLO CHE C'E' DIETRO?
    IO HO FORTISSSSSSSIMI DUBBI
  • - Scritto da: Elwood_

    > [megasnippone]
    > > Pure i professionistidell'ICT devono mettersi
    > > intesta che andare dal cliente, propore
    > > soluizioni e vendergli la scatola chiusa non e'
    > > sufficente, devono fare una *microformazione*,
    > > spendere del tempo a insegnare direttamente
    > nelle
    > > aziende, anche con piccole lezioni di 1/2 ora
    > per
    > > volta, cio' che inevitabilmente NON puo' essere

    > NO FERMO ASPE ALT! Io devo fare il tecnico no il
    > consulente al CEPU. Per la formazione c'e' il
    > CEPU. Qui il consulente deve da fa il
    > consulente
    > e il cliente il cliente.

    Dunque, io mi rivolgo ai liberi professionisti/lavoratori autonomi, i dipendenti stanno alle direttive dei loro superiori. I primi devono investire in microformazione (chiaramente ove sia necessario) perche' ne avrebbero un ritorno di immagine, pubblicita', possibilita' di espandere il mercato proponendo nuove soluzioni. L' utente/cliente che ha fatto il corso di informatica sa usare word, sa usare Xcel, ha magari imparato ad usare il suo S.O. ecc. sa usare tanti strumenti ma quasi mai in maniera integrata, manca della visione d' insieme, esempio molti si stampano la fattura fatta a regola d' arte con word e poi la inviano tramite il fax tradizionale, dimanticando che potrebbero inviarla via Fax/modem o in formato PDF via e-mail: questo vuol dire usare produttivamente cio' che hanno imparato. Se imparano ad usare in modo sinergico e coerente tutti gli strumenti che hanno poi puoi proporgli altre cose tipo, per rimanere nell' esempio, un FAX SERVER, oppure un mail server per scaricare periodicamente la posta dall' IMAP e archiviarla in locale (se ne hanno l' esigenza); un document server integrato con la multifunzione per archiviare documenti importanti, la possibilita' di poter accedere ai documenti aziendali sul server via palmare dall' esterno.... la possibilita' di usare VNC per poter accedere comodamente al gestionale anche dall' esterno dell' azienda... il vantaggio di avere un architettura RAID rispetto all' HDD singolo (in modo semplificato ma chiaro) ecc. ecc. Queste cose PRIMA ancora che proposte vanno insegnate e vanno insegnate quelle conoscenze che ne sono i presupposti perche' posassano essere comprese. Cosi' si ampliano le possibilita', si amplia il mercato, cosi' potrai dire al tuo cliente, che sara' in gradi di CAPIRE: "si magari costa un po' di piu' ma ottieni MOLTO di piu' in termini di funzionalita', di sicurezza" ecc. E il cliente invece di chiedersi "ma a che mi serve?" Ma che me ne faccio? magari dira': AH si vediamo, si puo' fare.
    La possibilita' di usare piu' prodotti SW alternativi equivalenti, elencando eventuali pro e contro.
    Magari un breve corso per insegnare gli accorgimenti, le regole di comportamento per proteggersi da virus e dialer, le regole basilari per limitare l' invasione dello spam ecc. a pagamento anche dietro il pagamento di una modica cifra (15€/h).
    Queste cose non le spiegano ai corsi, almeno quelli di base. Ma ti fanno guadagnare la fedelta' del cliente che si sente guidato e ti danno l' opportunita' di ofrire piu' servizi A PAGAMENTO, sapendo pero' di pagare per qualcosa che vale la spesa.


    > > insegnato sempre nelle scuole (spesso l'
    > > applicazione pratica delle lezioni nell'
    > ambiente
    > > di lavoro Reale e' non e' cosi' immediata),
    > > insegnando a usare tutti gli strumenti in modo
    > > integrato e produttivo e soprattutto facendo
    > > capire a chi comanda la complessita' di cio' che
    > > sta dietro la facciata semplificata delle
    > > icone.

    > su questo sono daccordo. Ma che oltre a prendere
    > due soldi ora i tecnici nei ritagli di tempo si
    > debbano mettere a fare anche gli
    > insegnanti...
    > Comunque Diciamo che sia possibile..
    > MA SEI SICURO CHE IL CLIENTE O CHI PER LUI SIA
    > TANTO INTENZIONATO AD IMPARARE LA DIFFERENZA TRA
    > UNA ICONA E QUELLO CHE C'E'
    > DIETRO?
    > IO HO FORTISSSSSSSIMI DUBBI

    Non si tratta di insegnare come funziona un S.O. nei dettagli, certo la questione va approfondita ma direi in linea di massima che basterebbero anche 2-3 parole sottoforma di metafora, giusto un modo per far comprendere il concetto, il vantaggio e' che cosi' almeno sanno che se qualcosa va storto in Office, in Windows o altra applicazione non e' necessariamente colpa di chi l' ha installato, se c'e' un bug la responsabilita' e' di chi l' ha creato e distribuito, che i bugs pero' sono normali e comunque se si attiva un costante feedback vengono risolti. Ecco gia' questo , per esempio non e' difficile da spiegare ed eviterebbe tanto inutile sangue amaro e tanta diffidenza in piu'.
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    Modificato dall' autore il 09 maggio 2006 14.41
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  • - Scritto da: Alessandrox
    > - Scritto da: Elwood_
    >
    > > [megasnippone]
    > > > Pure i professionistidell'ICT devono mettersi
    > > > intesta che andare dal cliente, propore
    > > > soluizioni e vendergli la scatola chiusa non
    > e'
    > > > sufficente, devono fare una *microformazione*,
    > > > spendere del tempo a insegnare direttamente
    > > nelle
    > > > aziende, anche con piccole lezioni di 1/2 ora
    > > per
    > > > volta, cio' che inevitabilmente NON puo'
    > essere
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    > > NO FERMO ASPE ALT! Io devo fare il tecnico no il
    > > consulente al CEPU. Per la formazione c'e' il
    > > CEPU. Qui il consulente deve da fa il
    > > consulente
    > > e il cliente il cliente.
    >
    > Dunque, io mi rivolgo ai liberi
    > professionisti/lavoratori autonomi, i dipendenti
    > stanno alle direttive dei loro superiori. I primi
    > devono investire in microformazione (chiaramente
    > ove sia necessario) perche' ne avrebbero un
    > ritorno di immagine, pubblicita', possibilita' di
    > espandere il mercato proponendo nuove soluzioni.
    > L' utente/cliente che ha fatto il corso di
    > informatica sa usare word, sa usare Xcel, ha
    > magari imparato ad usare il suo S.O. ecc. sa
    > usare tanti strumenti ma quasi mai in maniera
    > integrata, manca della visione d' insieme,
    > esempio molti si stampano la fattura fatta a
    > regola d' arte con word e poi la inviano tramite
    > il fax tradizionale, dimanticando che potrebbero
    > inviarla via Fax/modem o in formato PDF via
    > e-mail: questo vuol dire usare produttivamente
    > cio' che hanno imparato. Se imparano ad usare in
    > modo sinergico e coerente tutti gli strumenti che
    > hanno poi puoi proporgli altre cose tipo, per
    > rimanere nell' esempio, un FAX SERVER, oppure un
    > mail server per scaricare periodicamente la posta
    > dall' IMAP e archiviarla in locale (se ne hanno
    > l' esigenza); un document server integrato con la
    > multifunzione per archiviare documenti
    > importanti, la possibilita' di poter accedere ai
    > documenti aziendali sul server via palmare dall'
    > esterno.... la possibilita' di usare VNC per
    > poter accedere comodamente al gestionale anche
    > dall' esterno dell' azienda... il vantaggio di
    > avere un architettura RAID rispetto all' HDD
    > singolo (in modo semplificato ma chiaro) ecc.
    > ecc. Queste cose PRIMA ancora che proposte vanno
    > insegnate e vanno insegnate quelle conoscenze che
    > ne sono i presupposti perche' posassano essere
    > comprese. Cosi' si ampliano le possibilita', si
    > amplia il mercato, cosi' potrai dire al tuo
    > cliente, che sara' in gradi di CAPIRE: "si magari
    > costa un po' di piu' ma ottieni MOLTO di piu' in
    > termini di funzionalita', di sicurezza" ecc. E il
    > cliente invece di chiedersi "ma a che mi serve?"
    > Ma che me ne faccio? magari dira': AH si vediamo,
    > si puo'
    > fare.
    > La possibilita' di usare piu' prodotti SW
    > alternativi equivalenti, elencando eventuali pro
    > e
    > contro.
    > Magari un breve corso per insegnare gli
    > accorgimenti, le regole di comportamento per
    > proteggersi da virus e dialer, le regole basilari
    > per limitare l' invasione dello spam ecc. a
    > pagamento anche dietro il pagamento di una modica
    > cifra
    > (15€/h).
    > Queste cose non le spiegano ai corsi, almeno
    > quelli di base. Ma ti fanno guadagnare la
    > fedelta' del cliente che si sente guidato e ti
    > danno l' opportunita' di ofrire piu' servizi A
    > PAGAMENTO, sapendo pero' di pagare per qualcosa
    > che vale la
    > spesa.
    >
    >
    > > > insegnato sempre nelle scuole (spesso l'
    > > > applicazione pratica delle lezioni nell'
    > > ambiente
    > > > di lavoro Reale e' non e' cosi' immediata),
    > > > insegnando a usare tutti gli strumenti in modo
    > > > integrato e produttivo e soprattutto facendo
    > > > capire a chi comanda la complessita' di cio'
    > che
    > > > sta dietro la facciata semplificata delle
    > > > icone.
    >
    > > su questo sono daccordo. Ma che oltre a prendere
    > > due soldi ora i tecnici nei ritagli di tempo si
    > > debbano mettere a fare anche gli
    > > insegnanti...
    > > Comunque Diciamo che sia possibile..
    > > MA SEI SICURO CHE IL CLIENTE O CHI PER LUI SIA
    > > TANTO INTENZIONATO AD IMPARARE LA DIFFERENZA TRA
    > > UNA ICONA E QUELLO CHE C'E'
    > > DIETRO?
    > > IO HO FORTISSSSSSSIMI DUBBI
    >
    > Non si tratta di insegnare come funziona un S.O.
    > nei dettagli, certo la questione va approfondita
    > ma direi in linea di massima che basterebbero
    > anche 2-3 parole sottoforma di metafora, giusto
    > un modo per far comprendere il concetto, il
    > vantaggio e' che cosi' almeno sanno che se
    > qualcosa va storto in Office, in Windows o altra
    > applicazione non e' necessariamente colpa di chi
    > l' ha installato, se c'e' un bug la
    > responsabilita' e' di chi l' ha creato e
    > distribuito, che i bugs pero' sono normali e
    > comunque se si attiva un costante feedback
    > vengono risolti. Ecco gia' questo , per esempio
    > non e' difficile da spiegare ed eviterebbe tanto
    > inutile sangue amaro e tanta diffidenza in
    > piu'.


    ok daccordo il discorso quadra.
    da questo punto di vista impossibile darti torto.

  • - Scritto da: Alessandrox
    > - Scritto da: Elwood_
    >
    > > [megasnippone]
    > > > Pure i professionistidell'ICT devono mettersi
    > > > intesta che andare dal cliente, propore
    > > > soluizioni e vendergli la scatola chiusa non
    > e'
    > > > sufficente, devono fare una *microformazione*,
    > > > spendere del tempo a insegnare direttamente
    > > nelle
    > > > aziende, anche con piccole lezioni di 1/2 ora
    > > per
    > > > volta, cio' che inevitabilmente NON puo'
    > essere
    >
    > > NO FERMO ASPE ALT! Io devo fare il tecnico no il
    > > consulente al CEPU. Per la formazione c'e' il
    > > CEPU. Qui il consulente deve da fa il
    > > consulente
    > > e il cliente il cliente.
    >
    > Dunque, io mi rivolgo ai liberi
    > professionisti/lavoratori autonomi,

    ma qui si parlava di pa

    > L' utente/cliente che ha fatto il corso di
    > informatica sa usare word, sa usare Xcel, ha
    > magari imparato ad usare il suo S.O. ecc. sa
    > usare tanti strumenti ma quasi mai in maniera
    > integrata, manca della visione d' insieme,
    > esempio molti si stampano la fattura fatta a
    > regola d' arte con word e poi la inviano tramite
    > il fax tradizionale

    -cut-


    >un document server integrato con la
    > multifunzione per archiviare documenti
    > importanti, la possibilita' di poter accedere ai
    > documenti aziendali sul server via palmare dall'
    > esterno.... la possibilita' di usare VNC per
    > poter accedere comodamente al gestionale anche
    > dall' esterno dell' azienda... il vantaggio di
    > avere un architettura RAID rispetto all' HDD
    > singolo (in modo semplificato ma chiaro) ecc.
    > ecc.


    sembre parlando di pa al 98% del personale pa queste cose non servone ne interessano.
    inutile buttare tempo e soldi in una formazione che non servirà mai.
    hai presente l'ufficio anagrafe?
    ma che se ne fa di tutte ste cosette?
    lì bisogna usare un programma ad hoc e stampare dei documenti.


    > Queste cose PRIMA ancora che proposte vanno
    > insegnate e vanno insegnate quelle conoscenze che
    > ne sono i presupposti perche' posassano essere
    > comprese. Cosi' si ampliano le possibilita', si
    > amplia il mercato, cosi' potrai dire al tuo
    > cliente, che sara' in gradi di CAPIRE: "si magari
    > costa un po' di piu' ma ottieni MOLTO di piu' in
    > termini di funzionalita', di sicurezza" ecc. E il
    > cliente invece di chiedersi "ma a che mi serve?"
    > Ma che me ne faccio? magari dira': AH si vediamo,
    > si puo'
    > fare.

    bellisimo.
    in un mondo utopico, purtroppo sai bene che la realtà è diversa


    > La possibilita' di usare piu' prodotti SW
    > alternativi equivalenti, elencando eventuali pro
    > e
    > contro.

    magari si ma mica alle pa in toto.
    bastano quelli che devono prendere le decisioni


    > Magari un breve corso per insegnare gli
    > accorgimenti, le regole di comportamento per
    > proteggersi da virus e dialer, le regole basilari
    > per limitare l' invasione dello spam ecc. a
    > pagamento anche dietro il pagamento di una modica
    > cifra
    > (15€/h).

    questo magari sarebbe proprio utile


    > > > insegnato sempre nelle scuole (spesso l'
    > > > applicazione pratica delle lezioni nell'
    > > ambiente
    > > > di lavoro Reale e' non e' cosi' immediata),
    > > > insegnando a usare tutti gli strumenti in modo
    > > > integrato e produttivo e soprattutto facendo
    > > > capire a chi comanda la complessita' di cio'
    > che
    > > > sta dietro la facciata semplificata delle
    > > > icone.
    >
    > > su questo sono daccordo. Ma che oltre a prendere
    > > due soldi ora i tecnici nei ritagli di tempo si
    > > debbano mettere a fare anche gli
    > > insegnanti...
    > > Comunque Diciamo che sia possibile..
    > > MA SEI SICURO CHE IL CLIENTE O CHI PER LUI SIA
    > > TANTO INTENZIONATO AD IMPARARE LA DIFFERENZA TRA
    > > UNA ICONA E QUELLO CHE C'E'
    > > DIETRO?
    > > IO HO FORTISSSSSSSIMI DUBBI
    >
    > Non si tratta di insegnare come funziona un S.O.
    > nei dettagli, certo la questione va approfondita
    > ma direi in linea di massima che basterebbero
    > anche 2-3 parole sottoforma di metafora, giusto
    > un modo per far comprendere il concetto, il
    > vantaggio e' che cosi' almeno sanno che se
    > qualcosa va storto in Office, in Windows o altra
    > applicazione non e' necessariamente colpa di chi
    > l' ha installato, se c'e' un bug la
    > responsabilita' e' di chi l' ha creato e
    > distribuito, che i bugs pero' sono normali e
    > comunque se si attiva un costante feedback
    > vengono risolti. Ecco gia' questo , per esempio
    > non e' difficile da spiegare ed eviterebbe tanto
    > inutile sangue amaro e tanta diffidenza in
    > piu'.

    effettivamente un minimo di conoscenza informatica servirebbe.
    questi corsi esistono già ma alle pa non si vogliono cacciare soldoni per cose di bassa legaA bocca aperta come la formazione e si preferisce scucire soldi per cose che non cambiano in meglio le ma che hanno un impatto di immagine immediato
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da: Alessandrox
    > > - Scritto da: Elwood_
    > >
    > > > [megasnippone]
    > > > > Pure i professionistidell'ICT devono
    > mettersi
    > > > > intesta che andare dal cliente, propore
    > > > > soluizioni e vendergli la scatola chiusa non
    > > e'
    > > > > sufficente, devono fare una
    > *microformazione*,
    > > > > spendere del tempo a insegnare direttamente
    > > > nelle
    > > > > aziende, anche con piccole lezioni di 1/2
    > ora
    > > > per
    > > > > volta, cio' che inevitabilmente NON puo'
    > > essere
    > >
    > > > NO FERMO ASPE ALT! Io devo fare il tecnico no
    > il
    > > > consulente al CEPU. Per la formazione c'e' il
    > > > CEPU. Qui il consulente deve da fa il
    > > > consulente
    > > > e il cliente il cliente.
    > >
    > > Dunque, io mi rivolgo ai liberi
    > > professionisti/lavoratori autonomi,
    >
    > ma qui si parlava di pa

    Mhhh non esattamente, se non erro nell' articolo si parla di ***imprese private*** che si lamentano che il mercato e' ingessato perche' la PA non gli da piu' commesse (!!!).
    E io dico CHISSENEFREGA DELLA PA, scusate....
    tutti a puppare dai soldi pubblici? E i soldi pubblici da dove vengono? Dai Privati che lavorano per il pubblico o ***PER ALTRI PRIVATI***?
    Il mercato va creato e curato (con onesta') ma per farlo occorre (auto)promozione e formazione (degli utenti, dando per scontata quella dei professionisti).
    E' assurdo che la PA debba essere la componente piu' importante del mercato... vuol dire che il mercato e' MALATO.

    > > avere un architettura RAID rispetto all' HDD
    > > singolo (in modo semplificato ma chiaro) ecc.
    > > ecc.

    > sembre parlando di pa al 98% del personale pa
    > queste cose non servone ne
    > interessano.
    > inutile buttare tempo e soldi in una formazione
    > che non servirà
    > mai.
    > hai presente l'ufficio anagrafe?
    > ma che se ne fa di tutte ste cosette?
    > lì bisogna usare un programma ad hoc e stampare
    > dei
    > documenti.

    Beh all' ufficio anagrafe un document server in RAid5 penso farebbe ENORMEMENTE comodo.

    > > Queste cose PRIMA ancora che proposte vanno
    > > insegnate e vanno insegnate quelle conoscenze
    > che
    > > ne sono i presupposti perche' posassano essere
    > > comprese. Cosi' si ampliano le possibilita', si
    > > amplia il mercato, cosi' potrai dire al tuo
    > > cliente, che sara' in gradi di CAPIRE: "si
    > magari
    > > costa un po' di piu' ma ottieni MOLTO di piu' in
    > > termini di funzionalita', di sicurezza" ecc. E
    > il
    > > cliente invece di chiedersi "ma a che mi serve?"
    > > Ma che me ne faccio? magari dira': AH si
    > vediamo,
    > > si puo'
    > > fare.

    > bellisimo.
    > in un mondo utopico, purtroppo sai bene che la
    > realtà è
    > diversa

    > > La possibilita' di usare piu' prodotti SW
    > > alternativi equivalenti, elencando eventuali pro
    > > e
    > > contro.
    >
    > magari si ma mica alle pa in toto.
    > bastano quelli che devono prendere le decisioni

    Nooo no io non mi riferisco alla PA ma alle aziende private, e' li che si deve fare PROMOZIONE.

    > > Magari un breve corso per insegnare gli
    > > accorgimenti, le regole di comportamento per
    > > proteggersi da virus e dialer, le regole
    > basilari
    > > per limitare l' invasione dello spam ecc. a
    > > pagamento anche dietro il pagamento di una
    > modica
    > > cifra
    > > (15€/h).

    > questo magari sarebbe proprio utile

    Ettecredo... certamente a pagamento, anche modico ma mica si lavora per la gloria.

    > > Non si tratta di insegnare come funziona un S.O.
    > > nei dettagli, certo la questione va approfondita
    > > ma direi in linea di massima che basterebbero
    > > anche 2-3 parole sottoforma di metafora, giusto
    > > un modo per far comprendere il concetto, il
    > > vantaggio e' che cosi' almeno sanno che se
    > > qualcosa va storto in Office, in Windows o altra
    > > applicazione non e' necessariamente colpa di chi
    > > l' ha installato, se c'e' un bug la
    > > responsabilita' e' di chi l' ha creato e
    > > distribuito, che i bugs pero' sono normali e
    > > comunque se si attiva un costante feedback
    > > vengono risolti. Ecco gia' questo , per esempio
    > > non e' difficile da spiegare ed eviterebbe tanto
    > > inutile sangue amaro e tanta diffidenza in
    > > piu'.

    > effettivamente un minimo di conoscenza
    > informatica
    > servirebbe.
    > questi corsi esistono già ma alle pa non si
    > vogliono cacciare soldoni per cose di bassa lega
    >A bocca aperta come la formazione e si preferisce scucire
    > soldi per cose che non cambiano in meglio le ma
    > che hanno un impatto di immagine
    > immediato

    Io credo che prima o poi il "bubbone PA" scoppiera' e succedera' come sta succedendo per certe societa' di calcio....

  • > Beh all' ufficio anagrafe un document server in
    > RAid5 penso farebbe ENORMEMENTE
    > comodo.

    anch'io.
    ma a questo punto il discorso cambia; allora si che hai ragione: adrebbero investiti soldi nella formazione del privato perchè sono aziende private che devo occuparsi del document server in raid

    il problema è che prima di pensare di creare un'offerta seria bisognerebbe rendere cosciente la richiesta.
    se prima non si formano i soliti ignoti che prendono decisioni per le pa le pa non vorrano mai nei capiranno i vantaggi di avere un document server è come spesso accada i privati sono demotivita a spendere tempo e risorse in formazione che non è rischiesta e che anzi rischia di essere una zavorra.
    un serpente che si morde la coda.

    >
    > > magari si ma mica alle pa in toto.
    > > bastano quelli che devono prendere le decisioni
    >
    > Nooo no io non mi riferisco alla PA ma alle
    > aziende private, e' li che si deve fare
    > PROMOZIONE.

    ok equivoco chiarito.
    ma sarebbe molto meglio a mio avviso se a ricoprire incarichi decisioni ci fossero persone preparate e non persone che devono essere 'convinte' dalle aziende stile rabonitori di televendite


    >
    > > > Magari un breve corso per insegnare gli
    > > > accorgimenti, le regole di comportamento per
    > > > proteggersi da virus e dialer, le regole
    > > basilari
    > > > per limitare l' invasione dello spam ecc. a
    > > > pagamento anche dietro il pagamento di una
    > > modica
    > > > cifra
    > > > (15€/h).
    >
    > > questo magari sarebbe proprio utile
    >
    > Ettecredo... certamente a pagamento, anche modico
    > ma mica si lavora per la
    > gloria.

    concordo in pieno

    > > effettivamente un minimo di conoscenza
    > > informatica
    > > servirebbe.
    > > questi corsi esistono già ma alle pa non si
    > > vogliono cacciare soldoni per cose di bassa lega
    > >A bocca aperta come la formazione e si preferisce scucire
    > > soldi per cose che non cambiano in meglio le ma
    > > che hanno un impatto di immagine
    > > immediato
    >
    > Io credo che prima o poi il "bubbone PA"
    > scoppiera' e succedera' come sta succedendo per
    > certe societa' di
    > calcio....

    purtroppo in italia bisogna aspettare sempre l'esplosione dei bubboniTriste
    ma che diavolo dicoTriste((
    non+autenticato
  • A me basta vedere l'università : ed io a 32 anni non ho ancora trovato un lavoro decente , avessi una Ak-47 saprei io cosa farci ! ArrabbiatoArrabbiato
    non+autenticato

  • - Scritto da: Alessandrox
    > [...] tra l' altro hanno gia' CONFINDUSTRIA a
    > spalleggiarli) occorre formare un SINDACATO che
    > tuteli sia i dipendenti che i liberi
    > professionisti che spesso lavorano in subappalto
    > [...]

    I sincacati sono anche PEGGIO.
    non+autenticato
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