I cellulari speciali di Motorola

Due progetti in fase di sviluppo potrebbero portare Motorola in nuovi settori di business: uno, condotto da un designer indipendente, è pensato per i paesi in via di sviluppo. L'altro è interno e studiato per gli anziani

Seattle - Nel futuro di Motorola ci potrebbero essere due nuovi mercati: il terzo mondo e la terza età. Così si potrebbe sintetizzare lo sbocco di due nuovi progetti attualmente allo studio, che riguardano da vicino il produttore americano.

Il primo, in verità, non è frutto del settore ricerca e sviluppo di Motorola, ma di un progetto indipendente di Andre Minoli, industrial designer che ha realizzato il prototipo di un telefonino cellulare con caricamento a manovella. Una soluzione studiata per l'utilizzo nei paesi in via di sviluppo, dove ricaricare la batteria del cellulare può non essere sempre possibile, per via dell'indisponibilità dell'alimentazione elettrica in determinate aree.

Il prototipo è stato battezzato Motorola PVOT, una denominazione in linea con la "naming policy" ultimamente seguita dal produttore americano per identificare i suoi ultimi modelli (Pebl, Razr, Slvr). Il PVOT, secondo il designer, può offrire un'autonomia di conversazione di circa un minuto con 25 giri di manovella, che caricano una batteria stilo di tipo "AA".
Il nuovo Motorrr L'idea, che qualcuno già classifica come "negropontata", ricorda infatti il progetto One Laptop Per Child, lanciato da Nicholas Negroponte, fondatore del MIT, per l'informatizzazione dei paesi emergenti. Ma si avvicina anche all'idea espressa da Bill Gates al CES di Las Vegas: il numero uno di Microsoft è convinto che il telefono cellulare possa essere un ottimo strumento di alfabetizzazione informatica per i paesi in via di sviluppo, dove sono già presenti (o in fase di sviluppo) reti mobili per la connettività.

Il progetto "made by Motorola", invece, si basa su un brevetto recentemente registrato dal produttore: una tecnologia da integrare nei telefoni cellulari per farli adattare alle caratteristiche degli utenti, soprattutto di coloro che, in età non più tenera, possono avere problemi di udito e di vista.

La soluzione è di tipo software: grazie ad essa, il telefonino è in grado di "classificare" l'utente in base al suo modo di parlare, che in un anziano si presume essere lento e poco energico, e di adattarsi di conseguenza: aumentando il volume audio dell'apparecchio (sia nelle conversazioni che nelle suonerie e negli avvisi acustici), e modificando l'interfaccia grafica, con icone, indicazioni, e voci dei menu ingrandite e semplificate.

Dario Bonacina