Legge Stanca e buchi nell'acqua

di Lorenzo Spallino (Webimpossibile.net) - Gli esperti di accessibilità valutano un sito prodotto a Como su volontà dell'amministrazione locale e scoprono che non rispetta i requisiti della Legge. E allora?

Roma - Quanto pesa, nei fatti, la legge 4 gennaio 2004, n. 4, sull'accessibilità degli strumenti informatici? Nota come legge Stanca, dal nome del ministro proponente, era stata descritta dal ministro stesso come un evento straordinario, che avrebbe consentito di "abbattere le barriere digitali e creare rilevanti opportunità per consentire agli oltre 3 milioni di disabili italiani di poter studiare, lavorare e partecipare attivamente alla vita sociale, senza esclusioni".

Strumento incentivante nei confronti dei privati, nei confronti della pubblica amministrazione la legge avrebbe perseguito questo obiettivo attraverso specifici obblighi, "sorretti da efficaci sanzioni". Evidente il riferimento all'articolo 4 della legge, il quale vieta, a pena di nullità, la stipula di "contratti per la realizzazione e la modifica di siti internet quando non è previsto che essi rispettino i requisiti di accessibilità stabiliti dal decreto di cui all'articolo 11". Il che vale a dire che la legge non impone alle Pubbliche Amministrazioni di realizzare siti accessibili: diversamente, essa stabilisce che i contratti che abbiano per oggetto siti esistenti o nuovi debbano contenere un espresso riferimento al rispetto dei requisiti tecnici in materia di accessibilità, fissati dal Decreto Ministeriale 8.7.2005.

Quale che sia la bontà, o meno, della scelta degli estensori della norma, Webimpossibile ha voluto testarne l'efficacia sul campo a distanza di dieci mesi dal rilascio dei ventidue requisiti. Rintracciati i contratti e le determinazioni comunali di riferimento, è stato ricostruito il percorso amministrativo e contrattuale finalizzato alla realizzazione del sito http://www.magrittecomo.it/, che ha per oggetto la mostra René Magritte - L'impero delle luci , organizzata dal Comune di Como nella splendida cornice di Villa Olmo. Il sito, lo diciamo subito, non rispetta uno solo dei ventidue requisiti. Ma doveva farlo? E se sì, cosa succede?
Come nei migliori gialli, i colpevoli sono più di uno: nel caso in esame, come d'altro canto avviene normalmente nelle pubbliche amministrazioni, il contratto per la realizzazione del sito in questione è parte del più corposo accordo intervenuto tra Comune di Como e una società di capitale pubblico da lui controllata, Como Servizi Urbani S.p.A., la quale ha a sua volta affidato il compito di realizzare il sito a una società privata esterna.

Premesso che il Comune di Como era tenuto a rispettare la legge Stanca, che la legge impone di prevedere nel contratto il rispetto dei requisiti tecnici di accessibilità, che il contratto non contiene questa previsione, la conclusione è che il contratto in questione è nullo, ossia come se non fosse mai stato sottoscritto.

I giuristi possono essere soddisfatti di questa conclusione: i lettori normali, ovviamente no. Giustamente essi si chiedono: e adesso? Le somme pagate dal Comune per il sito verranno restituite? Esistono profili di responsabilità dirigenziale in capo al responsabile del settore che ha approvato il contratto? È ragionevole immaginare un danno erariale? A chi spettava accertare il mancato rispetto della legge 4/2004 nella fattispecie? Il sito dovrà essere reso accessibile?

Sono domande ricorrenti nei forum che si occupano di accessibilità: abbiamo cercato di dare loro una risposta compiuta, rintracciando anzitutto, con l'aiuto di un consigliere comunale, gli atti del Comune e i contratti firmati, nonché, per scrupolo, chiedendo a Michele Diodati una breve analisi della accessibilità del sito alla luce dei ventidue requisiti.

Il quadro complessivo che emerge non è per niente chiaro, ricco di scenari complessi anche in un caso dove è solare la violazione della principale prescrizione contenuta nella legge 4/2004 relativa alla nullità dei contratti sottoscritti in violazione dell'art. 4. Il che dovrebbe far riflettere sulla effettività della tutela. Un dato infatti è certo: il sito www.magrittecomo.it non rispetta i ventidue requisiti tecnici in materia di accessibilità e quali che saranno le iniziative che il Comune di Como vorrà intraprendere, non sarà di certo reso accessibile prima della chiusura della mostra, prevista per il 16 luglio 2006. Né, d'altro canto, vi è un obbligo in tal senso: con buona pace dei soggetti che la legge dichiara di voler tutelare.

Il testo dell'articolo Un caso di applicazione della legge 4/2004: il sito www.magrittecomo.it è disponibile all'indirizzo http://www.webimpossibile.net/06/15.5.06.htm

Lorenzo Spallino
http://www.webimpossibile.net/
32 Commenti alla Notizia Legge Stanca e buchi nell'acqua
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  • REGOLAMENTARE E RENDERE PROTETTA LA PROFESSIONE DI INFORMATICO cosi' come per architetti, medici, avvocati.
    Questi sono gli effetti prevedibilissimi, perche' si permette a tutti di praticare un mestiere che non possono conoscere e il tutto a discapito di chi ha passato anni a studiare.
    Solo laureati in ingegneria informatica, il resto a fare altri lavori come e' giusto che sia.
    non+autenticato
  • il problema è che un ingegnere ha un manuale e delle norme da seguire mentre un informatico no
    non+autenticato
  • il problema e' che prima di parlare dovresti aver fatto anni e anni di studio ad ingegneria informatica VO. Il fatto che tu sia solo uno smanettone non dovrebbe darti il diritto, a rigor di logica (non adatta all'italia) di dire sciocchezze.
    Questa (la legge stanca) e' l'ennesima dimostrazione di quanti lavorano nel settore   improvvisando e conseguentemente danneggiandolo.
    E si fa bene a multare e salassare chi non ha rispettato le leggi e anche chi ha permesso questo con qualche calcio nel sedere.
    Questo per far capire alla gente che e' ora di finirla di confondere smanettoni autodidatti e ragazzini con ingegneri.
    non+autenticato
  • ma per favore!! non dire aborti come questo !! mai +!!


    dipende tutto dall'individuo! un ragazizno può essere molto + in gamba di un ingegnere informatico talvolta! e talvolta spesso intendo!

    perkè dover fare anche un cazzo di albo per gli informatici? ma la libertà ti fa tanto skifo? beh sparati!

    ci vuole solo un sistema meritocratico, che sappia riconoscere meriti e colpe e valurare il lavoratore di conseguenza, senza raccomandazioni, senza cazzate scritte su un foglio di carta.

    eh giò ma tu dopo come lavori?


    - Scritto da:
    > il problema e' che prima di parlare dovresti aver
    > fatto anni e anni di studio ad ingegneria
    > informatica VO. Il fatto che tu sia solo uno
    > smanettone non dovrebbe darti il diritto, a rigor
    > di logica (non adatta all'italia) di dire
    > sciocchezze.
    > Questa (la legge stanca) e' l'ennesima
    > dimostrazione di quanti lavorano nel settore
    > improvvisando e conseguentemente
    > danneggiandolo.
    > E si fa bene a multare e salassare chi non ha
    > rispettato le leggi e anche chi ha permesso
    > questo con qualche calcio nel
    > sedere.
    > Questo per far capire alla gente che e' ora di
    > finirla di confondere smanettoni autodidatti e
    > ragazzini con
    > ingegneri.
    non+autenticato
  • ma dai, ancora con queste scemenze? questi cercano solo visibilità, il contenuto dell'articolo serve forse a qualche studio legale per darsi delle arie e non fornisce alcun suggerimento a chi volesse invece tutelarsi. Ma si sa, nel paese dei cavilli gli espertoni e i critici crescono a bizzeffe, tutti bravi a parole e nessuno fa qualcosa di concreto. Chi se ne frega di un'altra analisi legislativa che nessuno è in grado di capire sensata o meno? chi mi dice che quello che scrive Spallino è vero e che lui è il vero interprete della legge? ma è un giudice? è una vergogna che questa gente speculi sull'accessibilità
    non+autenticato

  • SPallino ha fatto un'analisi piu che concreta e tutte le critiche chegli si portano fanno solo capire che ha colpito nel segno visto che sono stati portati contratti on.line, qualcuno si sarà un attimino spaventato visto che hanno messo online preventivi e contratti.

    Per il resto è facile spendere i soldi quando sono dei cittadini, è facile sparare a zero, ma è molto difficile fare una critica costruttiva.
    non+autenticato
  • Il sito è decente. Poche ore di lavoro lo renderebbero perfetto. E' stato eseguito per 5000 euro (pochissimo).
    Pubblicizza una mostra / evento permettendo all'utente tipo (che vuole andare a vedere la mostra) una informazione preliminare di gran lunga migliore che l'info che comparirebbe su un giornale (per un costo pubblicitario enormemente superiore). Permette la possibilità di prenotare online.
    Annullargli il contratto perché usa HTML 4 e non HTML 4.01 è da veri ... che di progresso tecnologico non capiscono niente.

    La legge è legge. E alla lettera è stata violata. Ma l'applicazione ottusa della legge è precisamente il tipo di cultura dell'adempimento che dalla Bassanini in poi la PA ha cercato di sostituire con la cultura del servizio intelligente. Ergo: il sito va corretto. Chi dice che non si fa in tempo farebbe bene a capire qual è la velocita dell'upload e di rifare un po di paginette copy & paste (per evitare i frame e trasformali in pagine htm autonome). Un pomeriggio.

    Altrimenti, se davvero il contratto si annulla, il povero informatico si vede sottratti i 5000 euro di un lavoro che li vale tutti.

    E I VISTATORI RIMANGONO SENZA SITO. SENZA ACCESSIBILITA'.
    CON LA LEZIONE PER I COMUNI CHE MEGLIO NON FARE SITI INTERNET.

    BISOGNA PROPRIO ESSERE DEI ... PER VOLERE COSI'.
    non+autenticato
  • > E' stato eseguito per 5000
    > euro (pochissimo).

    Pochissimo? Frizzimbirillo!

    Sì, in effetti 5000 euro pare ragionevole per un sito di quel tipo, considerando a spanna le ore di lavoro moltiplicate per le (almeno tre) persone che ci possono aver lavorato.

    Il sito non è malaccio ma il frameset confina la visualizzazione in un francobollo, e poi mancano ad esempio gli attributi ALT alle immagini.

    Il problema è che io - tanto per fare un nome - l'avrei fatto più accessibile anche senza conoscere la legge. E perdendoci una giornata a leggerla, l'avrei fatto come legge comanda. Perché leggendo Punto Informatico avrei saputo che esiste una legge su come le P.A. devono fare i siti.

    Il problema è che a me 5000 euro per fare un sito non li hanno mai offerti.

    Il problema è che io (e come me quasi tutti) non conosco le persone giuste per ottenere commesse dalle società a partecipazione mista che lavorano per i comuni.

    Il problema è sempre il solito: mafia, mafietta, mafiuccia.

    .
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    Modificato dall' autore il 15 maggio 2006 12.12
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  • > Perché leggendo Punto Informatico avrei saputo
    > che esiste una legge su come le P.A. devono fare
    > i
    > siti.

    Notoriamente PI fa fede, la Gazzetta Ufficiale no.
    non+autenticato
  • > > Perché leggendo Punto Informatico avrei saputo
    > > che esiste una legge su come le P.A. devono fare
    > > i
    > > siti.
    >
    > Notoriamente PI fa fede, la Gazzetta Ufficiale no.


    Che c'entra? PI lo leggo gratis. Leggendolo vengo a conoscenza del fatto che c'è una legge, poi se mi serve ne vado a cercare il testo.
  • Se per te 5000 euro per un sito di 3 pagine sono poche......qui non stiamo parlando di php, nedi asp.net ma di pagine statiche!

    Per di piu commisionate da un ente pubblico.....


    Se per te 5000 sono pochi se mai avrai un lavoro di quella cifra fammi un fischio!
    non+autenticato
  • Qulqcuno sa dirmi il nome (e possibilmente un link) al decreto di cui all'articolo 11 della legge?

  • - Scritto da: AnyFile
    > Qulqcuno sa dirmi il nome (e possibilmente un
    > link) al decreto di cui all'articolo 11 della
    > legge?

    Trovi tutto qui:

    http://www.webimpossibile.net/04/12.14.04.htm

    Ciao
    non+autenticato
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