PA e open source, eppur si muove

Sebbene rimanga molto lavoro da fare perché venga compreso appieno l'apporto che l'open source può fornire in ambito pubblico è bene specificare che si stanno già muovendo i primi passi in questa direzione

Roma - Spett. Redazione, in merito alla lettera di Andrea Rui, invio qualche commento dall'interno di una Pubblica Amministrazione, Giustizia, per essere precisi.
Innanzitutto condivido il contenuto di quasi tutto l'articolo e, come già ho avuto modo di riferire per mail a Simone Brunozzi, anche se lentamente, qualcosa inizia a muoversi: un po' per iniziativa dei singoli di "basso livello" come me ed alcuni miei colleghi, un po' perché alcuni dirigenti, soprattutto quelli più giovani, finalmente intravedono nuove strade nell'approccio all'informatizzazione.

In merito a"ogni nuovo software open deve essere pubblicato in un apposito sito della PA"devo informare Andrea Rui che esistono due siti dedicati a ciò: l'Osservatorio sulle iniziative legate all'open source nella PA realizzato dal Cnipa
e il famoso Portale del Riuso per ora poco popolato ma sicuramente altro interessante punto di partenza.

Quando Andrea Rui dice"Ritengo che questi punti aprano alla concorrenza sulla manutenzione e sullo sviluppo del software; parte di essi sono già stati enunciati, ma purtroppo in forma non vincolante; ritengo fondamentale l'obbligo della pubblicazione del software già sviluppato ed utilizzato"qui si tocca un punto dolente: i nostri legislatori che hanno creato un organo senza potere di decisione ma solo di suggerimento: il Cnipa non può
obbligare, ma solo suggerire e questo è un per certi versi una malvagia perversione: sappiamo cosa è giusto farvi fare e come farvelo fare, ma non possiamo obbligarvi. Per ora non c'è soluzione a questo problema.
Certo è che negli ultimi tempi alcune applicazioni (es. per giustizia Processo Civile Telematico) sono state realizzate su architetture open, nello specifico server Red Hat, e ci sono tutta una serie di altre iniziative piccole e grandi che indicano come l'utilizzo di strumenti di tipo open e free si stia diffondendo sempre di più.

Ultimo commento nell'articolo, la frase"si potrebbe integrare l'analisi delle cause contemplando anche la possibilità di eventuali interessi economici personali da parte delle figure dirigenziali, che potrebbero aiutare la diffidenza"forse andrebbe supportata da qualche riscontro pratico, altrimenti c'è il rischio di qualche azione legale da parte dei "sensibili" diretti interessati, ma questo è solo un dettaglio formale:-)

Sempre lietissimo di leggere i Vostri interessanti articoli, Vi ringrazio per la cortese attenzione.

Giuseppe Barrile
Ministero della Giustizia
Direzione Generale Sistemi Informativi Automatizzati
53 Commenti alla Notizia PA e open source, eppur si muove
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  • Perché dovremmo obbligare i produttori di software a darci il codice sorgente? A rigor di logica, dovremmo allora obbligare tutti i fornitori della PA a fornirci i progetti di qualunque oggetto: tavoli, sedie, penne, automobili, fotocopiatrici (e la relativa carta)...
    Il principio è lo stesso, essere sicuri nell'interesse pubblico di non comprare porcherie da quattro soldi. Ma si sa, i linuxari non vedono al di là del loro piccolo mondo fatto di numeri binari.
    non+autenticato
  • E i troll?
    non+autenticato
  • Vorrei sottoporre alla vostra attenzione,
    al di la' delle battute e alla divertente
    attivita' di trolling, un'ipotesi di sistema
    che potrebbe in certe situazioni essere
    introdotto nelle PA

    Cosa accadrebbe se si iniziassero veramente ad
    usare possibilità come queste, esistenti, efficienti, economiche, facili da implementare ? Mi sembra di poter dire che
    avremmo nel medio termine parecchi risparmi.

    Enzo Bisi
    non+autenticato
  • http://xoomer.virgilio.it/essere/mini-looff.html

    la fretta e la buona qualita' delle immagini
    spesso non vanno d'accordo: il senso della
    cosa e' comunque chiaro

    ciao
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > http://xoomer.virgilio.it/essere/mini-looff.html
    >
    > la fretta e la buona qualita' delle immagini
    > spesso non vanno d'accordo: il senso della
    > cosa e' comunque chiaro
    >
    > ciao

    vallo a spiegare alla PA Rotola dal ridere

    ma lo volete capire si o no che queste sono cose da smanettoniiiiii!

    non+autenticato
  • >ma lo volete capire si o no che queste sono >cose da smanettoniiiiii!

    grazie per il profondo e meditato argomentare

    contributo essenziale alla discussione
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > http://xoomer.virgilio.it/essere/mini-looff.html
    > >
    > > la fretta e la buona qualita' delle immagini
    > > spesso non vanno d'accordo: il senso della
    > > cosa e' comunque chiaro
    > >
    > > ciao
    >
    > vallo a spiegare alla PA Rotola dal ridere
    >
    > ma lo volete capire si o no che queste sono cose
    > da
    > smanettoniiiiii!
    >

    Ed è un vero peccato, perchè questo smanettone ti fa spendere Euro 50 invece di 500.
  • bellissima, ne vorrei una anch'io di
    sd così !
    non+autenticato
  • Open Source nella Pubblica Amministrazione? Un grande sogno, materia stimolante per un esercizio intellettuale. Non che non sia d’accordo all’idea che Linux entri nella PA ma, credo che sia più conveniente porsi degli obiettivi meno ambiziosi, se si vogliono ottenere a breve risultati concreti.
    La pubblica Amministrazione è costituita da enti diversi, che svolgono attività diverse, con esigenze informatiche diverse: fare un discorso generale è per me azzardato, vorrei fare alcune osservazioni per ciò che conosco direttamente. Io lavoro in un ufficio Anagrafe di un comune di circa 8.000 abitanti. Di Open Source abbiamo un firewall e una piccola intranet. Per quanto riguarda le postazioni di lavoro, non è possibile installare Linux senza sostituire tutto il software utilizzato, a condizione di trovarlo sul mercato. Sarebbe uno sforzo considerevole e non sono poi così sicuro dei vantaggi che otterremmo: non mi risulta che in uffici delle nostre dimensioni, in ambito privato, sia molto diffuso l’utilizzo di Linux. Se non lo fa il privato, forse non è del tutto conveniente, e perché mai dovrebbe farlo la PA?
    Penso siano più praticabili altre forme di tagli alla spesa pubblica. Per restare alle problematiche informatiche dell’Anagrafe, in ufficio utilizziamo un applicativo per gestire l’archivio dei residenti. Un applicativo acquistato da una delle mille ditte che forniscono le PA e che ogni anno richiede un sostanzioso canone per aggiornamenti e assistenza.
    Il lavoro dell’anagrafe del nostro comune è uguale a quello degli altri 8.000 comuni italiani: per quale motivo è compito di ogni singolo comune dotarsi del software per la gestione dell’archivio? Non potrebbe lo Stato, e lo chiedo come cittadino, sviluppare autonomamente un applicativo unico per tutti i comuni e distribuirlo gratuitamente? Quale ditta privata lascia libere le sue filiali di gestire autonomamente le scelte informatiche?
    E ancora. Lo Stato non potrebbe allo stesso modo distribuire un programma per il trattamento testi uguale per tutti gli uffici statali? ....
    non+autenticato

  • - Scritto da:

    > E ancora. Lo Stato non potrebbe allo stesso modo
    > distribuire un programma per il trattamento testi
    > uguale per tutti gli uffici statali?
    > ....

    lo stato non è una ditta, siamo noi... noi privati che produciamo software anche per lo stato

    questo è un concetto che evidentemente vi da fastidio
    non+autenticato

  • > lo stato non è una ditta, siamo noi... noi
    > privati che produciamo software anche per lo
    > stato
    >
    > questo è un concetto che evidentemente vi da
    > fastidio

    Nessun fastidio. Anzi, buon per voi! L'unica cosa che sarebbe doverosa è quella di sviluppare il vostro software multipiattaforma, scrivetelo in Java o fate delle applicazioni web-based, fatevi pagare bene e rilasciate il sorgente.

    Il tempo degli sparagestionaliVB che vendono "licenze d'uso" è finito.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > Nessun fastidio. Anzi, buon per voi! L'unica cosa
    > che sarebbe doverosa è quella di sviluppare il
    > vostro software multipiattaforma, scrivetelo in
    > Java o fate delle applicazioni web-based, fatevi
    > pagare bene e rilasciate il
    > sorgente.
    >
    > Il tempo degli sparagestionaliVB che vendono
    > "licenze d'uso" è
    > finito.

    nessuno proibisce di sviluppare software in VB e rilasciare i sorgenti

    ma probabilmente tu sei l'ennesimo deluso java programmer che odia chi è riuscito a vendere il proprio lavoro

    tutto qui
    non+autenticato

  • > nessuno proibisce di sviluppare software in VB e
    > rilasciare i
    > sorgenti
    >
    > ma probabilmente tu sei l'ennesimo deluso java
    > programmer che odia chi è riuscito a vendere il
    > proprio
    > lavoro
    >
    > tutto qui

    Quale parte di "multipiattaforma" e di "buon per voi" non ti è chiara?
    non+autenticato
  • Sono considerazioni molto giuste. Per l'anagrafe, ad esempio, potrebbe essere sufficiente un archivio statale (anzi europeo ormai che ci siamo e giriamo liberamente) unico su connessione protetta, purchè l'accesso ad internet non sia qualcosa di scarsa qualità mediato a prezzi esorbitanti da Pinco Pallo che peraltro non ne gestisce direttamente la struttura. Inoltre, per la connettività, una bella soluzione di backup, con un'altro gestore o via ISDN (mal che vada)... così da evitare con poche cintinaia di euro l'anno, eventuali problemi di accesso ad internet.

    Così si scaricherebbe il fardello degli applicativi tenuti in locale, costosi nella loro licenza, e spesso obsoleti. Un onere molto elevato per le realtà più piccole che così potrebbero spendere quei soldi in maniera migliore!

    Mi da molto fastidio comunque che si faccia tanta comunicazione estrema. Ogni campana che senti, pare siamo lì per lì per vedere la luce... quando vai a scavare, sotto sotto c'è il nulla. Mi piacerebbe sapere ad esempio quante aziende abbiamo internazionalizzato finora! Vedrai che tirate le dovute somme conveniva mille volte dare i soldi direttamente e che queste si arrangiassero... certo dipende anche qui, dato che gli aiuti di stato non devono creare problemi di competitività sul piano europeo. Piuttosto, quando si sono fatti i capannoni per prendere i fondi e non si sono riempiti... è lì che l'amministrazione deve entrare: nella verifica.
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    Modificato dall' autore il 22 maggio 2006 13.05
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  • Sono d'accordo con tutte le tue considerazioni. Non credo che il problema principale sia l'adozione di soluzioni open vs. closed. Uniformare i sistemi dei vari comuni, per esempio, è già un buon approccio alla riduzione dei costi ed allo sveltimento delle pratiche.

    Qualcosa è stato già fatto. Vedasi progetto People (http://www.progettopeople.it/) ma la strada è ancora parecchio lunga.

    Anlan
    1327

  • > Qualcosa è stato già fatto. Vedasi progetto
    > People (http://www.progettopeople.it/) ma la
    > strada è ancora parecchio
    > lunga.

    Già, cominciamoci dagli allegati in formato doc e xls.

    http://www.progettopeople.it/nodo.php?idnodo=438

    Che in un sito della PA è scandaloso.

    TAD

  • - Scritto da: TADsince1995
    >
    > > Qualcosa è stato già fatto. Vedasi progetto
    > > People (http://www.progettopeople.it/) ma la
    > > strada è ancora parecchio
    > > lunga.
    >
    > Già, cominciamoci dagli allegati in formato doc e
    > xls.
    >
    >
    > http://www.progettopeople.it/nodo.php?idnodo=438
    >
    > Che in un sito della PA è scandaloso.
    >
    > TAD

    Se è questione di fanatismi allora il discorso è un'altro. Credo che "inorridiranno" tutti sapendo che l'intero progetto si basa sul framework .NET.

    A me questo però non interessa. Interessante è invece il fatto che sia open, riutilizzabile, le specifiche sono complete e (quasi) sempre ben documentate. Come detto l'uniformazione per me è il primo passo.

    Poi si può anche pensare di scegliere una nuova piattaforma ma questo potrà avvenire solo quando tutti parleranno la stessa lingua.
    Anlan
    1327

  • - Scritto da: Anlan
    > Se è questione di fanatismi allora il discorso è
    > un'altro. Credo che "inorridiranno" tutti sapendo
    > che l'intero progetto si basa sul framework
    > .NET.

    non e' vero... il framework viene sviluppato anche in java

    e comunque mi hanno assicurato che la parte .net funziona bene anche in mono
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anlan
    > Qualcosa è stato già fatto. Vedasi progetto
    > People (http://www.progettopeople.it/) ma la
    > strada è ancora parecchio
    > lunga.

    peccato che people riguarda solo servizi al cittadino ed ancora e' lungi dall'essere finito

    in compenso segnalo http://solipa.altervista.org
    non+autenticato
  • Raga, c'è una cosa che è fuori da anni e non costa nulla, ed è un semplice protocollo di approntamento per rendere accessibili i siti web ai disabili.

    Tolti quelli dei ministeri, con che efficacia poi bisogna vedere (fortunatamente non sono stato costretto a testarli), il resto è ACCESSIBILITA' ZERO!

    Gli scorrimenti (peraltro vietati) più squallidi e sfarfallanti li vedo sulla immancabile colonnina delle news di questi capolavori. Chissà poi perchè le notizie debbano stare lì, anzichè ferme a centro pagina. Nella nostra memoria, qualcosa situato in una determinata parte dello schermo e che si muove, mentalmente viene equiparato a un messaggio da ignorare.

    Voglio dire, se non entra questo che è tuttosommato facile e applicabile, figuriamoci un desktop di KDE...!!!

    La colpa non è certo di chi sviluppa: sapeste quante volte mi sono trovato alle prime udienze di definizione di nuovi progetti con almeno una decina di persone che avevano raccolto le idee e fatto uno schema! Ovviamente preso da qualche altro sito PA... in quel senso più che i software si replicano gli errori.

    Tra i dieci c'è l'addetto al verbale. Una volta, all'indomani di una di quelle riunioni, mi capita in mano lo scritto, e leggo a fondo pagina una nota: <<l'interlocutore Sig XY, si oppone sistematicamente ad ogni indicazione esplicitata dal manager di progetto (AS), contrapponendo alle indicazioni, i suoi suggerimenti personali>>. In questi casi che fai? Ti metti a fare l'idealista, e fuori ci sono i fornitori in coda?

    Ma il meglio deve ancora venire: il grafico con cui lavoro presenta il logo... rispost: <<Bellissimo! Solo... c'è un problema: c'è questo triangolo rosso... la giunta in carica è leghista... si potrebbe fare verde?>>.
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    Modificato dall' autore il 22 maggio 2006 11.30
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  • ...checchè ne dicano i nostalgici della URSS e dei suoi fallimenti, in Italia lo stato non può ignorare premeditatamente le iniziative software private o commerciali che siano

    non fatevi abbindolare da questi quattro brufoloni invidiosi e fanatici dell'open source
    non+autenticato

  • Appunto!

  • - Scritto da: pKrime
    >
    > Appunto!

    ecco un altro che da' del troll a chi non sa rispondere
    non+autenticato
  • >..checchè ne dicano i nostalgici della URSS

    hai ragione, questo è uno stato liberale ad economia capitalista, esistono le regole sulla concorrenza e in quanto tali sono sacre

    le aziende canaglia come la microsoft che le
    infrangono macchiandosi di abusi e concorrenza sleale vanno pesantemente colpite

    questo non è un totalitarismo
    non+autenticato
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