Ed ora la riforma del DTT

La propone Adiconsum che parla di decoder unico per DTT, Sat e IPTV, di neutralità, di convergenza e di sussidi molto mirati. Per trasformare, dice, il progetto DTT da sistema imposto a obiettivo condiviso

Roma - Sì alla televisione digitale terrestre ma con una nuova roadmap, che parli di switch off dalla televisione analogica condiviso e non imposto, di decoder unico, di IPTV e di neutralità della rete, di convergenza e di gradualità. Queste, in estrema sintesi, le proposte avanzate da Adiconsum al nuovo governo in una presentazione che si è tenuta ieri.

L'Associazione parla di convergenza televisiva , le opportunità fornite cioè non solo dal DTT ma anche dal Sat e dal digitale, ossia l'IPTV, la televisione su Internet su cui si stanno aprendo nuovi scenari tecnologici e di mercato. Tra questi, anche il dibattito tuttora al suo climax sulla neutralità della rete, ossia sulla possibilità di varare normative che impediscano la discriminazione in termini di banda e connettività ai danni di certi produttori di contenuti.

Adiconsum, che ha chiesto formalmente un incontro ai ministri interessati alla questione DTT, propone un progetto di televisione digitale che esca quindi dall'esclusività del DTT ed entri, nella pianificazione degli interventi pubblici, in un'ottica multitecnologica. Ad esempio, spiega l'Associazione, se si vogliono promuovere dei decoder questi devono essere compatibili con tutte le piattaforme di trasmissione , dunque DTT, Sat e IPTV, mentre vanno respinti i decoder "proprietari". "Sì - dice l'Associazione - a decoder in vendita in un libero mercato e in libera concorrenza".
L'associazione dei consumatori, da sempre in prima fila nel sottolineare i passaggi più controversi del varo del DTT all'italiana, respinge l'ipotesi di uno switch off al 31 luglio 2006 . Come si ricorderà, l'abbandono della televisione analogica tradizionale sarebbe dovuto avvenire già da tempo ma poi, vista la crescente difficoltà nella diffusione dei decoder e nella copertura del segnale sul territorio, il passaggio al DTT è stato rinviato e l'ultima data decisa nella scorsa legislatura è appunto il 31 luglio.

Non serve dunque un nuovo rinvio quanto nuove modalità di attuazione. Se oggi si obbligassero gli italiani a passare al DTT e questi non cogliessero l'occasione di abbandonare la televisione al suo destino allora le famiglie, spiega Adiconsum, si troverebbero costrette, per così dire, a sborsare almeno 300 euro.
La maggiore "novità" proposta da Adiconsum sul DTT è dunque probabilmente proprio quella legata ai tempi dello switch off che, secondo l'Associazione, deve avvenire "quando la diffusione digitale ha raggiunto il 90% delle famiglie e non essere vincolato a date imposte ".

L'auspicio dei consumatori è che il nuovo Governo dia vita ad un Comitato sulla transizione alla televisione digitale al quale siano ammesse anche le associazioni dei consumatori.
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