E-bollini, il Kazakistan come l'Italia

L'idea del superministro dell'informazione e della cultura è che i siti rivolti al pubblico kazako non possano realizzare contenuti al di fuori delle leggi che regolano gli altri media. Si chiedono bollini, come in Italia

Astana (Kazakistan) - I siti dell'informazione online sono molto seguiti, tanto da rappresentare un problema per l'eccessiva libertà dei loro contenuti: così si potrebbe riassumere l'esternazione nei giorni scorsi del ministro dell'Informazione, della Cultura e del Consenso Pubblico Altynbek Sarsenbayev.

Stando alla BBC, la diffusione di Internet nel paese va accelerando rapidamente anche in virtù dell'aumento esponenziale di Internet Café, luoghi pubblici nei quali possono recarsi i quasi 17 milioni di cittadini della vasta repubblica asiatica. Cittadini "dispersi" su una superficie enorme che fa del paese uno dei maggiori del continente.

Secondo il ministro Sarsenbayev vi sarebbe una contraddizione nel fatto che le leggi applicate ai mass media tradizionali non siano tuttora applicabili ai siti che offrono contenuti e servizi ai cittadini kazaki.
Il ministro ha posto l'accento sul fatto che ormai i molti siti in gioco, nel loro insieme rappresentano un "fronte" di informazione e opinione che in termini di utenti quotidiani in alcuni casi può superare l'audience dei media tradizionali.

Per questo all'attenzione del Parlamento vi sarebbe una legge per richiedere la registrazione ufficiale dei siti web, una misura prevista anche da una proposta di legge al vaglio del Parlamento italiano. In entrambi i casi il problema, per le autorità, sembra essere quello di fornire un "appoggio ufficiale" a chi offre informazioni e opinioni "garantite".
TAG: censura
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