La IEEE chiede il disclaimer DMCA

L'organismo che decide importanti standard tecnici impone una nuova dichiarazione ai suoi contributori, per mettersi al riparo dalla legge americana sul copyright

San Francisco (USA) - Impedire che un terzo possa rivalersi sulla IEEE o sulle tecnologie adottate come standard: questo il senso di un requisito che oggi la IEEE impone a chi contribuisce al lavoro di definizione della tecnologia dell'organismo che ha membri in 150 diversi paesi.

L'Institute of Electrical and Electronics Engineers ha infatti spiegato a quegli organismi, laboratori e singoli ricercatori che contribuiscono al suo lavoro per il raggiungimento di nuovi standard tecnologici di sottoporre alla IEEE oltre alle documentazioni anche una dichiarazione aggiuntiva. In questo "disclaimer" ciascuno dovrà indicare di non violare in alcun modo il DMCA (Digital Millennium Copyright Act), la severissima legge americana sul copyright.

La questione è delicata perché il DMCA non solo persegue le violazioni di copyright ma anche quelle tecnologie che possono essere utilizzate a questo scopo. Una interpretazione amplissima della legge che la mette nel mirino dei sostenitori del libero sviluppo e rende più difficile la vita a tutti coloro che contribuiscono alla IEEE.
Il ruolo della IEEE è fondamentale nello sviluppo delle nuove tecnologie, basti pensare che il 30 per cento dell'intera letteratura mondiale attorno alle tecnologie informatiche e all'ingegneria elettronica proviene dal lavoro della IEEE. L'Institute è anche protagonista della definizione di 860 standard che hanno contribuito in modo determinante allo sviluppo del settore. Da qui l'importanza della decisione assunta dal Consiglio direttivo per evitare complicazioni di natura legale.