Se la cava il truffatore del P2P

Vendeva informazioni su come scaricare client di file sharing e condividere file protetti, spacciando il tutto per attività perfettamente legale. Ora paga il cont(icin)o

Roma - Il peer-to-peer come terra di smanettoni dediti allo sharing di file pirata? Non solo e non sempre: c'è anche chi del P2P conosce solo il nome e, da utente poco esperto, si espone a truffe di varia natura. Come quella, decisamente singolare, messa in piedi tra il 2004 e il 2005 da Mp3DownloadCity.com, capace di vendere a 25 dollari informazioni su come diventare un perfetto pirata senza saperlo .

Gli autori del sito, denunciati proprio nel 2005 dalla Commissione federale americana sul Commercio, la FCC, promettavano agli sprovveduti utenti che vi finivano sopra la possibilità di entrare nel grande mondo del file sharing in modo del tutto legale . Una volta "abbonati", gli utenti venivano istruiti su come scaricare i più diversi client P2P e su come utilizzarli, al contrario di quanto dichiarato sul sito, che parlava di "licenza di download".

Una proposta fittizia e fasulla che ha scatenato l'ente regolatore americano, convinto che si trattasse di una truffa bella e buona. Per questo nelle scorse ore i promotori di quel sito hanno firmato una intesa con FTC che pone fine a quelle attività e li obbliga ad inserire sui propri siti un chiaro disclaimer che indichi con esattezza i rischi civili e penali in cui può incorrere chi condivide in Internet file protetti dal diritto d'autore.
Non solo. L'accordo che chiude la vicenda costringe gli scammers , termine con cui si indicano in gergo gli autori di questo genere di truffe, a rimborsare circa 15mila dollari a tutti coloro che sono stati tratti in inganno da quell'attività, più di 600 persone. Ormai da qualche tempo, peraltro, il sito linka ad altre pagine web in cui si propone un "downloader gratuito" e si spiegano, appunto, i rischi ai quali si può andare incontro.

Di un certo interesse, per la verità, il fatto che la truffa così orchestrata non abbia portato alla messa al bando delle loro attività online: sebbene "ritoccate", queste rimangono attive e potrebbero portare a nuovi incassi. A mitigare la cosa il fatto che sui siti degli autori della truffa dovrà apparire una nota in cui si spieghi che l'annuncio di una licenza "100 per cento legale" era invece "100 per cento fasulla".

Con l'occasione FTC ha pubblicizzato una propria documentazione studiata per mettere in guardia tutti gli utenti P2P dall'intrattenere attività illegali in rete.
6 Commenti alla Notizia Se la cava il truffatore del P2P
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  • E' incredibile pensare che qualcuno ci sia cascato!!
    non+autenticato
  • Ora come ora sicuro, tuttavia 3-4 anni orsono se volevi entrare nel mondo p2p e non avevi conoscenti nel campo la soluzione apparentemente più semplice era proprio mettersi in mani di quei truffatori...
    non+autenticato
  • Il titolo di questo articolo è fuorviante.
    Infatti da esso sembra che il truffatore non sia stato preso alcun provvedimento contro di esse, mentre invece dovrà sborsare $900.000.

    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Il titolo di questo articolo è fuorviante.
    > Infatti da esso sembra che il truffatore non sia
    > stato preso alcun provvedimento contro di esse,
    > mentre invece dovrà sborsare
    > $900.000.
    >

    Non mi pare proprio
    http://www.ftc.gov/opa/2006/05/p2p.htm

    next time informati prima di cianciare
    non+autenticato
  • C'e' un piccola svista di sintassi nell'articolo.
    In effetti nella versione di PI sembra che siano 15000$ moltiplicati 900 persone (cosa che mi aveva stupito parecchio: ho pagato 25$ e me ne danno di risarcimento 15000$ !?!)
    Mentre invece dall'articolo in inglese si capisce che sono 15000$ divisi per 900 persone che guardacaso fa 25$ a cranio.
    Ergo gli restituisce quello che aveva "truffaldinamente" incassato.

    Saluti
  • Il file sharing P2P è bello e deve rimanere libero,così come lo è sempre stato.Purtroppo ci sono persone " poco " oneste che ne approffittano per smontarlo e renderlo come qualcosa di illegale o comunque temibile quanto lo stesso terrorismo.Niente di strano che vi siano dei personaggi all'interno di questo nostro Stato italiano ( penoso e pulcioso) che stà facendo il doppio gioco per rendere legale l'illegale e/o comunque creare terrore tra i ragazzini e non che si scaricano gli mp3 film eccc...; Se non fosse per queste major del caxxo- e spero che falliscano- come la siae che spendono soldi per terrorizzare, forse forse non ci sarebbe tutto questo gran parlare di p2p in italia e nel mondo intero.Già, perchè quando hanno iniziato questa campagn anti pirateria, si parlava poco di file sharing e p2p, invece di questo passo hanno " incuriosito" le masse, ed ecco che un italiano su 4 ha un super mega potente adsl ( più o meno ) per scaricare.Aggiungo infine, che colui che vende illegalmente è un gran " coglionazzo " di me*da e speriamo vada in galera.Questo spiega un altro fenomeno: i cd venduti dai marocchini alimentano il mercato nero e quindi la malavita organizzata.Ma lo sapevamo già!
    Cordiali saluti