NEC, l'azienda clonata dai cinesi

L'ultima frontiera della contraffazione cinese: clonare un'azienda straniera, usandone gli stessi marchi, gli stessi prodotti e persino gli stessi impianti di produzione. E' accaduto a NEC, grande multinazionale giapponese

Tokyo - Ci sono voluti quasi due anni di indagini, ma alla fine NEC, tra le più importanti aziende giapponesi nel campo dell'elettronica, è riuscita a scoprire l'origine di una valanga di prodotti contraffatti diffusi in tutto il mondo: sono alcuni stabilimenti industriali della Repubblica Popolare Cinese, utilizzati da un'organizzazione di criminali per "clonare" NEC.

L'azienda "parallela" produceva lettori MP3, stereo, hardware informatico e centinaia di altri prodotti marchiandoli con l'inconfondibile logo NEC, per poi rivenderli in tutto il mondo. Le autorità giapponesi sono riuscite a scoprire almeno 50 impianti di produzione coinvolti in questa singolarissima operazione di "pirateria" su larga scala.

Per Fujio Okada, vicepresidente di NEC, non ci sono dubbi: "Si tratta di un'organizzazione molto complessa che conta su una catena di produzione e vendita completamente parallela alla nostra, pur utilizzando i nostri stessi marchi". I sospetti di NEC sono iniziati quando, nel 2004, l'azienda giapponese ha iniziato a ricevere reclami da parte di clienti insoddisfatti per la qualità di prodotti, solitamente di buona fattura.
La controparte abusiva di NEC, sfruttando il marchio, era riuscita a creare un piccolo impero industriale, con tanto di laboratori di ricerca. I criminali sono riusciti addirittura ad ottenere pagamenti per l'uso in licenza di tecnologie digitali di proprietà NEC. In definitiva, l'intera struttura societaria di NEC è stata copiata e contraffatta.

La multinazionale nipponica ha quindi esposto il caso alle autorità cinesi ma non ha voluto rivelare i nomi delle persone coinvolte. Per Steve Vickers, presidente dell'agenzia investigativa International Risk, "il problema più grande è che le fabbriche in Cina producono semplicemente tutto quello che viene richiesto: bisogna identificare chi fa queste richieste e consegnarlo alla giustizia".
38 Commenti alla Notizia NEC, l'azienda clonata dai cinesi
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  • Così imparano a fornire tecnologia in cina!!!
    non+autenticato

  • "il problema più grande è che le fabbriche in Cina producono semplicemente tutto quello che viene richiesto: bisogna identificare chi fa queste richieste e consegnarlo alla giustizia".

    Ma stiamo scherzando ......
    'sti qua si lamentano che esistono delle ditte cinesi che seguono le piu elementari leggi del mercato. A perte la copia del marchio non vedo dove sta il problema!

  • Tutte le nazioni emergenti - e riemergenti - hanno dovuto copiare tutto cio' che apparentemente faceva star meglio gli 'altri', anche perche' l'unico sbocco commerciale a loro disposizione erano proprio quelle nazioni che imitavano, fornendo loro i prodotti che li interessavano di piu'.

    Il problema Cina e' piu' complesso di tanti altri simili, per l'enorme peso demografico di quella nazione.

    Dopo la II Guerra, in Giappone Canon inizio' a copiare le macchine fotografiche della Zaiss, all'epoca il maggior produttore di apparecchiature pregiate ed avanzate: e cosa volete che copiassero? forse la coltivazione della patata?

    In seguito, e per molti anni, ricordate il loro sistema di sciopero? Ogni operaio, andando al lavoro, metteva una fascia sul braccio, che indicava l'intenzione di produrre al massimo delle proprie capacita' e della potenzialita' degli impianti aziendali, ma anche che, per quel giorno, avrebbe rifiutata la paga: in questo modo la produzione si accumulava nei magazzini, si consumavano le scorte di materie prime, e si faceva scendere il prezzo dei manufatti prodotti, con un danno grave per l'azienda, che finiva per rimetterci liquidita' e guadagni.

    Oggi il Giappone e' un'economia matura, la terza in ordine mondiale, se non la seconda dopo gli U.S.A. Ed inizia ad avere anche gli stessi nostri problemi.

    Con la Cina la storia si ripete. Ma quello che spaventa e' il suo peso demografico, che la mette in grado di invadere tranquillamente e pacificamente tutto il mondo ricco e civile, spostandovi i propri cittadini a lavorare, produrre, guadagnare,... e trasferire i propri guadagni nella madrepatria, dove un nugolo di parenti sono rimasti a far da leva affettiva ed essere strumento di persuasiva pressione.

    A trasferire il knowout dei Paesi sviluppati ci pensano gli imprenditori stessi, trasferendo in Cina le lavorazioni dalle piu' semplici via via fino a quelle piu' complesse, attirati da paghe basse e scarsa protezione legislativa dei lavoratori da parte del governo locale.

    Ma il popolo cinese ha una tradizione culturale ben piu' antica della nostra, e questo fa si' che imparino molto presto, addirittura piu' presto di quanto riescano a raggranellare i capitali necessari a mettersi in proprio.

    Quindi, per bruciare i tempi - una volta partiti per il benessere, anche loro vogliono tutto e subito, naturalmente - accadono sempre le medesime cose: c'e' sempre qualche furbone che incita a remare contro, per portare la barca quasi al tracollo, per poi impadronirsene quasi senza colpo ferire.

    Ed hai voglia di essere furbi! Con la necessita', e la fame di benessere, che si ritrovano, se non hanno furbizia, la vanno a comprare dove la trovano, se l'inventano la notte per attuarla di giorno, si arrangiano come possono, insomma, come farebbero, e fanno, tutti, a questo mondo.

    L'unica circostanza consolante sembra essere che in Cina ci siano attualmente 140mila imprese italiane. Significa un mezzo milione di nostri connazionali, piu' e non meno: vuoi vedere che una bella fetta della prossima generazione di cinesi avra' i baffi ed i capelli ricci?

    doct.alfridus
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    Modificato dall' autore il 02 giugno 2006 10.02
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    Modificato dall' autore il 02 giugno 2006 10.07
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  • Cloneranno Marte in qualche deserto per millantare che i Cinesi ci sono arrivati per primi?
    non+autenticato
  • ..quindi, non è che semplicemente "hanno litigato" con i cinesi e/o vogliono fregarli e/o sono stati fregati e vogliono vendicarsi e quindi se ne escono con questa storia della clonazione denunciando le stesse industrie in Cina dove producevano i loro prodotti ?
    non+autenticato
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