Sorpresa! IEEE cambia idea sul DMCA

L'istituto decide di svincolare gli sviluppatori dall'obbligo di dichiarare i propri lavori compatibili con la criticatissima legge sul copyright nell'era digitale

New York (USA) - Viene accolta con interesse e soddisfazione la decisione dell'IEEE, l'istituto degli standard tecnologici, di lasciar cadere un adempimento che aveva recentemente iniziato a chiedere agli sviluppatori-contributori. Un requisito di cui si è parlato su queste pagine e che di fatto impone, a chi sottopone una propria tecnologia, di firmare una dichiarazione secondo cui quanto prodotto non viola in alcun modo il Digital Millennium Copyright Act, la criticatissima legge sul copyright vigente negli USA.

L'Institute of Electrical and Electronics Engineers ha fatto sapere di aver ricevuto diffuse reazioni molto negative all'introduzione della richiesta di quella dichiarazione e di aver dunque deciso di lasciar perdere.

"Abbiamo ricevuto molte proteste - ha spiegato la portavoce Marsha Longshore - da parte di nostri associati, preoccupati che il DMCA possa interferire con le loro ricerche".

Longshore ha spiegato che la IEEE si era mossa in quella direzione dopo lo sviluppo di due celebri casi legati alla ricerca e al DMCA, quelli cioè del professore Felten di Princeton e dello sviluppatore russo Sklyarov.
Nel primo caso la Secure Music Digital Initiative (SDMI) aveva cercato di impedire che Felten pubblicasse le proprie ricerche che dimostravano la vulnerabilità degli standard di protezione della musica. Nel secondo, il programmatore era accusato di cospirazione per la violazione del copyright dopo aver realizzato nel proprio paese un programma capace di superare le protezioni antipirateria degli ebook di Adobe.
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