Il mondo degli e-book no-profit

di Massimo Boccuzzi. Quando si parla di libri elettronici si può parlare di battaglia contro la globalizzazione culturale? A partire da Microsoft Reader e dalla letteratura distribuita online

Roma - C'è una forte polemica in corso sul mondo degli e-book che riguarda l'opportunità di utilizzare quello che di fatto è un formato proprietario: il reader di Microsoft.

I termini di questa battaglia stanno tutti nell'inaccessibilità del formato per chi usa un sistema Linux o Macintosh e non è un problema da poco. A questa battaglia sarà necessario trovare risposte concrete e c'è in Gnu un gruppo di lavoro competente e agguerrito che non mancherà nei prossimi anni di darle.

Ma nel frattempo?
I casi sono tre. O si ignora un software che di fatto riesce a comprimere la Divina Commedia in una manciata di byte con la leggibilità e l'accessibilità di un vero libro cartaceo, fondamentalmente diversa quindi dai vari html e rtf e pdf logicamente multipiattaforma, oppure lo si usa in modo libertario. Oppure ancora, terza ipotesi, si lascia che questo formato proprietario diventi ancora più proprietario rendendolo patrimonio esclusivo per i grandi editori (non importa fare i nomi) che potranno continuare la loro opera di "globalizzazione culturale" non solo con televisioni, radio e carta stampata, ma anche attraverso il Web.

Già, perché gli e-book servono alla letteratura e la letteratura di oggi per poter essere libera dal mercato e dai monopoli culturali ha assolutamente bisogno di passare attraverso Internet con una "dignità" diversa dal fanatico che si autopubblica in rete le proprie ingenuità poetiche.
Il problema di un mercato editoriale concentrato su cinque o sei grossi nomi e un paio di distributori importanti è di fatto più urgente di qualsiasi discriminazione informatica.

Microsoft Reader, forse del tutto involontariamente, ha dato una risposta di qualità a questo problema e quindi gran parte del mondo letterario lo sta utilizzando non per farsi sberleffo di qualche "linuxaro" o per portare acqua e soldi al mulino di Bill, ma solo perché non vi sono alternative di qualità possibili.

È in questo contesto che l'e-book no profit riveste particolare rilievo e importanza. Perché di fatto pone un argine di libertà ad un software e alle sue potenzialità che altrimenti non sarebbe mai messo in atto e che, vista la facilità di investimento dei giganti dell'editoria, rischierebbe di compromettere per sempre quella libertà di scelta e culturale propria di Internet.

La logica dell'e-book no profit non è quella di mettere Dante al servizio di Bill Gates, ma il perfetto contrario. Le grandi biblioteche digitali in e-book come Romanzieri.com in Italia o quella dell'Università della Virginia negli States offrono di fatto gratuitamente una qualità di lettura e una scelta di titoli assolutamente non omologata a nessuna logica di mercato.

Non è un caso infatti che molti editori - vediamo ad esempio Stampa Alternativa - fieri, orgogliosi e coerenti in una "politica editoriale" dell'intelligenza, stiano guardando con enorme interesse al reader di Microsoft.

Mai dunque come nel caso degli e-book si può rubare al Machiavelli l'ormai famoso "il fine giustifica i mezzi", poiché oggettivamente, anche se attraverso un software eticamente discutibile, il fine non è il guadagno economico ma il portare sui monitor del grande pubblico quel tipo di letteratura non omologata al sistema capace di creare scintille positive nelle coscienze, oltre che un grande patrimonio di libri dimenticati che progressivamente stanno scomparendo dalle librerie per far posto agli scrittori di moda o di regime.

Massimo Boccuzzi
TAG: italia
50 Commenti alla Notizia Il mondo degli e-book no-profit
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  • Ci sono almeno 10.000 modi diversi di 'digitalizzare' un libro o un testo. Ora vorrebbero farci credere che e-book sia l'unico possibile. E' la solita vecchia storia.

    Quanti standard hanno già inventato riciclando la scoperta dell'acqua calda?
    non+autenticato
  • Ci sono una decina di e-book reader!
    Se ci si tiene alla pubblicità e al monopolio,
    si potrebbe scegliere l'encoding Adobe !
    Stesse caratteristiche di leggibilità e compattezza di Microsoft, ma almeno la sicurezza del multipiattaforma ?
    Perché agli italiani piaccioni tanto le situazioni di monopolio ?

    non+autenticato
  • Scusa ma evidentemente non sai di cosa stai parlando...

    La codifica Adobe (il PDF) è valida specialmente se devi STAMPARE qualcosa ma è tutt'altro che compatta specie se si attivano le funzioni di selezione del testo e di ricerca dinamica.

    MS Reader (che è completamente free, come il suo formato, d'altronde, quindi non vedo la polemica del monopolio) è un formato Veramente compatto per farti un esemepio: cuore di tenebra di Conrad sta in appena 234 KByte, il libro è completamente customizzabile: puoi scegliere il font e il tutto si reimpagina dinamicamente (che è un po' meglio di zoomare un PDF con risoluzione molto bassa (o molto alta) e dover poi trascinare con la manina la pagina in su e in giù perché il layout di pagina non si modifica. Insomma è sicuramente più orientato ad un uso pratico di un Acrobat Reader / Acrobat EBook Reader (sono in pratica lo stesso programma con le stesse limitazioni solo che uno "imita" l'interfaccia di MS Reader).

    Inoltre MS Reader è molto + compatto al download sarano 2 MB.

    Inoltre scusa la codifica Adobe E' un formato prorietario (come il 99% dei formati che si usano nell'informatica) quindi prima di parlare fai pace con il cervello e cerca di capire i termini che usi. Inoltre ti ricordo che per codificare i PDF si ha bisogno di Acrobat che è un bel programmone commerciale. Mentre per fare i lit ci sono svariati plugin gratis per Office o programmi standalone sempre forniti da MS e sempre free.

    Faccio inoltre notare che MS Reader è del 2000 e che la sua diffusione è avvenuta molto lentamente, senza nessun tipo di marketing o pubblicità, è un prodotto che vale e se provassi ad usarlo 5 minuti, butteresti dalla finestra Acrobat o Ghostview. Te lo dice uno che ha studiato per anni su dispense in PDF o di risoluzione troppo alta che per scrollare la pagina mentre le leggi ci vogliono 5 minuti (per non parlare delle dimensioni dei dl) o troppo bassa coi caratteri e le immagini tutte a blocchettoni.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Z.e.r.o
    > MS Reader (che è completamente free, come il
    > suo formato, d'altronde, quindi non vedo la
    > polemica del monopolio)

    Vorrei provare a scrivere un programma per leggere il formato di microsoft reader. Visto che il formato e` free (come dicevi tu) pensavo di riuscire a trovarne le specifiche sul sito di Microsoft. Non sono riuscito a trovarle. Intanto ho trovato molte informazioni su tutto quello che devi dire a microsoft per usare il loro reader.
    Torndando all'argomento principale. Sapresti dirmi dove posso trovare le specifiche di questo formidabile formato?
    non+autenticato
  • - Scritto da chi sa : Z.e.r.o
    > Scusa ma evidentemente non sai di cosa stai
    > parlando...
    > La codifica Adobe (il PDF) è valida ....

    L'ignoranza in Italia è totale!!!
    gli ignoranti millantano una falsa conoscenza, chi mai ha parlato di PDF ? Si parla di e-book :
    Adobe ha un prodotto che si chiama :Acrobat E-book reader (vedi link http://www.adobe.com/products/ebookreader/main.htm... )
    non+autenticato
  • Trovo il formato .lit di microsoft uno dei più gradevoli per la fruizione di testi al computer.
    Per quanto riguarda la creazione di ebook .lit esistono già degli applicativi per la creazione di ebook, ad esempio: Readerstudio, un freeware (che abbisogna però ancora di qualche piccolo ritocco)oppure Mobypocket che per uso personale permette di creare ebook formato .lit o .opf gratuitamente; non cito volutamente applicativi quali Readerworks o il plugin per Word in quanto il primo ha delle limitazioni, mentre il plugin per Word è sì gratuito, però Word lo si paga, eccome.
    Tuttavia bisogna precisare che sul sito Microsoft è disponibile un kit per programmatori che intendano sviluppare software per creare ebook .lit.
    A proposito dell' ebook reader ms è bene sapere che non è indispensabile (almeno sino ad oggi) attivare il lettore con un account passport per poter fruire dei testi non protetti.
    Dopo questa tirata pro-Microsoft, vorrei esporre la mia opinione.
    Allo stato attuale della tecnologia ritengo più probabile che nell' immediato si affermi il print on demand (stampa su richiesta) piuttosto che l'ebook fruito su device digitali.
    In questo senso il .lit microsoft ha dei limiti (mentre in effetti in buona posizione si trova il pdf essendo basato su postscript), c'è però da dire che non ritengo lontano il giorno in cui molti di noi avranno un dispositivo che potrà anche fungere da ebook-reader visto il velocissimo sviluppo che in questi ultimi mesi stanno avendo palmari, handled-pc e cellulari multifunzione; la possibilità di leggere ebook potrebbe essere un opzione in più per questi dispositivi tuttofare. Ma il vero limite dell' ebook, ad oggi, secondo me, è il problema della difesa della proprietà intellettuale; sia la protezione per gli ebook adobe sia per quelli ms è stata bypassata (nel secondo caso vi è stato solo un annuncio in tal senso). Penso che per i soggetti interessati il grosso timore sia quello di un Napster del libro, perciò al momento ritengo più probabile l'ipotesi del print on demand.
    Condivido il pensiero pro xml di chi ha scritto prima di me, data la sua natura l' xml è estremamente versatile quindi può andare bene sia per print on demand, lettura su device digitali, internet, indicizzazione dei testi letterari in database etc... In fondo il .lit non è altro che un xml compresso, o se si prefersice, compilato, se si considera il doocumento xml alla base come il sorgente dell' ebook.
    In tal senso ritengo che buone prospettive fornisca il linguaggio Tei ( http://www.tei-c.org ), un' applicazione xml che ha come obiettivo la codifica elettronica del testo letterario.
    Grossi vantaggi fornisce rispetto al formato Microsoft, oltre che per l' uso dell' xml, poichè presta grossa attenzione alle strutture narrative del testo fornendo ampie possibilità all' analisi ed indicizzazione dei testi letterari per mezzo di strumenti informatici.
    non+autenticato
  • Mi occupo di editoria e di pubblicazioni librarie.
    Si, lo devo premettere.

    Da pochi anni, cinque o sei, che per un editrice libraria significa solo "un approccio alla fase di start-up".
    Quando abbiamo deciso di iniziare l'attività, già allora pensavamo "in digitalese" ed ancora oggi ci poniamo domande e domande, ci rimettiamo in discussione continuamente per comprendere meglio quali siano le frontiere della coerenza nell'utilizzo delle tecnologie. Ma non è facile, per niente. Le tecnologie per la pubblicazione su "readers" sono disponibili già da almeno dieci anni, ma solo con l'avvento di internet il volano ha accellerato il proprio moto. Da circa quattro anni alla Fiera del Libro di Torino (nel bene o nel male l'appuntamento librario italiano più qualificato) si sente parlare di e-book. Prima con maggiore enfasi, poi man mano con sempre maggiore sospetto. Si, il senso è quello che il libro di carta è leggero, disponibile, portatile, economico... e -odora- di carta! Si dice quindi che l'e-book è probabilmente più adatto alla diffusione di conoscenza saggistica, manualistica, didattica...

    Ma altri aspetti più delicati mi intrigano, e questi riguardano la diffusione.
    Faccio un salto indietro: un giornalista negli anni cinquanta si occupa di letteratura e poesia. Vive in maniera coerente la sua posizione impegnata, anche politicamente e civilmente. Da tre anni lavora ad una sua tecnica narrativa affinandone continuamente le sfumature. Non trova facilmente un editore per il suo lavoro, e per coerenza di pensiero non vuole allontanarsi da concetti a lui noti. Scrive e riscrive, butta via bozze, fogli, nasti di macchina da scrivere. Guarda film, legge libri e parla con amici e con la sua amica-amante del lavoro. Forse non pubblicherà mai il libro, e così via con gli articoli al giornale.
    Un salto avanti: anno 2000 o 2002 o 2010. Quel giornalista è ormai morto da due anni. Così come capita nella vita. Il suo libro è stato pubblicato solo a metà degli anni settanta, in un momento politico particolare, venti anni dopo la sua genesi letteraria. Dopo quel volume il giornalista ha pubblicato ancora decine di altri titoli, è stato invitato ad incontri e conferenze. Come un buon vino barricato, ha saputo dare i migliori aromi in età adulta.
    Ma guardo intorno. Siamo nel 2002. Il giornalista ha un nipote, anch'egli appassionato di lettura e scrittura, forse anche per l'ascendenza e per l'ambiente familiare che l'hanno formato. Scrive e scrive e scrive. Di tutto. Poesia intimista, letteratura cannibale. Stronzate ...molte.
    E pubblica. Si lui pubblica perchè utilizza la tecnologia. Scrive di getto, raramente rilegge, si incazza con chi non lo vuole seguire nei suoi percorsi artistici, non conosce i giri di bozze, non revisiona con la matita rossa e blu del nonno giornalista. Però pubblica. Lo fa subito: si è registrato su due o tre community in rete, e posto che il server FTP sia in buone condizioni, si connette, scarica e si legge. Si, si legge e si fa leggere. Mediamente leggono le sue poesie intimiste dieci persone, delle quali il diciasette per cento arrivano sino alla fine. Poi si ripubblica... o autocelebra?

    Ha utilizzato la tecnologia...

    B.S. (Buona Scrittura!)

    non+autenticato


  • - Scritto da: Max Ventura
    > Mi occupo di editoria e di pubblicazioni
    > librarie.
    > Si, lo devo premettere.

    E allora? Facciamo i nomi e i cognomi, magari potresti essere uno di quegli editori a pagamento che ammorbano il pianeta e dequalificano il settore
    >
    > Da pochi anni, cinque o sei, che per un
    > editrice libraria significa solo "un
    > approccio alla fase di start-up".

    Ma che m... dici. La fase di start up di una company è al massimo di sei mesi... se così fosse state dormendo alla grande!

    > Quando abbiamo deciso di iniziare
    > l'attività, già allora pensavamo "in
    > digitalese" ed ancora oggi ci poniamo
    > domande e domande, ci rimettiamo in
    > discussione continuamente per comprendere
    > meglio quali siano le frontiere della
    > coerenza nell'utilizzo delle tecnologie. Ma
    > non è facile, per niente.

    E' tutto dire. Certe cose sono materia per professionisti (i quali non utilizzano da almeno vent'anni termini come start up per esprimersi... e nemmeno break even!

    > la pubblicazione su "readers" sono
    > disponibili già da almeno dieci anni,

    Facciamo due va'

    > solo con l'avvento di internet il volano ha
    > accellerato il proprio moto.

    Il volano che accellera il moto? Bello il paragone!

    Da circa
    > quattro anni alla Fiera del Libro di Torino
    > (nel bene o nel male l'appuntamento librario
    > italiano più qualificato) si sente parlare
    > di e-book. Prima con maggiore enfasi, poi
    > man mano con sempre maggiore sospetto.

    Certo non appena hanno capito che possono abbattere l'editoria in cartaceo e togliere i monopoli fallaci-mondadori-rizzoli-messaggerie
    dicono a tutti che non funzionano e se ne fa un gran parlare anche in tv. L'importante per i professionisti come te è crederci!

    Si,
    > il senso è quello che il libro di carta è
    > leggero, disponibile, portatile,
    > economico... e -odora- di carta!

    A parte che è carta di merda che dopo due anni si disintegra (fai una prova con un Urania) ma i libri possono odorare anche di merda, secondo la colla per assemblarli.

    Si dice
    > quindi che l'e-book è probabilmente più
    > adatto alla diffusione di conoscenza
    > saggistica, manualistica, didattica...

    Guardastrano i settori dove i padroni del mercato hanno sempre meno interesse economico. Chissà perché?

    >
    > Ma altri aspetti più delicati mi intrigano,
    > e questi riguardano la diffusione.

    Già, appunto! Il 95% dei libri stampati in Italia non ha diffusione, perché in libreria non se li caca nessuno e il libraio ormai globalizzato guadagna molto di più con la Fallaci e Bruno Vespa...

    > Faccio un salto indietro: un giornalista
    > negli anni cinquanta si occupa di
    > letteratura e poesia. Vive in maniera
    > coerente la sua posizione impegnata, anche
    > politicamente e civilmente.

    Un titolo di poesia Einaudi vende a malapena 500 copie ed è Einaudi... figurati gli sperimentalismi anni 70 di qualche coglione

    > Mediamente leggono le sue
    > poesie intimiste dieci persone, delle quali
    > il diciasette per cento arrivano sino alla
    > fine. Poi si ripubblica... o autocelebra?
    >
    > Ha utilizzato la tecnologia...

    Certo e con tempi ridottissimi di start up... ma non vorrai mica mettere Stampa Alternativa con quel coglione di nipote del giornalista coglione?


    > B.S. (Buona Scrittura!)

    B.S. può anche significare Bull Shit... cacca di toro... a volte le due cose coincidono
    >
    non+autenticato


  • - Scritto da: StartUp

    > E' tutto dire. Certe cose sono materia per
    > professionisti (i quali non utilizzano da
    > almeno vent'anni termini come start up per
    > esprimersi... e nemmeno break even!

    > > Si, il senso è quello che il libro di carta è
    > > leggero, disponibile, portatile,
    > > economico... e -odora- di carta!
    >
    > A parte che è carta di merda che dopo due
    > anni si disintegra (fai una prova con un
    > Urania) ma i libri possono odorare anche di
    > merda, secondo la colla per assemblarli.

    COME COME COME???
    I libri non si assemblano, si parla di RILEGATURA e CORDONATURA caso mai.
    Critichi lui che usa termini come start up e break even per esprimersi e tu fai uguale anzi peggio che spari pure sentenze con tanto disprezzo.
    Vedi che facevi meglio a criticare di meno.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Viger
    > COME COME COME???
    > I libri non si assemblano, si parla di
    > RILEGATURA e CORDONATURA caso mai.
    > Critichi lui che usa termini come start up e
    > break even per esprimersi e tu fai uguale
    > anzi peggio che spari pure sentenze con
    > tanto disprezzo.
    > Vedi che facevi meglio a criticare di meno.

    Ci sono libri che si rilegano e libri che si assemblano. Non lo sapevi?
    non+autenticato
  • > Si,
    > > il senso è quello che il libro di carta è
    > > leggero, disponibile, portatile,
    > > economico... e -odora- di carta!
    >
    > A parte che è carta di merda che dopo due
    > anni si disintegra (fai una prova con un
    > Urania) ma i libri possono odorare anche di
    > merda, secondo la colla per assemblarli.

    Sono nel campo della stampa da 12 anni e non ho mai sentito usare il termine "assemblato un libro" e ne ho visti confezionare un bel pò.
    Ho adesso in mano un libro di Asimov stampato nel 95 e la carta è appana un po gialla micca disintegrata, certo per i libri quasi usa e getta come gli Urania o i gialli Mondadori che legge mia madre micca investono sulla qualità del materiale (deve costare poco, è quella la cosa importante).
    Quello che non hai capito è che ad un vero lettore dopo tutto piace poter sfogliare un libro sopratutto se è un editore innamorato fino al masochismo del proprio mestiere (senza nulla togliere alle innegabili qualità dei supporti del futuro).
    non+autenticato
  • > Quello che non hai capito è che ad un vero
    > lettore dopo tutto piace poter sfogliare un
    > libro sopratutto se è un editore innamorato
    > fino al masochismo del proprio mestiere
    > (senza nulla togliere alle innegabili
    > qualità dei supporti del futuro).

    Fino al masochismo, appunto! Ma se sei editore sai bene che è diverso. La quasi totalità degli editori quando stampa un libro ha già incassato i suoi bei soldini (dallo stato, dall'autore, da enti et similia). Logico che dopo gli interessi ben poco che quel libro arrivi ai lettori. E poi non sono contro il libro di carta. Sono contro i brutti libri di carta, che è mooolto diverso.
    non+autenticato
  • > Sono contro i brutti libri di carta, che è
    > mooolto diverso.

    E chi sei per decidere quali sono i libri brutti?
    Anche chi scrive male ha il diritto di scrivere fino a prova contraria.
    A te rimane il diritto di non leggere semmai.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Viger
    > Ho adesso in mano un libro di Asimov
    > stampato nel 95 e la carta è appana un po
    > gialla micca disintegrata, certo per i libri
    > quasi usa e getta come gli Urania o i gialli
    > Mondadori che legge mia madre micca
    > investono sulla qualità del materiale (deve
    > costare poco, è quella la cosa importante).

    Ho guardato nella mia libreria. Tempo fa ho acquistato un Urania dell'86. Sinceramente non odora di merda e non si e` disintegrato. Ah... il tizio che me lo ha venduto lo teneva in una cassa di cartone, non in una busta di plastica sigillata.
    non+autenticato
  • La passione non manca. Questo è importante. Vedete, forse la terminologia che utilizzo non è completamente corretta (non sono italiano) ma ho cercato di spiegare nella migliore maniera un mio punto di vista. Grazie per aver contribuito alla discussione.

    Qualcuno dice che il libro si rilega e non si assembla, può odorare di carta o di ca...cca, che la carta si ingiallisce e si degrada, ma mi viene da comprendere che probabilmente è definito "out".

    Non è così. E se scendiamo dai troni tecnocratici da dove sentenziamo, possiamo rendercenne conto.

    Vedete, non sono sicuramente un espertissimo (si dice così?) di info-tele-comunicazioni, x me internet è uno dei media possibili. Il più avanzato, ma non l'unico.

    Il libro di carta è un'altro dei media. Con tempi di "assimilazione" sicuramente diversi, ma confutati da un utilizzo millenario.

    Il libro cartaceo fa ormai parte del DNA umano, quello digitale ancora è un pò giovane, e forse sarebbe meglio non sbilanciarsi troppo in considerazioni.

    In ogni caso il mio ringraziamento ai contributi di questa discussione è veramente sincero. Anzi l'invito è a proseguire così.

    A presto, B.S.


    non+autenticato
  • OK per il formato e-book di M$ se è l'unica alternativa di qualità possibile.
    La libertà di espressione letteraria è per l'umanità un bene molto più grande della simpatia per questo o quel sistema operativo.
    Diciamoci la verità... l'e-book è un passo fondamentale per la democratizzazione del sapere. Piaccia o no (a me in verità non piace molto) dobbiamo accettare come dato di fatto che Windows è il sistema operativo condiviso dalla stragrande maggioranza delle persone, e che Linux è patrimonio di pochi, inevitabilmente settario ed elitario.
    Penso che i computer debbano essere al servizio delle persone, e non il contrario. Allora, dato che Windows è - ed è destinato a restare - il sistema operativo dominante, penso che dovremmo pragmaticamente accettare questo fatto, invece di mettere frenare la diffusione democratica del Sapere per il bene non dell'Umanità ma di un Sistema Operativo (!!!).
    Lo so bene che Richard Stallman non sarà d'accordo con me, ma dobbiamo anche prendere atto che se oggi i computer sono così familiari a tutti noi è più per merito di Bill Gate$ (l'ho scritto con la "$", contenti?) che per merito di Stallman & Co.
    Certo che M$ è arrivata buona ultima su internet però oggi internet è patrimonio di tutti, non solo di una elite di professori e ricercatori universitari.
    Un ultimo spunto: non è un caso che un editore militante e intelligente come Marcello Baraghini (Stampa Alternativa) la cui storia personale e editoriale è lontanissima dal servilismo verso le multinazionali oggi stia guardando con interesse al formato e-book made-in-redmond.
    Se il mondo open-source (scusate, GNU/Free-Software) non ha nulla di meglio da fare che castrare sul nascere una possibilità di diffusione culturale realmente democratica per una difesa ideologica del proprio misero orticello, secondo me ha fallito in pieno la sua missione.
    non+autenticato
  • GRANDE!!!

    - Scritto da: daSinistra
    > OK per il formato e-book di M$ se è l'unica
    > alternativa di qualità possibile.
    > La libertà di espressione letteraria è per
    > l'umanità un bene molto più grande della
    > simpatia per questo o quel sistema
    > operativo.
    > Diciamoci la verità... l'e-book è un passo
    > fondamentale per la democratizzazione del
    > sapere. Piaccia o no (a me in verità non
    > piace molto) dobbiamo accettare come dato di
    > fatto che Windows è il sistema operativo
    > condiviso dalla stragrande maggioranza delle
    > persone, e che Linux è patrimonio di pochi,
    > inevitabilmente settario ed elitario.
    > Penso che i computer debbano essere al
    > servizio delle persone, e non il contrario.
    > Allora, dato che Windows è - ed è destinato
    > a restare - il sistema operativo dominante,
    > penso che dovremmo pragmaticamente accettare
    > questo fatto, invece di mettere frenare la
    > diffusione democratica del Sapere per il
    > bene non dell'Umanità ma di un Sistema
    > Operativo (!!!).
    > Lo so bene che Richard Stallman non sarà
    > d'accordo con me, ma dobbiamo anche prendere
    > atto che se oggi i computer sono così
    > familiari a tutti noi è più per merito di
    > Bill Gate$ (l'ho scritto con la "$",
    > contenti?) che per merito di Stallman & Co.
    > Certo che M$ è arrivata buona ultima su
    > internet però oggi internet è patrimonio di
    > tutti, non solo di una elite di professori e
    > ricercatori universitari.
    > Un ultimo spunto: non è un caso che un
    > editore militante e intelligente come
    > Marcello Baraghini (Stampa Alternativa) la
    > cui storia personale e editoriale è
    > lontanissima dal servilismo verso le
    > multinazionali oggi stia guardando con
    > interesse al formato e-book made-in-redmond.
    > Se il mondo open-source (scusate,
    > GNU/Free-Software) non ha nulla di meglio da
    > fare che castrare sul nascere una
    > possibilità di diffusione culturale
    > realmente democratica per una difesa
    > ideologica del proprio misero orticello,
    > secondo me ha fallito in pieno la sua
    > missione.
    non+autenticato
  • GRANDE!!!

    - Scritto da: daSinistra
    > OK per il formato e-book di M$ se è l'unica
    > alternativa di qualità possibile.
    > La libertà di espressione letteraria è per
    > l'umanità un bene molto più grande della
    > simpatia per questo o quel sistema
    > operativo.
    > Diciamoci la verità... l'e-book è un passo
    > fondamentale per la democratizzazione del
    > sapere. Piaccia o no (a me in verità non
    > piace molto) dobbiamo accettare come dato di
    > fatto che Windows è il sistema operativo
    > condiviso dalla stragrande maggioranza delle
    > persone, e che Linux è patrimonio di pochi,
    > inevitabilmente settario ed elitario.
    > Penso che i computer debbano essere al
    > servizio delle persone, e non il contrario.
    > Allora, dato che Windows è - ed è destinato
    > a restare - il sistema operativo dominante,
    > penso che dovremmo pragmaticamente accettare
    > questo fatto, invece di mettere frenare la
    > diffusione democratica del Sapere per il
    > bene non dell'Umanità ma di un Sistema
    > Operativo (!!!).
    > Lo so bene che Richard Stallman non sarà
    > d'accordo con me, ma dobbiamo anche prendere
    > atto che se oggi i computer sono così
    > familiari a tutti noi è più per merito di
    > Bill Gate$ (l'ho scritto con la "$",
    > contenti?) che per merito di Stallman & Co.
    > Certo che M$ è arrivata buona ultima su
    > internet però oggi internet è patrimonio di
    > tutti, non solo di una elite di professori e
    > ricercatori universitari.
    > Un ultimo spunto: non è un caso che un
    > editore militante e intelligente come
    > Marcello Baraghini (Stampa Alternativa) la
    > cui storia personale e editoriale è
    > lontanissima dal servilismo verso le
    > multinazionali oggi stia guardando con
    > interesse al formato e-book made-in-redmond.
    > Se il mondo open-source (scusate,
    > GNU/Free-Software) non ha nulla di meglio da
    > fare che castrare sul nascere una
    > possibilità di diffusione culturale
    > realmente democratica per una difesa
    > ideologica del proprio misero orticello,
    > secondo me ha fallito in pieno la sua
    > missione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: daSinistra
    > OK per il formato e-book di M$ se è l'unica
    > alternativa di qualità possibile.

    alternativa di qualita' possibile? come puo' esistere una _alternativa_ se il formato e' proprietario e chi produce il materiale lo fa solo in quel formato?


    > La libertà di espressione letteraria è per
    > l'umanità un bene molto più grande della
    > simpatia per questo o quel sistema
    > operativo.

    proprio per questa ragione deve essere fruibile da tutti, indipendentemente dall'OS

    > Diciamoci la verità... l'e-book è un passo
    > fondamentale per la democratizzazione del
    > sapere. Piaccia o no (a me in verità non
    > piace molto) dobbiamo accettare come dato di
    > fatto che Windows è il sistema operativo
    > condiviso dalla stragrande maggioranza delle
    > persone

    e' una valida ragione per non rendere fruibili i contenuti agli altri? forse a te andrebbe bene lasciare le barriere architettoniche, tanto la maggior parte della gente ha le gambe... vero ?


    > e che Linux è patrimonio di pochi,
    > inevitabilmente settario ed elitario.

    e se anche fosse, chi sei tu per dire che deve restare tale? chi sei tu o chiunque altro per affermare e impedire che esista _un_ solo OS e _una_ sola scelta e _un_ solo modo di fare le cose, nonche' _un_ solo prodotto per leggere un libro.

    > Penso che i computer debbano essere al
    > servizio delle persone, e non il contrario.
    > Allora, dato che Windows è - ed è destinato
    > a restare - il sistema operativo dominante,
    > penso che dovremmo pragmaticamente accettare
    > questo fatto, invece di mettere frenare la
    > diffusione democratica del Sapere per il
    > bene non dell'Umanità ma di un Sistema
    > Operativo (!!!).

    ti sembra democratico il vincolare la decodifica del sapere ad una sola entita' per di piu' commerciale, strafottente, illegale, vincolante, non aderente a standard aperti?

    > Lo so bene che Richard Stallman non sarà
    > d'accordo con me

    qualsiasi persona sana di mente non sarebbe d'accordo con te.

    >, ma dobbiamo anche prendere
    > atto che se oggi i computer sono così
    > familiari a tutti noi è più per merito di
    > Bill Gate$ (l'ho scritto con la "$",
    > contenti?) che per merito di Stallman & Co.

    veramente a me era familiare al tempo del C64... se poi tu a quel tempo andavi a pescare non e' colpa mia.
    e cmq, diciamocela tutta, se non fosse stato gates sarebbe stato jobs... il fatto e' che gates ha agito come uno squalo e si crede il padrone della terra sempre e comunque... probabilmente se fosse stato jobs ora avremmo lo stesso problema con un nome diverso, ma resta il fatto che l'informatica e' il futuro e metterla in mano ad una sola entita' che fa il bello e il cattivo tempo quando le pare non e' sano per una corretta evoluzione politica tecnologica e culturale.

    > Certo che M$ è arrivata buona ultima su
    > internet però oggi internet è patrimonio di
    > tutti, non solo di una elite di professori e
    > ricercatori universitari.

    gia' ma la roba che esiste da anni diventa innovazione solo quando microsoft la annuncia nei suoi promo... forse vedevi un altro modo di far diventare internet di tutti ? c'era un'altra strada per cui la compagnia "pinco pallino" facesse diventare internet di tutti ? se ne trovi un'altra benissimo... il fatto e' che nessun'altra azienda oltre a microsoft avrebbe potuto farlo... pensa che lei voleva fare Microsoft Network....

    in altri termini, mi stai dicendo: microsoft era sull'orlo di un baratro e ci e' cascata dentro scivolando e sbattendo la testa... oh che brava microsoft quando si tuffa ad angelo con triplo carpiato.

    > Un ultimo spunto: non è un caso che un
    > editore militante e intelligente come
    > Marcello Baraghini (Stampa Alternativa) la
    > cui storia personale e editoriale è
    > lontanissima dal servilismo verso le
    > multinazionali oggi stia guardando con
    > interesse al formato e-book made-in-redmond.

    forse perche' ha office e non sa usare/pensare a niente di diverso.

    > Se il mondo open-source (scusate,
    > GNU/Free-Software) non ha nulla di meglio da
    > fare che castrare sul nascere una
    > possibilità di diffusione culturale
    > realmente democratica per una difesa
    > ideologica del proprio misero orticello,
    > secondo me ha fallito in pieno la sua
    > missione.

    gia'... pero' per leggere un libro secondo le specifiche "open-source" non hai bisogno di un programma proprietario fatto da una sola azienda al costo che vuole lei e con i vincoli che vuole lei.
    secondo me sei tu che non hai capito bene qual e' il problema

    non+autenticato
  • Come Volevasi Dimostrare:

    qualsiasi persona sana di mente (leggi: "qualsiasi persona la cui unica ragione di vita non sia la fede in un sistema operativo") non può non convenire che la risposta di munehiro è il tipico esempio del GNU/pensiero più ottuso, settario e retrivo. La ragione per cui (purtroppo) i sistemi operativi free non diventeranno mai un vero standard di mercato per l'utente finale (cioè l'utenza desktop e palmtop, le persone potrebbero essere interessate a leggere gli e-book) sta tutta nella frase:

    > veramente a me era familiare al tempo del
    > C64... se poi tu a quel tempo andavi a
    > pescare non e' colpa mia.

    e mmbé?... che ce ne importa se tu conoscevi internet già ai tempi del C64. La maggior parte delle persone invece non lo conosceva, e con ciò? Amico, la comunità si è allargata, è il bello della democrazia, tutti hanno diritto di partecipare, o no? Grazie a quelli come te (e purtroppo siete tanti) le persone sane di mente non possono avvertire altro che un senso di repulsione verso il GNU/pensiero.

    Le considerazioni su chi ha inventato internet poi sono del tutto fuori tema, sfondi una porta aperta. Lo avevo già premesso io che Bill Gate$ se ne è arrivato buon ultimo, e non voglio certo dargli meriti che non ha, ma non è questo il punto. Il fatto è che è con i sistemi M$ che la Rete è diventata davvero popolare (quindi anche più democratica), è uscita dal chiuso delle università e dei laboratori di ricerca ed è entrata nelle case delle persone.

    Quanto alla battutina da applauso facile su Marcello Baraghini ("forse perche' ha office e non sa usare/pensare a niente di diverso") che dire?... denota soltanto la tua ignoranza.

    Senza offesa, ma sinceramente credo che tanta gente che sentenzia con arroganza in nome della GNU/libertà e GNU/democrazia dovrebbe capire che prima di parlare in nome della GGENTE occorrerebbe essersi fatti una visione del mondo che va oltre la propria stanzetta illuminata da 20 anni dalla luce fioca del prompt dei comandi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: daSinistra
    > Come Volevasi Dimostrare:
    >
    > qualsiasi persona sana di mente (leggi:
    > "qualsiasi persona la cui unica ragione di
    > vita non sia la fede in un sistema
    > operativo") non può non convenire che la
    > risposta di munehiro è il tipico esempio del
    > GNU/pensiero più ottuso, settario e retrivo.
    > La ragione per cui (purtroppo) i sistemi
    > operativi free non diventeranno mai un vero
    > standard di mercato per l'utente finale
    > (cioè l'utenza desktop e palmtop, le persone
    > potrebbero essere interessate a leggere gli
    > e-book) sta tutta nella frase:

    Senti "daSinistra", la stessa risposta, per lo meno in quanto al "succo", di munehiro te l'avrei data anche io, che "guardo" il mondo (sia esso internet o tutti gli altri "prodotti" digitali) da un Mac (e da tanti anni ormai). Dov'è il reader Microsoft per Mac? Rispondi a questa domanda, pensando per un attimo di essere su una sedia a rotelle (il Mac) e dover andare a pagare un bollettino postale trovandoti davanti ad una scalinata di 5 scalini, senza scivolo (gli e-book "solo" in formato MS). Sei contento? Te lo dico anch'io "da sinistra".

    Ciao.

    spiritum


    non+autenticato
  • > e cmq, diciamocela tutta, se non fosse stato
    > gates sarebbe stato jobs...

    Oppure non sarebbe stato nessuno e il mondo informatico sarebbe diverso, più simile a come lo pensavano Wozniak e i ragazzi di Stansford che hanno fondato la Sun.
    Ma l'html non va proprio bene per gli ebook? Bisogna per forza usare MS Reader o Acrobat? Per il ClearType? Questa cosa mi sfugge davvero...
    non+autenticato


  • - Scritto da: Xenon
    > > e cmq, diciamocela tutta, se non fosse
    > stato
    > > gates sarebbe stato jobs...
    >
    > Oppure non sarebbe stato nessuno e il mondo
    > informatico sarebbe diverso, più simile a
    > come lo pensavano Wozniak e i ragazzi di
    > Stansford che hanno fondato la Sun.

    In ogni caso se al posto di Billy ci fosse Jobs, o la IBM le cose sarebbero uno schifo ugualmente.
    Ma per questo dobbiamo smettere di lavorare per arrivare al mondo di Woz?

    > Ma l'html non va proprio bene per gli ebook?
    > Bisogna per forza usare MS Reader o Acrobat?
    > Per il ClearType? Questa cosa mi sfugge
    > davvero...

    Come ho detto in un altro post... con il Palm uso plucker (che funziona benissimo con l'htmlSorride
    non+autenticato


  • - Scritto da: Dixie

    > In ogni caso se al posto di Billy ci fosse
    > Jobs, o la IBM le cose sarebbero uno schifo
    > ugualmente.
    > Ma per questo dobbiamo smettere di lavorare
    > per arrivare al mondo di Woz?

    Forse... Più realisticamente, però, forse dobbiamo essere meno passivi verso chi manovra.

    > Come ho detto in un altro post... con il
    > Palm uso plucker (che funziona benissimo con
    > l'htmlSorride

    Tutto funziona benissimo con l'html!Sorride E poi gli hyperlinks, la cosa più ovvia e allo stesso tempo la più utile e innovativa in un libro. Davvero, non capisco che bisogno ci sia dell'ebook in pdf on in lit. Se poi la risposta è che ne hanno bisogno i copyright holders per gestire i "digital rights", allora è tutto un altro discorso...
    non+autenticato


  • - Scritto da: daSinistra
    > OK per il formato e-book di M$ se è l'unica
    > alternativa di qualità possibile.

    ? Non ho letto un solo commento che gli dia vantaggi.

    > La libertà di espressione letteraria è per
    > l'umanità un bene molto più grande della
    > simpatia per questo o quel sistema
    > operativo.

    Quindi io devo simpaticamente pagare dei soldi per installare un sistema operativo e avere una manciata di byte che non posso portare in metropolitana?

    > Diciamoci la verità... l'e-book è un passo
    > fondamentale per la democratizzazione del
    > sapere. Piaccia o no (a me in verità non

    ??? Un formato proprietario e' democratico fino a che il proprietario non decide il contario.

    > piace molto) dobbiamo accettare come dato di
    > fatto che Windows è il sistema operativo
    > condiviso dalla stragrande maggioranza delle
    > persone, e che Linux è patrimonio di pochi,
    > inevitabilmente settario ed elitario.

    E quindi? Io dovrei pagare per dei bit che non posso utilizzare se non nel modo in cui mi viene imposto dall'alto?

    > Penso che i computer debbano essere al
    > servizio delle persone, e non il contrario.

    Quindi non sono le persone che devono riavviare il PC ma il PC che non deve crashare? Siamo daccordo.

    > Allora, dato che Windows è - ed è destinato
    > a restare - il sistema operativo dominante,
    > penso che dovremmo pragmaticamente accettare
    > questo fatto, invece di mettere frenare la
    > diffusione democratica del Sapere per il
    > bene non dell'Umanità ma di un Sistema
    > Operativo (!!!).

    La "diffusione democratica del sapere" non puo' avvenire grazie a un formato proprietario.
    La storia poi insegna che M$ e la democrazia sono due cose ben distinte.

    > Lo so bene che Richard Stallman non sarà
    > d'accordo con me, ma dobbiamo anche prendere
    > atto che se oggi i computer sono così
    > familiari a tutti noi è più per merito di
    > Bill Gate$ (l'ho scritto con la "$",
    > contenti?) che per merito di Stallman & Co.

    Non capisco che c'entri con il formato del M$reader

    > Certo che M$ è arrivata buona ultima su
    > internet però oggi internet è patrimonio di
    > tutti, non solo di una elite di professori e
    > ricercatori universitari.

    Boh, io la usavo anche prima. In compenso io mi ricordo di M$Network... sai cos'e'?

    > Un ultimo spunto: non è un caso che un
    > editore militante e intelligente come
    > Marcello Baraghini (Stampa Alternativa) la
    > cui storia personale e editoriale è
    > lontanissima dal servilismo verso le
    > multinazionali oggi stia guardando con
    > interesse al formato e-book made-in-redmond.

    Convenienza?

    > Se il mondo open-source (scusate,
    > GNU/Free-Software) non ha nulla di meglio da
    > fare che castrare sul nascere una
    > possibilità di diffusione culturale
    > realmente democratica per una difesa
    > ideologica del proprio misero orticello,
    > secondo me ha fallito in pieno la sua
    > missione.

    Spiegami meglio il tuo concetto di "diffusione culturale realmente democratica" e il ruolo del M$reader perche' ancora mi sfugge...
    non+autenticato
  • Potrei darti la stessa risposta che ho dato al post di munehiro poco sopra.

    Quanto allo spendere dei soldi per un sistema operativo ti invito ad aprire gli occhi: le persone che non vivono per il computer (la maggioranza dei potenziali lettori di e-book) hanno il sistema operativo M$ già preinstallato quando comprano il pc, e il tempo che perderebbero a capre, installare, configurare un sistema operativo diverso avrebbe per loro un costo maggiore di vari ordini di grandezza rispetto alla licenza di Win, col risultato di diminuire il grado di compatibilità con i documenti usati dalla gente nel mondo reale (leggi "Microsoft Office").
    Per un uso home (o desktop in geenrale) non serve un os di tipo server, ma qualcosa che renda l'utente compatibile con le persone con cui si relaziona. Questa funzione Windows la svolge egregiamente nonostante i crash e le sue qualità tecniche non eccelse, anzi, per molti versi scadenti.

    A mio parere l'errore che fanno molti informatici è quello di vedere il mondo (tutto *il mondo*, non solo l'ambito ristretto del proprio lavoro) secondo il loro punto di vista, e di confondere il mezzo di comunicazione con il contenuto.
    Il fatto che il supporto degli e-book sia di tipo informatico non significa che il contenuto informativo degli e-book sia patrimonio degli informatici più che del restante parte delle persone.
    I possibili fruitori di e-book sono persone che nella stragrande maggioranza dei casi si servono dei mezzi informatici, ma non vivono in funzione di essi.
    Il GNU/pensiero in particolare nonostante a parole si batta per la democrazia non è ancora riuscito a dare una risposta agli utilizzatori del mezzo informatico, alle persone comuni, a quelli appunto che potrebbero leggersi un e-book. Per questo il GNU/pensiero continuerà a farla da padrone in sala server, ma non entrerà nelle case della gente.
    A meno che non ci sia un giorno un radicale cambiamento di sensibilità.

    E con questo ho detto tutto e non posterò più su questo argomento.
    non+autenticato
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