No, nessuno scorporo Telecom in vista

Un'intervista del presidente dell'Autorità TLC è sembrata indicare una futura possibile separazione tra rete e operatore. Ma poi una smentita spiega: Agcom non ci sta proprio pensando. Diluviano i commenti di provider e consumatori

Roma - Scorporo sì, scorporo forse, scorporo no. La separazione di Telecom Italia dalla sua stessa rete è stata oggetto, lo scorso venerdì, di un qui pro quo che ha coinvolto l'Autorità per le Comunicazioni. Che, apparentemente interessata a studiare la soluzione della scissione per un miglioramento della competitività del settore, ha poi smentito questo interesse.

Origine del presunto equivoco è un'intervista concessa a Il Sole 24 Ore da Corrado Calabrò, presidente dell'Authority, inserita in un articolo titolato Calabro': pronti a blindare la rete di Telecom Italia. L'agenzia Radiocor de Il Sole aveva infatti reso noto che "L'Autorità per le comunicazioni studia la separazione della rete di Telecom Italia dalle divisioni commerciali della stessa società", una soluzione finalizzata a garantire una maggiore trasparenza nell'utilizzo dei dati e diminuire la criticità nel rapporto con i concorrenti.

"Potremmo ispirarci al modello inglese, le valutazioni sono in corso già da un mese" - avrebbe dichiarato Calabrò - in seguito a un incontro di due giorni che si è svolto a Roma tra i rappresentanti dell'Autorithy italiana e quelli dell'Ofcom, l'Autorità inglese. Nell'arco di "un mese e mezzo-due - avrebbe aggiunto Calabrò - arriveremo ad una decisione definitiva".
Titolo e contenuti dell'intervista concessa dal garante Calabrò sarebbero però stati oggetto di fraintendimento: dopo la pubblicazione, la stessa Autorità ha tenuto a precisare, con una nota, che "nessuna ipotesi di separazione della rete Telecom Italia è all'esame dell'Agcom". "La conversazione con gli autori del servizio giornalistico - evidenzia il comunicato - si è svolta sul modello inglese che Calabrò ha ritenuto intellettualmente interessante ma con luci ed ombre. Nessun riferimento preciso è stato fatto alla situazione italiana, dove peraltro il Presidente ha sottolineato che la tecnologia e le regole sono tra le più avanzate del mondo".

Non ha manifestato stupore per quanto accaduto l'associazione dei provider AIIP, che non manca di rimarcare il dietrofront di Calabrò condividendo i contenuti di un articolo di Oscar Giannino, pubblicato al riguardo dal quotidiano Libero, secondo il quale la politica chiude gli occhi "di fronte agli eccessi ed agli abusi del monopolista" stabilendo un legame, tra Autorità e Politica, che non dovrebbe esistere essendo le Autorità "indipendenti". "AIIP - afferma l'associazione in una nota - ritiene che, se confermata, la denuncia di Libero sia di una estrema gravità e si chiede chi e come abbia costretto il Presidente Calabrò, a capo di una autorità indipendente a rimangiarsi l'intervista e a "doversi produrre in una imbarazzata ed imbarazzante autosmentita".

Anche Assoprovider, nella giornata di sabato, ha commentato la vicenda: "L'intervento di Calabrò è quindi da leggersi come un puro esercizio intellettuale, non orientato in alcun modo ad una azione concreta sul caso italiano, diverso e quindi da risolvere con i metodi già efficacemente, a suo parere, messi in campo dalla italianissima AGCOM. Male. Avremmo preferito il Calabrò in versione più aggressiva. La separazione di Telecom Italia è un' istanza sollevata da molteplici ed eterogenee voci e del settore (...) L'AGCOM avrebbe il dovere di prendere quanto meno in esame questa ipotesi, invece di zittirla".

Anche l'associazione degli utenti Anti Digital Divide ha commentato la vicenda spiegando di vedere con favore "qualsiasi iniziativa che permetta all'Italia di uscire dal medioevo delle telecomunicazioni e favorisca la creazione di una rete nazionale di interesse pubblico. Alla nostra associazione spiace constatare che l'Autorità garante non stia nemmeno valutando delle ipotesi per la separazione di Telecom Italia, questo dimostra quanto utenti e provider siano poco ascoltati dall'autorità e dà un grande input a Telecom Italia per proseguire con i suoi comportamenti anticoncorrenziali". Il riferimento dell'Associazione è alla lettera sullo scorporo che proprio gli utenti avevano inviato al ministro delle TLC, Paolo Gentiloni, ottenendo peraltro il suo interessamento.

Dario Bonacina
51 Commenti alla Notizia No, nessuno scorporo Telecom in vista
Ordina
  • Ragazzi stiamo parlando di scorporo secondo il modello inglese cioè, la divisione dell'infrastruttura in 2 società distinte, rete-servizi. Le 2 società rimarrebbero sempre in mano a telecom, solo dovrebbero essere indipendenti. La società che si occupa della rete dovrebbe garantire la parità di trattamento a tutti gli operatori, i consiglieri di questa società dovrebbero essere indipendenti ed in maggioranza provenienti dai concorrenti di Telecom cosa ben diversa dagli attuali consiglieri "indipendenti" di telecom Italia.
    http://www.antidigitaldivide.org/index.php?module=...

    Quindi i discorsi, lo stato non deve tornare in telecom oppure,le reti costruite dagli altri operatori non servirebbero più, non reggono.
    Le proprie reti agli altri operatori servirebbero eccome, in quanto utilizzando le proprie reti non dovrebbero pagare il canone alla società di telecom che gestisce la rete.

    Discorso diverso e indipendente dal primo è far tornare centrali telefoniche e doppini(ultimo miglio, tratto che va dalle centrali telefoniche a casa dell'utente) di proprietà pubblica.
    Significherebbe avere una vera "democrazia telefonica", cioè il doppino dovrebbe essere di proprietà dell'utente che deciderebbe a quale apparecchiatura(e a quale società) collegarlo.
    Le centrali telefoniche diverrebbero un accesso neutro per tutti gli operatori. Anche in questo caso le infrastrutture costruite dagli altri operatori non sarebbero inutili anzi sarebbe un vantaggio per chi ha investito perchè le reti arrivano appunto fino alle centrali, non vanno a replicare centrali e doppini telefonici, come è giusto che sia.
    In realtà delle centrali sono già di proprietà pubblica cioè sono del comune che poi le da in affitto/gestione a telecom, questa poi chiede dei canoni agli altri operatori se vogliono montare le proprie apparecchiature in centrale (p.e. dslam). Questi canoni non sono proprio equi, quindi costituiscono una barriere per gli altri operatori, con un accesso neutro tutti gli operatori accederebbero alle centrali allo stesso modo.


    LA PRIVATIZZAZIONE TELECOM

    Andando con ordine dal 1998 al 2001 la Telecom cambia tre volte padrone.
    Nel 97 dopo la privatizzazione,(la rete di accesso, ultimo miglio e centrali, sarebbe dovuta rimanere statale), le azione della telecom vengono cedute a più di 2 milioni di risparmiatori il controllo lo ha un gruppo ristretto di azionisti che fa capo alla famiglia agnelli, dopo circa 2 anni colaninno lancia una OPA ostile, si fa prestare i soldi dalla banche per rastrellare le azioni telecom, un volta avuta la proprietà gira il debito contratto con le banche alla stessa telecom, debito che ripaga con canone e tariffe telefoniche salatissime.
    Dal 2001 il nuovo azionista di Telecom è la società olimpia di Marco Tronchetti Provera e dei Benetton a cui per avere la proprietà di telecom è bastato comprare la partecipazioni di controllo della Olivetti dalla società finanziaria lussemburghese Bell, la partecipazione Bell bastava a governare la olivetti che a sua volta aveva in pancia Telecom Italia. Così anche il tronchetto dell'infelicità senza sborsare una lira del vecchio conio si è aggiudicato telecom.
    http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0...
    Ma la finanza creativa del tronchetto non è finita qui, siccome telecom aveva pochi debiti 33 miliardi di euro il tronchetto ha deciso di lanciare un OPA su TIM (per garantirsi il grande flusso di cassa proveniente dal mercato mobile) per fondere Telecom con TIM. Operazione che è costata circa 15 miliardi di euro che anche in questo caso sono andati ad aumentare il debito di Telecom Italia ora Telecom/TIM che è ad oggi di circa 44 miliardi di euro e che ripaghiamo noi con tariffe e canoni telefonici/adsl scandalosamente alti rispetto all'europa.
    http://www.antidigitaldivide.org/index.php?module=...

    GunsRoses
    http://www.antidigitaldivide.org/index.php
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    Modificato dall' autore il 12 giugno 2006 16.46
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  • Tutto vero....ma strano che da nessuna parte ricordi di citare chi fece la bella impresa di svendere Telecom Italia.
    E' bene ricordarlo, visto che sono gli stessi che oggi pretendono di governarci e di autoregalarsi altri gioellini nazionali.
    Prodino e D'Alemuccio. Due belle teste che fanno solo i propri affari.
    non+autenticato
  • Guardate in pratica cosa hanno combinato con la privatizzazione di telecom:

    Per decine di anni e' stata costruita una infrastruttura (SIP) grandissima e complessa con i soldi della gente (tasse); e' stata ceduta ad un pugno di privati (banche + un imprenditore di facciata) per una certa cifra (non voglio qui' discutere se fosse adeguata ma i dubbi comunque ci sono) che pero' ha INDEBITATO la nuova societa' che eredita' tutto dalla SIP e viene rinominata Telecom Italia....
    ORA:
    Noi dovremmo
    1) Ripagare ad un privato (a parte il normale costo di manutenzione e aggiornamento per anni i costi sono stati stratosferici) per usare servizi di strutture che abbiamo gia' pagato allo stato.
    2) Accollarci i debiti (visto che alla fine PAGHIAMO NOI) che questi privati hanno contratto per acquistare TI dallo Stato.
    Quindi abbiamo:
    Lo stato (le istituzioni e i loro dirigenti) che ci guadagna qualcosa che pero' non intacca minimamente il nostro debito pubblico, fanno un favore a dei privati i quali NOn rischiano quasi nulla perche' accollano i costi alla societa' e forti di una posizione dominante nel settore commerciale e di monopolio in quello infrastrutturale/ingrosso hanno scarsissima concorrenza

    Da notare che nel settore all' ingrosso solo di recente i concorrenti hanno cominciato a crearsi una loro infrastruttura ma e' ovvio che
    1) Ci vorra' tempo prima che raggiunga la capillarita' di quella di Telecom e comunque si avranno inutili doppioni... avremmo potuto usare un' unica struttura condivisa a costi minori per tutti, cioe' abbiamo pagato tasse per 60 anni per far nascere una azienda privata? Bah...
    2) nel FRATTEMPO i costi del DIVARIO tra Telecom e i concorenti chi li PAGA? Ovviamente noi perche' intanto che la concorrenza raggiunge l' incumbent, questo fa il suo mercato.... e certamente non ci regala nulla.
  • "La separazione di Telecom Italia dalla sua stessa rete"
    Ehm la SUA STESSA RETE di Telecom Italia fu realizzata molti ma molti anni fa' con i soldi STATALI ... e noi oggi sopra ci paghiamo il canone.
    Visto che la Telecom non ha fatto praticamente nulla su quella rete ne aggiornandola ne migliorandola (ha cambiato qualche centralina delle piu' obsolete ma basta li..) non vedo perche' bisogna considerarla LA SUA STESSA RETE. Non e' SUA. E' DEL POPOLO ITALIANO che l'ha gia' PAGATA.

    Non si possono privatizzare le infrastrutture, ma solamente i servizi.
  • > Non e' SUA. E' DEL POPOLO ITALIANO
    > che l'ha gia' PAGATA.

    Veramente l'ha pagata anche Telecom quando fu privatizzata. Prenditela con il governo di allora
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > > Non e' SUA. E' DEL POPOLO ITALIANO
    > > che l'ha gia' PAGATA.
    >
    > Veramente l'ha pagata anche Telecom quando fu
    > privatizzata. Prenditela con il governo di
    > allora
    L'hanno pagata, ma l'hanno pagata POCO.
    Pochi milioni per avere il controllo.
    Sveglia, quella è tutta fuffa fra amici del quartierino.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > > Non e' SUA. E' DEL POPOLO
    > ITALIANO

    > > > che l'ha gia' PAGATA.
    > >
    > > Veramente l'ha pagata anche Telecom quando fu
    > > privatizzata. Prenditela con il governo di
    > > allora
    > L'hanno pagata, ma l'hanno pagata POCO.
    > Pochi milioni per avere il controllo.
    > Sveglia, quella è tutta fuffa fra amici del
    > quartierino.

    Andando con ordine dal 1998 al 2001 la Telecom cambia tre volte padrone.
    Nel 97 dopo la privatizzazione,(la rete di accesso, ultimo miglio e centrali, sarebbe dovuta rimanere statale, le azione della telecom vengono cedute a più di 2 milioni di risparmiatori il controllo lo ha un gruppo ristretto di azionisti che fa capo alla famiglia agnelli, dopo circa 2 anni colaninno lancia una OPA ostile, si fa prestare i soldi dalla banche per rastrellare le azioni telecom, un volta avuta la proprietà gira il debito contratto con le banche alla stessa telecom, debito che ripaga con canone e tariffe telefoniche salatissime.
    Dal 2001 il nuovo azionista di Telecom è la società olimpia di Marco Tronchetti Provera e dei Benetton a cui per avere la proprietà di telecom è bastato comprare la partecipazioni di controllo della Olivetti dalla società finanziaria lussemburghese Bell, la partecipazione Bell bastava a governare la olivetti che a sua volta aveva in pancia Telecom Italia. Così anche il tronchetto dell'infelicità senza sborsare una lira del vecchio conio si è aggiudicato telecom.
    http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0...
    Ma la finanza creativa del tronchetto non è finita qui, siccome telecom aveva pochi debiti 33 miliardi di euro il tronchetto ha deciso di lanciare un OPA su TIM (per garantirsi il grande flusso di cassa proveniente dal mercato mobile) per fondere Telecom con TIM. Operazione che è costata circa 15 miliardi di euro che anche in questo caso sono andati ad aumentare il debito di Telecom Italia ora Telecom/TIM che è ad oggi di circa 44 miliardi di euro e che ripaghiamo noi con tariffe e canoni telefonici/adsl scandalosamente alti rispetto all'europa.

    GunsRoses
    http://www.antidigitaldivide.org/index.php
    non+autenticato
  • > "La separazione di Telecom Italia dalla sua
    > stessa
    > rete"
    > Ehm la SUA STESSA RETE di Telecom Italia fu
    > realizzata molti ma molti anni fa' con i soldi
    > STATALI ... e noi oggi sopra ci paghiamo il
    > canone.
    Quoto tutto.

    Ma non ci si può fare molto oggi.

    Lo scorporo andava fatto quando Telecom era statale. Ovvero da Prodi e D'Alema.

    Si doveva privatizzare il servizio, non pure tutta l'infrastruttura che abbiamo pagato noi.
    non+autenticato
  • Sempre la politica di mezzo, non c'è nulla da fare.

    Quando si parla di Telecom, non è possibile non far riferimento a chi ha causato il pasticciaccio attuale.

    Perché D'Alema ha svenduto Telecom? Che interessi aveva nel non creare vera concorrenza PRIMA di vendere una società importante come Telecom?

    Svendere per quattro soldi Telecom Italia agli amici? Probabile.

    Peccato che ora chi ne paga le conseguenze a suon di 24 euro bimestrali siamo proprio noi italiani.

    24 euro di canone che dovevano servire per ampliare la rete adsl, 24 euro che servono per pagare i debiti di Tronchetti oggi e di Colaninno prima.

    Perché Prodi non è partito subito col separare rete e clienti? Ci voleva un mago per capirlo? Potevano chiamare l'899...o fare qualche seduta spiritica.

    Ora, a distanza di più di 5 anni si parla ancora del pasticcio-Telecom. Bene, ma è tardi. La separazione andava fatta prima di vendere. Ora non si può di certo ritogliere Telecom ai privati e farne uno spezzatino.

    La lungimiranza di Prodi è stata grande. Ma solo per i suoi amici, i suoi e quelli di D'Alema.
    non+autenticato
  • SE l'avessero fatt all'inizio della liberalizzazione avrebbe avuto un senso. Ora non è più una cosa realistica. Pensate a Fastweb, libero, tele2, tiscali che hanno speso milioni per costruire le proprie reti. diventerebbero inutili se ci fosse lo scorporo.
    Gli operatori veri hanno capito che bisogna farsi una rete staccata da quella della telecom e infatti la copertura si sta espandendo a ritmi molto veloci.
    Se poi i piccoli provider non hanno soldi soldi per frsi una rete, beh, è il mercato che decide...
    non+autenticato
  • > SE l'avessero fatt all'inizio della
    > liberalizzazione avrebbe avuto un senso. Ora non
    > è più una cosa realistica. Pensate a Fastweb,
    > libero, tele2, tiscali che hanno speso milioni
    > per costruire le proprie reti. diventerebbero
    > inutili se ci fosse lo
    > scorporo.
    Ma lo scorporo è impossibile. Telecom è privata.
    E non si può andare da Tronchetti e dirgli che D'Alema ha venduto Telecom per finta.
    Non si può espropriare Telecom, farla ridiventare pubblica e poi ridividerla. E' cosa fuori del mondo.
    Prodi ci avrebbe dovuto pensare PRIMA.
    non+autenticato
  • Leggetevi cos'è il modello inglese..
    Lo scorporo non significa statalizzare la rete!!!!
    non+autenticato
  • Ma ti pare possibile che in Italia si espropri un'impresa privata????
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Ma ti pare possibile che in Italia si espropri
    > un'impresa
    > privata????

    Non è questione di espropri, è una divisione forzata. Il problema è che la sinistra lo farebbe solo contro Mediaset perchè è di Berlusconi e solo per quello. Malgrado non sia affato in regime di monopolio.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > Ma ti pare possibile che in Italia si espropri
    > > un'impresa
    > > privata????
    >
    > Non è questione di espropri, è una divisione
    > forzata. Il problema è che la sinistra lo farebbe
    > solo contro Mediaset perchè è di Berlusconi e
    > solo per quello.
    Mediaset non c'entra molto con Telecom.
    Se tutto andrà per il meglio fra qualche anno gli accordi commerciali saranno ancora più intensi, probabilmente c sarà uno scambio di partecipazioni più forte e si creerà un grande polo italiano delle telecomunicazioni. Così forse saremo in grado di competere con i grandi gruppi esteri. E voglio proprio vedere se l'Europa bloccherà tutto. D'altronde non ha bloccato nemmeno la fusione fra le due società francese e belga del gas quando l'enel aveva cercato di acquisirne una.
    Se vogliamo competere, le nostre imprese non vanno fatte a pezzi, ma lasciate crescere.
    Non capisci perché qui tutti ce l'abbiano con Telecom. Se la prendano con chi ha privatizzato, ma ora che le cose stanno così non possiamo bloccare lo sviluppo delle nostre imprese, quando all'estero fanno di tutto per farle crescere.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > >
    > > - Scritto da:
    > > > Ma ti pare possibile che in Italia si espropri
    > > > un'impresa
    > > > privata????
    > >
    > > Non è questione di espropri, è una divisione
    > > forzata. Il problema è che la sinistra lo
    > farebbe
    > > solo contro Mediaset perchè è di Berlusconi e
    > > solo per quello.
    > Mediaset non c'entra molto con Telecom.
    > Se tutto andrà per il meglio fra qualche anno gli
    > accordi commerciali saranno ancora più intensi,
    > probabilmente c sarà uno scambio di
    > partecipazioni più forte e si creerà un grande
    > polo italiano delle telecomunicazioni. Così forse
    > saremo in grado di competere con i grandi gruppi
    > esteri. E voglio proprio vedere se l'Europa
    > bloccherà tutto. D'altronde non ha bloccato
    > nemmeno la fusione fra le due società francese e
    > belga del gas quando l'enel aveva cercato di
    > acquisirne
    > una.
    > Se vogliamo competere, le nostre imprese non
    > vanno fatte a pezzi, ma lasciate
    > crescere.
    > Non capisci perché qui tutti ce l'abbiano con
    > Telecom. Se la prendano con chi ha privatizzato,
    > ma ora che le cose stanno così non possiamo
    > bloccare lo sviluppo delle nostre imprese, quando
    > all'estero fanno di tutto per farle
    > crescere.

    Ma per favore. La Telecom va smembrata o il massimo che farà sarà un botto più grosso di quello di Parmalat. Telecom è un'azienda in perdita che sopravvive grazie alla situazione di monopolio e basta.

    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > > SE l'avessero fatt all'inizio della
    > > liberalizzazione avrebbe avuto un senso. Ora non
    > > è più una cosa realistica. Pensate a Fastweb,
    > > libero, tele2, tiscali che hanno speso milioni
    > > per costruire le proprie reti. diventerebbero
    > > inutili se ci fosse lo
    > > scorporo.
    > Ma lo scorporo è impossibile. Telecom è privata.
    > E non si può andare da Tronchetti e dirgli che
    > D'Alema ha venduto Telecom per
    > finta.
    > Non si può espropriare Telecom, farla ridiventare
    > pubblica e poi ridividerla. E' cosa fuori del
    > mondo.
    > Prodi ci avrebbe dovuto pensare PRIMA.

    Con lo scorporo rimarrebbe privata.
    Leggiti cosa fu fatto in USA con la AT&T
    E cosa hanno fatto recentemente in Inghilterra...
    Certamente paesi NOn comunisti ne statalisti
    E' la normale funzione dell' AntiTrust.

  • - Scritto da: Alessandrox
    >
    > - Scritto da:
    > > > SE l'avessero fatt all'inizio della
    > > > liberalizzazione avrebbe avuto un senso. Ora
    > non
    > > > è più una cosa realistica. Pensate a Fastweb,
    > > > libero, tele2, tiscali che hanno speso milioni
    > > > per costruire le proprie reti. diventerebbero
    > > > inutili se ci fosse lo
    > > > scorporo.
    > > Ma lo scorporo è impossibile. Telecom è privata.
    > > E non si può andare da Tronchetti e dirgli che
    > > D'Alema ha venduto Telecom per
    > > finta.
    > > Non si può espropriare Telecom, farla
    > ridiventare
    > > pubblica e poi ridividerla. E' cosa fuori del
    > > mondo.
    > > Prodi ci avrebbe dovuto pensare PRIMA.
    > Con lo scorporo rimarrebbe privata.
    Privata e in mano allo stesso padrone.
    Lo scorporo andava fatto prima della vendita.
    Ora non ci resta che pagare i debiti di Colaninno e di Tronchetto.
    possibile che debbano sempre pagare gli utenti per le cazzate di sti politici da quattro soldi?
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > > SE l'avessero fatt all'inizio della
    > > liberalizzazione avrebbe avuto un senso. Ora non
    > > è più una cosa realistica. Pensate a Fastweb,
    > > libero, tele2, tiscali che hanno speso milioni
    > > per costruire le proprie reti. diventerebbero
    > > inutili se ci fosse lo
    > > scorporo.
    > Ma lo scorporo è impossibile. Telecom è privata.
    > E non si può andare da Tronchetti e dirgli che
    > D'Alema ha venduto Telecom per
    > finta.
    > Non si può espropriare Telecom, farla ridiventare
    > pubblica e poi ridividerla. E' cosa fuori del
    > mondo.
    > Prodi ci avrebbe dovuto pensare PRIMA.


    Si potrebbe eccome invece. Reagan negli anni '80 lo fece negli USA.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > > SE l'avessero fatt all'inizio della
    > > > liberalizzazione avrebbe avuto un senso. Ora
    > non
    > > > è più una cosa realistica. Pensate a Fastweb,
    > > > libero, tele2, tiscali che hanno speso milioni
    > > > per costruire le proprie reti. diventerebbero
    > > > inutili se ci fosse lo
    > > > scorporo.
    > > Ma lo scorporo è impossibile. Telecom è privata.
    > > E non si può andare da Tronchetti e dirgli che
    > > D'Alema ha venduto Telecom per
    > > finta.
    > > Non si può espropriare Telecom, farla
    > ridiventare
    > > pubblica e poi ridividerla. E' cosa fuori del
    > > mondo.
    > > Prodi ci avrebbe dovuto pensare PRIMA.
    > Si potrebbe eccome invece.
    Non è più possibile far tornare Telecom pubblica. Figuriamoci se l'Europa lo consentirebbe.
    non+autenticato
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