Novell, l'identity management è open

La celebre softwarehouse americana ha ufficialmente lanciato Bandit, piattaforma open source per l'identity management che ambisce a diventare standard del settore. I dettagli

Waltham (USA) - Novell ha presentato al pubblico un proprio progetto open source, chiamato Bandit, dedicato allo sviluppo di una piattaforma aperta per la gestione delle identità digitali (identity managament).

Partito in sordina all'inizio dell'anno, Bandit ha già partorito un primo insieme di componenti open source progettati per la gestione delle identità nelle transazioni on-line. Questi componenti faranno parte di una piattaforma con cui Novell spera di unificare le tecnologie di identity managament oggi in circolazione e fornire alle aziende i mattoni con cui costruire sistemi per le identità tra loro interoperabili.

Bandit si appoggia su diverse specifiche aperte preeesistenti, tra cui quelle nate in seno al Web Services Interoperability Consortium (WS-I), al Liberty Alliance Project e alla comunità Eclipse.org: da quest'ultima Novell ha preso in prestito il codice di Higgins, un framework promosso da Novell e IBM per omogeneizzare l'accesso ai sistemi di identity managament preesistenti.
Bandit si è già guadagnato il supporto di alcuni colossi del settore informatico, tra cui IBM, Sun, Symantec e persino Microsoft, sempre più interessata a rendere la propria piattaforma per l'autenticazione interoperabile con quelle utilizzate sui sistemi Unix e Linux.

Novell ha contribuito al progetto Bandit con il codice di alcune sue tecnologie, in particolare un motore di database e un gestore di credenziali. L'azienda incorpora già alcuni dei servizi di Bandit all'interno del proprio sistema operativo Suse Linux.
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