Speciale/ Più la rabbia che l'orgoglio

a cura di Massimo Mantellini. Cosa c'è dietro la crociata legale con cui Oriana Fallaci cerca di reprimere la diffusione del suo celebre articolo, pubblicato da decine di siti internet? Diffidata dalla Fallaci, la risposta di S. Zandiri

Speciale/ Più la rabbia che l'orgoglioRoma - Confesso che quando qualche giorno fa Simonetta Zandiri mi ha fatto leggere la diffida giuntale da parte del legale di Oriana Fallaci e dell'editore RCS che la accusano di aver pubblicato senza autorizzazione l'ormai famoso articolo "La rabbia e l'orgoglio" sul suo sito web ho per un attimo pensato che fosse ormai inevitabile ricorrere a qualche forma di resistenza civile.

Esiste un limite di buonsenso che la diffida dei legali della autrice de "La rabbia e l'orgoglio" ha infatti ampiamente superato: non può definirsi diversamente l'accanimento mostrato contro la duplicazione di un articolo giornalistico, già pubblicato in grande evidenza dal Corriere della Sera del 29 settembre scorso, su siti web che lo "copiano" al di fuori di ogni ipotesi di lucro. Ed insieme al buonsenso i legali della Fallaci e della Rizzoli Corriere della Sera scelgono di ignorare anche una idea, quella dei diritti dei lettori, con la quale dovremo tutti - noi e loro - prima o poi iniziare a fare i conti anche in Italia.

Per chiarire un po' meglio vale la pena di citare uno dei capisaldi della applicazione su Internet della cosiddetta dottrina del fair use nelle parole ormai famose di Philippe Queau pronunciate all'European IT Forum di Parigi del 1995:
"Alle zone privilegiate, private, dei "copyright" bisognerà opporre delle zone generose, di distribuzione dell'informazione, che serviranno la distribuzione gratuita delle idee, indirizzata soprattutto verso le scuole, verso l'educazione in senso lato, verso i paesi in via di sviluppo, mediante le azioni necessarie a ridurre le distanze tra gli "have" e gli "have not", tra chi ha e chi non ha, tra gli info-ricchi e gli info-poveri. Queste azioni potrebbero appoggiarsi su un aspetto del diritto d'autore e del diritto morale di proprietà, concetto molto interessante della giurisprudenza anglosassone, che è il diritto di "fair use": un diritto che non è dell'autore, ma del lettore, non del proprietario dell'opera, ma dell'utente, perché bisogna pensare anche al bene comune e il bene comune esige che si protegga non soltanto il diritto degli autori, ma anche quello degli utenti."

Si tratta di una citazione lunga ma necessaria poichè la giurisprudenza italiana sembra particolarmente restia ad occuparsi dei diritti del lettore mentre, come si vede, dei diritti degli autori ci si può occupare con sufficiente alacrità, anche in relazione a leggi dello stato sempre più stringenti.

Per queste ragioni, in funzione di questa insostenibile asimmetria fra i diritti accertati degli autori e quelli ignorati degli utenti, la mia prima reazione alla lettura della diffida è stata quella che per una volta fosse il caso di resistere, invitando i lettori alla ormai vecchia e consolidata pratica di mirroring delle pagine incriminate.

Poi ho cambiato idea. Vi spiego perchè.

Gia nei giorni successivi alla pubblicazione de "La rabbia e l'orgoglio" i lettori del Corriere si erano trovati nella poco invidiabile situazione di animare un forum sul sito web del giornale senza poter leggere il pezzo di cui si stava discutendo: di questo e di altre stranezze Simonetta Zandiri aveva scritto su Punto Informatico. Le voci di corridoio sussurravano già allora che La Fallaci avesse vietato la riproduzione del pezzo in questione che avrebbe dovuto far parte (come poi è avvenuto) di un libro di successiva pubblicazione. Per qualche tempo l'articolo era in seguito ricomparso sul web del Corriere per poi scomparire di nuovo. Ma a parte la ondivaga scomparsa/comparsa/riscomparsa su corriere.it, il pezzo della Fallaci, è stato comunque duplicato/pubblicato/letto centinaia di volte sul web.

Basta fare una rapida ricerca su un motore qualsiasi per trovare decine e decine di copie "abusive" del lavoro in questione, nella stragrande maggioranza dei casi incollate dentro pagine web personali, dentro siti di scuole pubbliche, di associazioni politiche e perfino nelle pagine web personali del Presidente della Regione Piemonte Enzo Ghigo. Chissà se gli avvocati hanno diffidato anche Ghigo (insieme alle centinaia di altre persone che hanno riprodotto l'articolo sul web, dentro mailing list o newsgroup e in chissà quali altri posti della Internet non solo italiana) per aver "posto in essere una duplicazione senza il consenso del titolare dei diritti sull'opera". Chissà se hanno chiesto conto di tale illecito utilizzo al Centro Walter Tobagi, a qualche decina di scuole pubbliche medie e superiori che hanno utilizzato l'articolo come materiale didattico, se hanno diffidato il sito di Forza Italia della Regione Emilia Romagna o la rivista politica Quaderni Radicali per averne indebitamente copiato il contenuto. E sarebbe poi interessante sapere se il sito web del TG5 abbia ricevuto l'autorizzazione alla pubblicazione del pezzo (che nemmeno il Corriere ha più) o se la medesima diffida spedita a Simonetta sia giunta alla sede di Alleanza Nazionale di Mestre sul cui sito web l'articolo è tutt'ora, come in tutti quelli appena citati, accessibile. Chissà infine se i legali della scrittrice e giornalista fiorentina hanno esteso il fermo invito alla rimozione anche a Google attraverso la cui memoria cache qualsiasi utente della rete Internet fino a pochi giorni fa poteva raggiungere la vecchia versione "legale " del pezzo pubblicata sul web del Corsera. Oggi per qualche ragione tale link non è più attivo.

Ecco, come vedete la mia era una idea assurda: non esiste alcuna necessità di mirrorare alcunchè. Solo il pensiero di limitare la diffusione in rete di un pezzo giornalistico che tante polemiche e discussioni ha scatenato, è al di fuori da ogni applicabilità. Sarebbe già tanto rivolgere simili attenzioni a chi ha utilizzato per fini commerciali l'articolo della Fallaci, limitando in questo modo un diritto di sfruttamento economico che ha invece più di una ragione per essere tutelato.

Altre e meno grossolane di quelle tentate oggi sono invece le strade per tutelare gli autori nell'era digitale nei confronti della diffusione fra i lettori dei parti del loro ingegno. Altra dovrebbe essere poi, da parte di tutti, magistrati e legislatori compresi, la considerazione dei diritti stessi dei lettori, specialmente quando, come in questo caso, essi coincidono con l'interesse comune.

Quanto poi ad Oriana Fallaci ed alle sue pretese di controllare il frutto del proprio lavoro in maniera tanto stringente, la scrittrice ci perdonerà un piccolo suggerimento: "Pensi alle biblioteche!". Sono piene di volumi da lei scritti sui quali i lettori continuano, impunemente, a non pagare alcun dazio. La biblioteca come eccezione alle leggi che regolano il sistema del diritto d'autore sembra l'unico punto serio da cui partire per continuare a garantire il primato della libera circolazione delle idee anche ai tempi di Internet. Gli autori dovranno prima o poi prendere atto che da quando le loro parole sono diventate bit le dimensioni fisiche delle nostre biblioteche si sono enormemente allargate e che tale ampliamento non può e non deve essere considerato un limite.

Massimo Mantellini
TAG: censura
121 Commenti alla Notizia Speciale/ Più la rabbia che l'orgoglio
Ordina
  • Legge 22 aprile 1941, n. 633(1). Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio.

    << Capo V - Utilizzazioni libere
    65. Gli articoli di attualità, di carattere economico, politico, religioso, pubblicati nelle riviste o giornali, possono essere liberamente riprodotti in altre riviste o giornali, anche radiofonici, se la riproduzione non è stata espressamente riservata, purché si indichino la rivista o il giornale da cui sono tratti, la data e il numero di detta rivista o giornale e il nome dell'autore, se l'articolo è firmato.>>

    Come la mettiamo con questo dispositivo di legge? Non mi risulta che il Corriere del 29/9/01, a differenza degli articoli su Panorama, riportasse il divieto di pubblicazione dell'articolo.
    Cosa ne pensate?


    non+autenticato
  • Il testo della legge sul diritto d'autore si può trovare sul sito dell'ordine dei giornalisti della Lombardia alla pagina web:

    http://www.odg.mi.it/DIR_AUTO/autore5.htm
    non+autenticato
  • Ma la BABBIONA è viva ancora?
    non+autenticato
  • La Fallaci per me è morta, con gente come questa che orgoglio e che rabbia vogliamo avere ? E' tutto condizioniato dal portafoglio, la gente come noi se non cambia testa merita davvero di essere sterminata !
    Siamo davvero su una strada di decadenza allucinante, e ci perdiamo via per queste cazzate.
    La Fallaci dovrebbe essere contente della notorietà che ha avuto grazie a questi signori.
    Se si ragiona solo in base al denaro si va valutati in base anche a questo, e che riguardo merita una persona come questa che sbava per i soldi dei diritti ?
    Tieni il tuo libro, io di rabbia e orgoglio ne ho già abbastanza senza leggere le tue quattro righe da vecchia gallina rincoglionita.
    Censurate gente censurate...
    non+autenticato
  • peccato che lei non sentira mai questo commento...

    - Scritto da: Fallaccio
    > La Fallaci per me è morta, con gente come
    > questa che orgoglio e che rabbia vogliamo
    > avere ? E' tutto condizioniato dal
    > portafoglio, la gente come noi se non cambia
    > testa merita davvero di essere sterminata !
    > Siamo davvero su una strada di decadenza
    > allucinante, e ci perdiamo via per queste
    > cazzate.
    > La Fallaci dovrebbe essere contente della
    > notorietà che ha avuto grazie a questi
    > signori.
    > Se si ragiona solo in base al denaro si va
    > valutati in base anche a questo, e che
    > riguardo merita una persona come questa che
    > sbava per i soldi dei diritti ?
    > Tieni il tuo libro, io di rabbia e orgoglio
    > ne ho già abbastanza senza leggere le tue
    > quattro righe da vecchia gallina
    > rincoglionita.
    > Censurate gente censurate...
    non+autenticato
  • Perchè non gli mandiamo tutti quanti una lettera alla fallaci per fargli ritirare la diffida? :=)
    non+autenticato


  • - Scritto da: L&P
    > Perchè non gli mandiamo tutti quanti una
    > lettera alla fallaci per fargli ritirare la
    > diffida? :=)

    a chi?
    e chi se ne frega della fallaci.
    non vale 1 mail la vegliarda.
    non+autenticato


  • - Scritto da: luca
    >
    >
    > - Scritto da: L&P
    > > Perchè non gli mandiamo tutti quanti una
    > > lettera alla fallaci per fargli ritirare
    > la
    > > diffida? :=)

    FarLE, non fargli... aleno lei scrive in italiano...
    non+autenticato


  • - Scritto da: LE
    >
    >
    > - Scritto da: luca
    > >
    > >
    > > - Scritto da: L&P
    > > > Perchè non gli mandiamo tutti quanti
    > una
    > > > lettera alla fallaci per fargli
    > ritirare
    > > la
    > > > diffida? :=)

    ma la fellaci non è un maschio?

    >
    > FarLE, non fargli... aleno lei scrive in
    > italiano...
    non+autenticato
  • Intervengo brevemente sul "caso Fallaci" per fare un paio di considerazioni secondo me importanti:

    1- appropriarsi illecitamente dell'opera altrui è sempre un atto da condannare, a meno che, come giustamente ricordato, non sia volto "...a ridurre le distanze tra gli "have" e gli "have not", tra chi ha e chi non ha, tra gli info-ricchi e gli info-poveri". ora, non mi sembra decisamente questo il caso.

    2- che la Fallaci abbia querelato tutti o solo la Zandiri non ha ugualmente rilevanza. il reato rimane, anche se non tutti coloro che lo commettono vengono puniti.

    3- io non so quali siano state le reali motivazioni della Zandiri nel decidere di copiare sul suo sito l'articolo della Fallaci, nè mi interessa saperlo. quello che mi sembra ovvio è che comunque il sito in questione ha carattere commerciale e il sospetto che l'idea fosse quella di farsi un pò di pubblicità alle spalle della Fallaci mi sembra abbastanza fondato.

    4- la riflessione che mi sembra più importante è comunque questa: il fatto che la tecnologia consenta di copiare e distribuire con più facilità l'opera altrui non rende quest'atto legale. è ora di smetterla di diffondere idee di questo genere. è indispensabile che anche online vigano regole certe, altrimenti si lascia libero sfogo all'anarchia che oggi danneggia me ma domani potrebbe danneggiare anche te. gli esseri umani hanno deciso di darsi delle regole per rendere la vita di TUTTI più accettabile e tranquilla. non vedo perchè su Internet si dovrebbe continuare ad andare avanti con la legge della giungla.

    un saluto

    Paolo Vanossi
    non+autenticato


  • - Scritto da: affisch
    > Intervengo brevemente sul "caso Fallaci" per
    > fare un paio di considerazioni secondo me
    > importanti:
    >
    > 1- appropriarsi illecitamente dell'opera
    > altrui è sempre un atto da condannare, a
    > meno che, come giustamente ricordato, non
    > sia volto "...a ridurre le distanze tra gli
    > "have" e gli "have not", tra chi ha e chi
    > non ha, tra gli info-ricchi e gli
    > info-poveri". ora, non mi sembra decisamente
    > questo il caso.

    E perchè mai non le sembra il caso? L'articolo della Fallaci, meglio, l'estratto del suo libro, è divenuto rapidamente un caso nazionale, tanto per le opinioni espresse, quanto per le modalità di espressione. Non credo sia possibile costringere tutti coloro che - perso il numero del Corriere della Sera contente l'estratto "originale" - non hanno acquistato il libro in questione, solo per non rimanere esclusi da simile fatto di attualità. Altrimenti si dovrebbe ritenere che la pubblicazione sul Corriere della Sera dell'estratto, altro non sia stata che una becera operazione pubblicitaria per montare un caso e, quindi, vendere il libro di conseguenza.
    Nessuno qui si è appropriato illecitamente dell'opera altrui. Anche perchè mi sembra che la legge sul diritto d'autore contempli chiaramente la possibilità di pubblicare estratti, ove si citi fonte ed autore e non si intervenga sui contenuti.


    > 2- che la Fallaci abbia querelato tutti o
    > solo la Zandiri non ha ugualmente rilevanza.
    > il reato rimane, anche se non tutti coloro
    > che lo commettono vengono puniti.

    Lo dice lei che non ha rilevanza. Ne ha eccome.
    Ove si decidesse di rinvenire una violazione delle norme a tutela della legge sul diritto d'autore e si colpisse solo la signora Zandiri, si configurerebbe una grave discriminazione perlomeno sotto il profilo morale.
    Se è vero che il fatto che "tutti rubino" non configura la liceità del rubare, è altresì vero che non si può far applicare la legge a proprio piacimento. Ci sono leggi che sono state modificate proprio in quanto inapplicabili alla massa, e pertanto discriminatorie nei fatti.
    Se la Fallaci ha qualcosa di specifico proprio solo contro la Zandiri, lo dica. Altrimenti rischia di fare la figura che merita.

    > 3- io non so quali siano state le reali
    > motivazioni della Zandiri nel decidere di
    > copiare sul suo sito l'articolo della
    > Fallaci, nè mi interessa saperlo. quello che
    > mi sembra ovvio è che comunque il sito in
    > questione ha carattere commerciale e il
    > sospetto che l'idea fosse quella di farsi un
    > pò di pubblicità alle spalle della Fallaci
    > mi sembra abbastanza fondato.

    Sono riflessioni personali e pertanto accettabili e difficilmente confutabili.
    Io per esempio la penso diversamente.
    Peraltro, farsi pubblicità alle spalle della Fallaci (sic!) con un brano pubblicato su migliaia (e non centinaia come dice la stessa Zandiri) di altri siti Web, mi sembra davvero dura...


    > 4- la riflessione che mi sembra più
    > importante è comunque questa: il fatto che
    > la tecnologia consenta di copiare e
    > distribuire con più facilità l'opera altrui
    > non rende quest'atto legale. è ora di
    > smetterla di diffondere idee di questo
    > genere. è indispensabile che anche online
    > vigano regole certe, altrimenti si lascia
    > libero sfogo all'anarchia che oggi danneggia
    > me ma domani potrebbe danneggiare anche te.
    > gli esseri umani hanno deciso di darsi delle
    > regole per rendere la vita di TUTTI più
    > accettabile e tranquilla. non vedo perchè su
    > Internet si dovrebbe continuare ad andare
    > avanti con la legge della giungla.
    >

    Non credo che questo sia il caso in questione, signor Vanossi. E' verissimo che la tecnologia non deve costituire una scusante alla violazione dei diritti degli autori.
    Ma nel caso di specie ci troviamo di fronte soltanto ad una dimostrazione di arroganza degli autori.
    Se è vero - come è vero - che esistono migliaia di truffaldini che copiano e vendono di tutto un po', è altrettanto vero che la legge sul diritti d'autore italiana è al di là di ogni decenza.
    Ci sono cose che andrebbero "protette dalle protezioni". Perchè in forza di queste "blindature", un giorno, signor Vanossi, qualcuno potrebbe riuscire a nasconderle qualcosa di davvero importante.

    > un saluto
    >
    > Paolo Vanossi

    I miei più cordiali saluti

    Andrea Maselli
    non+autenticato
  • > Altrimenti si dovrebbe ritenere
    > che la pubblicazione sul Corriere della Sera
    > dell'estratto, altro non sia stata che una
    > becera operazione pubblicitaria per montare
    > un caso e, quindi, vendere il libro di
    > conseguenza.
    Occhiolino

    > Ma nel caso di specie ci troviamo di fronte
    > soltanto ad una dimostrazione di arroganza
    > degli autori.
    > Se è vero - come è vero - che esistono
    > migliaia di truffaldini che copiano e
    > vendono di tutto un po', è altrettanto vero
    > che la legge sul diritti d'autore italiana è
    > al di là di ogni decenza.
    > Ci sono cose che andrebbero "protette dalle
    > protezioni". Perchè in forza di queste
    > "blindature", un giorno, signor Vanossi,
    > qualcuno potrebbe riuscire a nasconderle
    > qualcosa di davvero importante.
    vabbe che sara mai...tanto a chi interessa ???? o no ????
    Occhiolino
    non+autenticato
  • . Non credo sia possibile
    > costringere tutti coloro che - perso il
    > numero del Corriere della Sera contente
    > l'estratto "originale" - non hanno
    > acquistato il libro in questione, solo per
    > non rimanere esclusi da simile fatto di
    > attualità. Altrimenti si dovrebbe ritenere
    > che la pubblicazione sul Corriere della Sera
    > dell'estratto, altro non sia stata che una
    > becera operazione pubblicitaria per montare
    > un caso e, quindi, vendere il libro di
    > conseguenza.

    Lei ha mai sentito parlare di Servizio Arretrati? Ovviamente questo implica pagare e aspettare, ma via, siamo nella niueconomi, che diamine! Mica possiamo pagare e aspettare: tutto e subito. E chi se ne frega se calpestiamo i diritti altrui. Questa scusa puerile dell'esclusione di alcuni dal diritto d'informazione è solo un alibi.


    > Nessuno qui si è appropriato illecitamente
    > dell'opera altrui. Anche perchè mi sembra
    > che la legge sul diritto d'autore contempli
    > chiaramente la possibilità di pubblicare
    > estratti, ove si citi fonte ed autore e non
    > si intervenga sui contenuti.

    Estratti. Appunto. NON l'articolo intero, se così non fosse come mai la combattiva proprietaria del sito ha rimosso il contenuto illecito? Se la legge fosse stata dalla sua averebbe potuto tenerlo. O mi volete ancora propinare la solita storiella del dover chinare il capo di fronte ai potenti che spadroneggiano.


    > Ove si decidesse di rinvenire una violazione
    > delle norme a tutela della legge sul diritto
    > d'autore e si colpisse solo la signora
    > Zandiri, si configurerebbe una grave
    > discriminazione perlomeno sotto il profilo
    > morale.
    > Se è vero che il fatto che "tutti rubino"
    > non configura la liceità del rubare, è
    > altresì vero che non si può far applicare la
    > legge a proprio piacimento. Ci sono leggi
    > che sono state modificate proprio in quanto
    > inapplicabili alla massa, e pertanto
    > discriminatorie nei fatti.
    > Se la Fallaci ha qualcosa di specifico
    > proprio solo contro la Zandiri, lo dica.
    > Altrimenti rischia di fare la figura che
    > merita.

    Lei finge di non sapere che determinati diritti vengono fatti valere in base all'azione di chi li detiene. Nessuno può dirmi cosa devo o non devo fare quando si tratta dei MIEI diritti. Qundi se voglio citare la Zandiri o il mago zurlì, sono affari miei. Rientra nella libertà di ognuno accettare o meno che un proprio diritto venga leso o pregiudicato. Se mio zio ruba la mia bici posso non denunciarlo. Mentre posso denunciare lei se fa altrettanto. La bici è mia e IO decido come disporne. Lei sta alzando cortine fumogene sulla natura del diritto.


    >   E' verissimo che
    > la tecnologia non deve costituire una
    > scusante alla violazione dei diritti degli
    > autori.
    > Ma nel caso di specie ci troviamo di fronte
    > soltanto ad una dimostrazione di arroganza
    > degli autori.

    Se c'è un diritto (si c'è, lo dimostra la pronta rimozione del materiale illegittimamente riprodotto nel sito) allora non c'è arroganza ma solo applicazione di tutela a tale diritto.
    L'ARROGANZA è DI CHI UTILIZZA ABUSIVAMENTE MATERIALE ALTRUI (mai pensato di chiedere una liberatoria agli autori? No vero, neppure passato per l'anticamera del cervello...)SENZA AVERNE ALCUN DIRITTO.


    > Se è vero - come è vero - che esistono
    > migliaia di truffaldini che copiano e
    > vendono di tutto un po', è altrettanto vero
    > che la legge sul diritti d'autore italiana è
    > al di là di ogni decenza.
    Bene, si candidi lei e una volta eletto ne faccia approvare una decente. Nel frattempo la osservi e non insinui che sia moralmente giusto contravvenire alla legge. Se in questo paese vi è un alto tasso di furberia e illegalità diffusa è dovuto anche a interpretazioni come la sua.

    Distinti saluti

    Avv. Piero La Scure
    non+autenticato
  • Gentilissimo Avvocato,
    credo che la sua sia un tantino una visione di parte. Mi rendo conto che anche chi con la legge ci vive, abbia diritto a guadagnare la propria parcella.
    Tuttavia, come avvocato, lei mi sembra sorprendentemente imprudente a voler insinuare che io insinui che le leggi non vadano rispettate.
    Semplicemente ritengo che, come lei sicuramente sà, che andrebbero applicate rispettando il pensiero e il fine del Legislatore. Che non è quello di vessare inutilmente il prossimo.
    La legge sul diritto d'autore in Italia è una forma di vessazione, e credo anche lei ne sia perfettamente conscio.
    Lei mi dice che il mio dire è "fumoso", ma io ho l'impressione che sia lei a cavillare, dimostrando che, comma dopo comma, la signora Fallaci ha un diritto meritevole di tutela.
    Il bello, Avvocato, è che lei ha ragione. La legge è legge, e riconosce alla signora Fallaci il diritto che il suo articolo appaia solo dove vuole lei.
    Semplicemente si tratta di una legge ingiusta, come tante altre. Va rispettata, ma rimane ingiusta. Tutto lì.

    Cordiali saluti

    Andrea Maselli
    non+autenticato
  • Vede, in uno stato civile, dove i rappresentanti sono stati democraticamente eletti, la legge è e rimane legge.
    E se la si ritiene ingiusta si può lottare per cambiarla. Ma insinuare che si possa violare in quanto moralmente riprovevole, come Lei ha fatto, è un processo pericoloso che porta all'inosservanza di tutte le leggi, all'idea che si possa sindacare il contenuto delle leggi secondo il proprio sentire, secondo le proprie idee, secondo i propri interessi (le suona? le ricorda qualche personaggio attualmente molto in vista?).
    non+autenticato
  • "...all'idea che si possa sindacare il contenuto delle leggi secondo il proprio sentire, secondo le proprie idee, secondo i propri interessi (le suona? le ricorda qualche personaggio attualmente molto in vista?)."
    hehehe, il suo sagace riferimento a D'Alema, che ritiene satira quella contro Berlusconi ma querela Forattini per una vignetta chiedendo 5 miliardi di danni è davvero pungenteSorride)
    Speriamo lo legga anche lui
    Saluti
    Marco
    non+autenticato


  • - Scritto da: Marco Menardi
    > "...all'idea che si possa sindacare il
    > contenuto delle leggi secondo il proprio
    > sentire, secondo le proprie idee, secondo i
    > propri interessi (le suona? le ricorda
    > qualche personaggio attualmente molto in
    > vista?)."
    > hehehe, il suo sagace riferimento a D'Alema,
    > che ritiene satira quella contro Berlusconi
    > ma querela Forattini per una vignetta
    > chiedendo 5 miliardi di danni è davvero
    > pungenteSorride)
    > Speriamo lo legga anche lui
    > Saluti
    > Marco

    Veramente mi riferivo a un altro soggetto che ci ha dato negli ultimi tempi esempi ben più ampi di quello che cita lei. In ogni caso è tristemente vero: sono uno peggio dell'altro.

    non+autenticato
  • Forse tutti non sanno che....si possono pubblicare in altri siti o media...gli articoli apparsi nei quotidiani..citandone solamente la fonte e senza alterarne il contenuto..e non si viola in alcun modo il diritto d'autore..quindi la signora fallaci..può andare benissimo a farsi friggere.
    non+autenticato
  • Per come la vedo io, uno scrittore, un giornalista, un intellettuale di qualsiasi tipo dovrebbe essere orgoglioso del fatto che un suo articolo vada a ruba, venga fotocopiato e pubblicato su decine di siti Internet. L?ORGOGLIO, appunto.

    La RABBIA invece della signora Fallaci proprio non la capisco. Di che cosa ha paura, signora, di finire in miseria? I soldi sono la causa di tutto? Ma una persona che mette i soldi al primo posto non è degna di diventare un punto di riferimento morale per gli altri.

    Trovo squallida tutta questa vicenda. Trovo squallido il suo comportamento, signora Fallaci (se mai avrà il tempo e la voglia di leggere queste poche righe).

    Mi permetta di esprimere tutto il mio disappunto per il suo vergognoso comportamento. Tutta la mia solidarietà a Simonetta Zandiri, che bene ha fatto ha pubblicare l?articolo (anche se, dopo questo fatto, credo che non meriti più di tanto leggere i libri e gli articoli della Fallaci).

    Un saluto a tutti

    Voltaire 2001

    non+autenticato
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