P2P, affonda il Patto di Sanremo?

Chiedono lumi in una interrogazione al ministro dei Beni Culturali due deputati della maggioranza che vogliono sapere, tra l'altro, a quale titolo parteciparono al Patto i rappresentanti dell'industria dell'audiovisivo

Roma - Quando a marzo 2005 è stato annunciato molti lo hanno criticato e, in effetti, la roboante presa di posizione di Governo e industriali nella lotta alla pirateria sottoscritta con il Patto di Sanremo è rimasta fin qui pressoché lettera morta. Ma le sue conseguenze rischiano comunque di impattare pesantemente sui diritti degli utenti.

Ed è su questo, sulle modalità con cui si è pervenuti al Patto e sui suoi effetti, che verte una interrogazione presentata nelle scorse ore al ministro dei Beni culturali da due parlamentari di Rifondazione Comunista, Pietro Folena e Maurizio Acerbo.

"Per comprendere la portata del Patto - scriveva Punto Informatico nel marzo di un anno fa - basti pensare che non solo è stato siglato dal Governo (ministri Urbani, Stanca e Gasparri) ma anche da una cinquantina tra fornitori di connettività, titolari dei diritti, case di produzione e gestori di piattaforme di distribuzione. Ma all'accordo hanno anche aderito i ministri delle Politiche Comunitarie, delle Attività Produttive, degli Affari Esteri, della Giustizia, dell'Istruzione-Università e Ricerca, nonché il Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria della Presidenza del Consiglio".
Ma ecco di seguito il testo dell'interrogazione:

"Per sapere, premesso che:
- in attuazione del "Patto di San Remo"è stato costituito presso il Ministero dei beni culturali un gruppo di lavoro che dovrebbe sovrintendere alla predisposizione di "codici deontologici" per il contrasto alla diffusione abusiva di opere dell'ingegno e per la promozione del diritto d'autore;

- il Patto di San Remo prevedeva che i suddetti codici venissero predisposti dai fornitori di servizi internet, dai titolari dei diritti d'autore e dai proprietari delle piattaforme distributive;

- ad oggi, gli unici ad avere presentato un codice deontologico sono stati i fornitori di servizi internet"

si chiede:

- "con quale titolo i rappresentanti dell'industria audiovisiva italiana (direttamente o tramite le loro associazioni di categoria) abbiano partecipato alle attività del gruppo di lavoro del Ministero dei beni culturali destinata ai fornitori di servizi internet;

- se risponda al vero che questi soggetti, intervenendo sui contenuti del codice dei fornitori di servizi internet, abbiano richiesto che venissero imposti contrattualmente da parte dei fornitori dei servizi internet, a tutela dei propri interessi commerciali, degli obblighi di data-retention sull'uso dell'internet da parte dei clienti, che la normativa vigente riserva alle sole attività di contrasto al terrorismo;

- quali garanzie intenda offrire per far sì che nelle modifiche alla disciplina del diritto d'autore vengano adeguatamente e concretamente tutelati anche gli interessi dei cittadini-consumatori, con particolare riferimento alla tutela della loro riservatezza e al rispetto dei diritti costituzionalmente garantiti;

- quali iniziative intenda adottare per garantire una effettiva e concreta trasparenza nella predisposizione di atti normativi o para-normativi, nonché una partecipazione diretta aperta anche alle associazioni di utenti e cittadini;

- se non ritenga che tali metodi rischino di sottrarre o facilitare la sottrazione della podestà legislativa del Parlamento".
26 Commenti alla Notizia P2P, affonda il Patto di Sanremo?
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  • Come volevasi dimostrare, nuovo governo, nuova musica.

    I vari Mauro_sta_Mazza hanno finito di fare il bello e il cattivo tempo sul diritto d'autore, approfittando delle complicita' politiche di cui godevano per fare gli interessi, tra gli altri, anche del loro signore e padrone di arcore.

    Speriamo in un canone fisso mensile, che metta la parola fine, una volta per tutte, alle varie leggi Urbane del ca**o, e liberi i cittadini, ma anche i poliziotti e i magistrati, da queste cazzate paleolitiche dei diritti d'autore.

    non+autenticato
  • Hai perfattamente ragione!

    Per questo la sinistra a suo tempo si è astenuta sulla legge urbani!

    Scrivi in malafede per fare inutile campagna politica o più semplicemente non sai le cose?

    Io vado per tutte e due le cose.
    non+autenticato

  • Quelli di ThePirate Bay sono dei grandi! Guardate che casino hanno combinato:

    non+autenticato
  • MANIFESTO PER IL CANONE SULLA CONNESSIONE!

    Il copyright è morto. Era chiaro dal momento in cui il primo bit fu trasferito da un mainframe all'altro.

    Era solo questione di tempo prima che la naturale evoluzione, ovvero il pagamento di un canone, sostituisse l'anacronistico prezzo sulla copia, che oggi ha meno senso delle carrozze a cavalli.

    Qualcuno dice che il canone uguale per tutti è ingiusto perché i cantanti più bravi verranno pagati allo stesso modo di quelli che non ascolta nessuno.

    Beh, è falso! La rivoluzione di internet ha portato anche la possibilità di monitorare la diffusione di un file sulle reti p2p, e quindi di pagare i cantanti in proporzione a quante persone scaricano i loro pezzi.

    Di fatto la situazione per i cantanti non cambierà per nulla, verranno sempre pagati in proporzione al successo del loro pezzo.

    E chi sostiene che il conteggio dei download possa essere falsato da download fasulli messi in opera solo per far salire lo share, non tiene conto di un semplice fatto: la stima dei download verrebbe fatta su un campione controllato, come con l'audience, dove volontariamente le persone rinunciano all'anonimato e comunicano la propria identità. Il funzionamento quindi sarebbe identico a quello dell'auditel.

    Quindi diciamola la verità: quelli che non vogliono che questo accada sono le terze parti, le compagnie discografiche e cinematografiche, che non potranno più rubare soldi agli autori e intascarsi il 70% dei guadagni.

    In sostanza, SONO OBSOLETE E LO SANNO.

    - Comitato per il canone sulla connessione
    non+autenticato
  • Spero che questi e gli altri politici di questo governo CANCELLI PER SEMPRE LE PORCATE di leggi (Urbani e Biagi soprattutto!!!) fatte dal nanerottolo ed i suoi scagnozzi!!!!!
    Imbarazzato
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Spero che questi e gli altri politici di questo
    > governo CANCELLI PER SEMPRE LE PORCATE di leggi
    > (Urbani e Biagi soprattutto!!!) fatte dal
    > nanerottolo ed i suoi
    > scagnozzi!!!!!
    > Imbarazzato

    Se avesse voluto, l'avrebbe fatto nei primi 5 minuti di governo.
    Ma tu aspetta pure per 5 anni (se dura)

    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >

    >
    > Se avesse voluto, l'avrebbe fatto nei primi 5
    > minuti di
    > governo.
    > Ma tu aspetta pure per 5 anni (se dura)
    >

    e beh certo proprio la prima cosa a cui pensare ... o no? se bastavano 5 minuti per cambiare l'italia a che servono 5 anni di governo ???
    non+autenticato

  • - Scritto da:

    > e beh certo proprio la prima cosa a cui pensare
    > ... o no? se bastavano 5 minuti per cambiare
    > l'italia a che servono 5 anni di governo
    > ???

    a prendere per il culo gli elettori, come scoprirai presto.
    non+autenticato

  • E' quasi tutto in mano ad aziende americane, leggete ad esempio qui http://www.repubblica.it/2006/06/sezioni/spettacol... , e voi avete visto come gli americani hanno fatto pressione in Svezia come potete leggere qui http://www.slyck.com/news.php?story=1227 e sicuramente staranno facendo pressioni anche all'italia perche' nuove leggi siano prodotte e allora non vedremo abolita nemmeno la Urbani.
    Se restiamo qui a fare nulla e ci piangiamo adosso e basta la spuntano loro!!!

    non+autenticato
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