IBM trasforma WebSphere in emblema del Web 2.0

Lotus Notes Hannover sarÓ accompagnato dalla nuova versione del framework. Con funzioni di social networking e VoIP, IBM punta al lavoro online. Parole d'ordine: scalabilitÓ, standard aperti e tool personalizzabili

Milano - IBM ha presentato al pubblico italiano la nuova versione di WebSphere Portal, la celebre piattaforma web pensata per lo sviluppo di architetture SOA e per facilitare il controllo del cosiddetto workflow aziendale: dall'integrazione delle informazioni interne fino alla comunicazione tra colleghi.

Il punto forte di WebSphere Portal, rinnovato in nome dell'interoperabilità offerta dall'attesissimo Lotus Notes Hannover, sarà la possibilità di usare portlet interamente personalizzabili, controllabili dagli utenti così come dagli sviluppatori ed amministratori del portale. L'intero sistema ruota attorno all'aggregazione dei diversi portlet, facilmente programmabili grazie alla cosiddetta Portlet Factory, una sorta di "toolkit" interattivo pensato per consentire la realizzazione rapida di numerose tipologie di moduli applicativi.

Così IBM vuole spalancare le porte della collaborazione via Internet. Il nuovo prodotto sarà disponibile sul mercato entro i prossimi mesi e verrà distribuito in molte varianti: sarà possibile acquistare componenti modulari aggiuntivi, così come svilupparne altri grazie al supporto Java e J2EE.
WebSphere Portal sarà installabile su architetture Linux, AIX, HP, Windows, i5OS e Sun. In futuro, fanno sapere i responsabili di Big Blue, verrà progettata anche una versione per sistemi Apple. ╚ possibile integrare dati provenienti da fonti interne, come database aziendali, così come da fonti esterne, in nome di un'ottica di mash-up e di aggregazione di informazioni differenti ed eterogenee. Il prodotto è inoltre retrocompatibile con tutte le applicazioni della serie Lotus.

Punto Informatico ha visto il nuovo WebSphere Portal all'opera: il primo impatto è quello di trovarsi di fronte ad un'amalgama delle tecnologie Web 2.0 più in voga, unite in un solo middleware. Le applicazioni accessibili da qualsiasi dispositivo, inclusi smartphone e PDA, messaggistica istantanea, funzioni di telefonia VoIP, spazi condivisi in stile wiki e web conferencing. Le funzioni comunicative sono fornite dall'integrazione di SameTime, ormai giunto alla versione 7.5.

"L'obiettivo di WebSphere Portal è di superare la frammentazione imposta dalla digitalizzazione del posto di lavoro", spiega Davide Pannuto, manager del marketing per i prodotti Lotus. Per molte persone coinvolte nei processi gestionali e decisionali di un'impresa, "il luogo di lavoro è ormai destinato ad essere completamente digitalizzato e virtualizzato, in completa mobilità", specifica Pannuto: si tratta di un processo che interessa aziende d'ogni dimensione. ╚ per questo che WebSphere Portal è stato progettato per essere un sistema che "aggrega, integra vecchie e nuove applicazioni Lotus", dice Alessandro Chinnici, responsabile per lo sviluppo delle applicazioni per il workplace digitale.

Moduli specifici offrono strumenti tipici di produttività individuale, come elaborazione testi, fogli di calcolo, presentazione grafica e pianificazione dei progetti. Questa caratteristica viene gestita in modo interoperabile e cross-platform attraverso la compatibilità con diverse tipologie di client, indipendentemente dal sistema operativo utilizzato. Un repository comune, raggiungibile dagli utenti ed interamente crittografato, serve per la sincronizzazione e la condivisione dei dati prodotti o cercati dai singoli utenti di WebSphere Portal.

Gli utenti possono inoltre accedere al sistema attraverso un'interfaccia flessibile e modificabile, che abilita l'utilizzatore alla creazione di "spazi di lavoro personali", creati su misura in base alle esigenze del singolo progetto di lavoro o settore d'impiego. Un sistema di content management permette infatti di curare minuziosamente l'aspetto finale del portale basato su WebSphere, attraverso il supporto dei fogli di stile CSS.

IBM spera che il mercato accolga la novità con interesse, confortata in questo senso dalle analisi di Gartner. Secondo le previsioni di Besty Burton, esperta del gruppo Gartner, "entro il 2009 il mercato della collaborazione integrata riunirà gran parte degli attuali mercati delle tecnologie collaborative, come server per la posta elettronica, spazi di lavoro condivisi e web conferencing".

La presentazione del prodotto ha visto la partecipazione di rappresentanti del gruppo ENI, del Comune di Milano, di Juventus ed altri centinaia di partner e clienti dell'azienda. Tra gli altri abbiamo parlato con Maurizio Masotti, amministratore di Quattroemme, software house italiana che si occupa di groupware ed e-business sin dal 1987, secondo cui WebSphere rappresenta una via alla creazione di una "azienda virtuale", in grado di sfruttare la "tecnologia Java per il reperimento d'informazioni, l'organizzazione dell'impresa e la collaborazione tra colleghi".

Tommaso Lombardi
TAG: sw, mercato
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