Cracking, un'assoluzione complica le indagini?

Il Tribunale di Chieti pubblica una decisione che incide direttamente sui metodi di indagine nei casi di violazione di sistemi informatici. La fase dell'acquisizione delle prove è fondamentale. Maggiori garanzie per il cybercittadino?

Roma - Arriva dal Tribunale di Chieti una sentenza destinata a far discutere e a riportare al centro il dibattito sulle modalità di acquisizione delle prove nei processi che coinvolgono computer e dati informatici: assolto un imputato accusato di aver ottenuto illecitamente codici di accesso ai server di un provider italiano.

Sul computer dell'uomo sono state individuate due password di accesso a quei server, la prima acquistata con regolare contratto di abbonamento mentre l'altra "sembrerebbe" un codice interno usato dal provider. Il condizionale è d'obbligo: l'acquisizione di queste prove dal computer dell'indagato è avvenuta mediante una perquisizione dichiarata nulla, in quanto il mandato non era stato firmato dal Pubblico Ministero.

A quel punto le uniche prove a carico dell'imputato consistevano nei dati trasmessi alla Polizia Postale da quel fornitore di servizi. "Le indagini - si legge nella sentenza - non proseguirono con sufficiente approfondimento poiché ci si limitò ad interpellare la ditta senza alcuna formale acquisizione di dati e senza alcuna verifica circa le modalità della conservazione degli stessi allo scopo di assicurarne la genuinità e l'attendibilità nel tempo".
Nel corso dell'escussione degli ufficiali della PolPost, spiega la sentenza, un sovraintendente ha spiegato a questo proposito che "rispondo di no, non lo potevamo verificare... non lo abbiamo verificato. Io non so adesso come (il provider) gestisca questi dati, ma non l'abbiamo verificato... abbiamo fatto una richiesta (al provider) di comunicarci..." L'ufficiale "ha poi aggiunto di non essere andato sul posto e di non essere in grado di riferire circa le "..operazioni tecniche che sono state compiute (dal provider) per estrarre questi dati".

"La prova oggi acquisita - continua la sentenza - è da considerarsi alquanto equivoca poiché gli operatori della Polizia Postale avevano fondato essenzialmente i loro accertamenti proprio sull'atto di sequestro considerato nullo eppertanto hanno potuto riferire in maniera approssimativa esclusivamente circa le operazioni compiute presso (il provider)".

Dunque le prove erano costituite da dati che "provenivano dalla stessa persona offesa e che trattasi di dati tecnici di particolare delicatezza e manipolabilità". Quindi, spiega il magistrato togato che ha redatto la sentenza "ci pare che il dato acquisito sia minimo e del tutto insufficiente a fondare qualsivoglia affermazione di responsabilità al di là del ragionevole dubbio".

Di conseguenza il magistrato ha dichiarato l'imputato "non colpevole della contestazione mossagli" e dunque "assolto per non aver commesso il fatto".

La sentenza in base alle nuove norme non è appellabile ed è quindi destinata a far giurisprudenza.

L'intero testo della sentenza è stato pubblicato nelle scorse ore da ICTLex
26 Commenti alla Notizia Cracking, un'assoluzione complica le indagini?
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  • "La sentenza in base alle nuove norme non è appellabile ed è quindi destinata a far giurisprudenza."

    a voi questo sembra il modo corretto di fare giustizia?
    non+autenticato
  • Si, questa è giustizia.
    Lo Stato dovrebbe avere una sola possibilità di processare una persona per un reato specifico.
    Il PM è libero di portare in tribunale un accusato come e quando vuole, se crede di avere prove sufficienti. Altrimenti aspetta e fa altre indagini.Arrabbiato
    Se va a processo deve essere ragionevolmente certo di riuscire a far condannare l'accusato al primo colpo. Cylon
    Se non ci riesce, vuol dire che è lui che non ha fatto correttamente il suo lavoro ( cioè valutare le prove raccolte per decidere se sono sufficienti o meno per ottenere una condanna in tribunale). DelusoDelusoDeluso

    Era ora di finirla con i PM che portano la gente a processo, con la scusa (perché è una scusa) dell' "obbligatorietà dell'azione penale"!!! E poi, se vengono smentiti dalla prima sentenza, vanno a fare appello e tirano avanti le cause per anni e anni. Tutto a spese dello Stato (cioè noi). E ovviamente, le spese di avvocati sono totalmente a carico dell'accusato, anche se vince e viene dichiarato innocente.
    Innocente e con una ipoteca sulla casa, la vita distrutta, il lavoro distrutto e magari la famiglia distrutta.

    Se un medico o un infermiere lavorassero con lo stesso grado di responsabilità e di professionalità di certi magistrati,le probabilità di uscire vivi da un ospedale sarebbero del 50%.
  • Finalmente!
    Basta con poliziotti ignoranti, che sanno a malapena usare un word processor, e che si erigono a esperti informatici.
    Basta con lo Stato persecutore, che per anni continua a perseguitarti con appelli e contrappelli, finchè non sei psicologicamente distrutto dallo stress e senza soldi per le spese legali (a quel punto, anche se vieni assolto che ti frega?).
    Grazie alla legge sull'inappellabilità oggi siamo tutti un po' più liberi. Grazie parlamento, per una volta hai fatto il tuo dovere.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Finalmente!
    [...
    > Grazie alla legge sull'inappellabilità oggi siamo
    > tutti un po' più liberi. Grazie parlamento, per
    > una volta hai fatto il tuo
    > dovere.

    Ottima legge davvero. sicuramente l'ha fatta il mortadella

    ciau


    non+autenticato

  • > Ottima legge davvero. sicuramente l'ha fatta il
    > mortadella
    >
    > ciau

    Sei in "ironic mode ON" spero...:)

    /Sergius

    non+autenticato
  • Ora... senza entrare nel merito della sentenza... certamente e' vero che spesso lo Stato ha assunto ingiustificatamente atteggiamenti ostili nei confronti degli utenti della Rete (perquisizioni/sequestri al limite della legalita', leggi che equiparano lo scambio di file al terrorismo, controllo sempre piu' stringente, ecc)... Ma non credo che la legge sull'inappellabilita' sia lo strumento giusto per contrastare questi atteggiamenti! Questa legge semplicemente STRAVOLGE il normale funzionamento della giustizia! Ci vogliono leggi serie, non scappatoie!

    Tutto ovviamente IMHO...
    ale
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Ora... senza entrare nel merito della sentenza...
    > certamente e' vero che spesso lo Stato ha assunto
    > ingiustificatamente atteggiamenti ostili nei
    > confronti degli utenti della Rete
    > (perquisizioni/sequestri al limite della
    > legalita', leggi che equiparano lo scambio di
    > file al terrorismo, controllo sempre piu'
    > stringente, ecc)...

    Si, è verissimo.


    >Ma non credo che la legge
    > sull'inappellabilita' sia lo strumento giusto per
    > contrastare questi atteggiamenti! Questa legge
    > semplicemente STRAVOLGE il normale funzionamento
    > della giustizia! Ci vogliono leggi serie, non
    > scappatoie!

    Con delle leggi assurde come quelle contro internet, dalle legge sull'editoria alla Urbani, ben vengano anche le scappatoie.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Ora... senza entrare nel merito della sentenza...
    > certamente e' vero che spesso lo Stato ha assunto
    > ingiustificatamente atteggiamenti ostili nei
    > confronti degli utenti della Rete
    > (perquisizioni/sequestri al limite della
    > legalita', leggi che equiparano lo scambio di
    > file al terrorismo, controllo sempre piu'
    > stringente, ecc)... Ma non credo che la legge
    > sull'inappellabilita' sia lo strumento giusto per
    > contrastare questi atteggiamenti! Questa legge

    Questa legge è più generale, non solo contro gli abusi nei confronti degli utenti internet, ma contro la persecuzione subita da parte di semplici cittadini. Se non fosse stato così il magistrato, pur di non ammettere che aveva torto, avrebbe continuato a martoriare quell'utente per chissà quanto tempo.
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    >
    > Questa legge è più generale, non solo contro gli
    > abusi nei confronti degli utenti internet, ma
    > contro la persecuzione subita da parte di
    > semplici cittadini. Se non fosse stato così il
    > magistrato, pur di non ammettere che aveva torto,
    > avrebbe continuato a martoriare quell'utente per
    > chissà quanto
    > tempo.

    Certo che la propaganda berlusconiana ti è entrata veramente bene nel cervello, eh!
    Ma quale persecuzione? Ma davvero credete che i magistrati si divertano a perseguitare poveri cittadini innocenti e a metterli in galera per loro gusto?
    Ma fatemi il piacere...
    L'unico risultato di questa legge è che ci sarà molta più gente che riesce a sfuggire alla giustizia. Altri, invece, potrebbero essere condannati ingiustamente, perché il giudice potrebbe decidere una condanna anche in presenza di un ragionevole dubbio sapendo che non può esserci appello.
    In definitiva, abbiamo un processo che può facilmente diventare meno giusto, nel bene e nel male. Ricordo che lo scopo di un processo è l'accertamento della verità e un meccanismo del genere può solo nuocere a questo scopo.
    E' veramente triste che così tante persone abbiano creduto (e continuino a credere) a questa storia dei magistrati persecutori. I magistrati fanno il loro lavoro e basta. Possono sbagliare? Sicuramente, ma non è questo il modo di risolvere il problema...
    non+autenticato

  • > Ma quale persecuzione? Ma davvero credete che i
    > magistrati si divertano a perseguitare poveri
    > cittadini innocenti e a metterli in galera per
    > loro
    > gusto?
    > Ma fatemi il piacere...

    si', e' una deformazione professionale. La politicizzazione della giustizia inoltre e- una deformazione costitutiva della magistratura, non dipende nemmeno dai magistrati, ma dalla struttura di quel potere, troppo soggetto alle leggi fatte dalla politica, quindi giustizialista per natura e non garantista

    > L'unico risultato di questa legge è che ci sarà
    > molta più gente che riesce a sfuggire alla
    > giustizia.

    Lo scopo della 'giustizia' non e' fare giustizia, e' trovare un colpevole

    Altri, invece, potrebbero essere
    > condannati ingiustamente, perché il giudice
    > potrebbe decidere una condanna anche in presenza
    > di un ragionevole dubbio sapendo che non può
    > esserci
    > appello.
    Solo se e' in malafede. Invece l'appello per la difesa deve esserci comunque, perche' un imputato e la macchina della giustizia non possono essere messi sullo stesso piano, la giustizia ha il coltello dalla parte del manico, ha tutti i soldi e una vita eterna davanti per perseguitare qualcuno, chi si difende no

    > In definitiva, abbiamo un processo che può
    > facilmente diventare meno giusto, nel bene e nel
    > male.

    Usi i concetti di giusto e di giustizia con troppa disinvoltura, sei quasi pericoloso.

    >Ricordo che lo scopo di un processo è
    > l'accertamento della verità e un meccanismo del
    > genere può solo nuocere a questo
    > scopo.

    Sciocchezze! Esperienza personale.


    > E' veramente triste che così tante persone
    > abbiano creduto (e continuino a credere) a questa
    > storia dei magistrati persecutori.

    Ti assicuro che a volte lo sono. Esperienza personale!

    >I magistrati
    > fanno il loro lavoro e basta.

    Spesso sono convinti di essere magistrati e di non potersi sottrarre a un loro dovere quando perseguitano qualcuno. Quasi tutti quelli che portano una divisa hanno questa brutta identificazione. Dimenticano che al di la' del ruolo sociale che rivestono dovrebbero avere una coscienza individuale e il dovere di pensare con la propria testa, invece pensano con la testa politicizzata e non con la testa dell'individuo che rispetta il suo prossimo e il suo Diritto

    >Possono sbagliare?
    > Sicuramente, ma non è questo il modo di risolvere
    > il
    > problema...

    Ce ne sarebbero molti altri... Per esempio Responsabilita' anche penale se si violano diritti costituzionali e si condannano persone innocenti

    Non smettere di sognare!

    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Certo che la propaganda berlusconiana ti è
    > entrata veramente bene nel cervello,

    Io ho sostenuto una tesi argomentando, tu invece ne sostieni un'altra con il ragionamento "Chi non la pensa come me non capisce nulla e si è fatto lavare il cervello dalla propaganda": mi sa che sei tu la vittima della propaganda di qualche centro sociale.

    > Ma quale persecuzione? Ma davvero credete che i
    > magistrati si divertano a perseguitare poveri
    > cittadini innocenti e a metterli in galera per
    > loro
    > gusto?

    Mai sentito parlare del caso Tortora. Ed è saltato alla ribalta solo perchè coinvolgeva un personaggio famoso, ci sono centinaia di casi che investono semplici cittadini e rimangono sconosciuti.

    > E' veramente triste che così tante persone
    > abbiano creduto (e continuino a credere) a questa
    > storia dei magistrati persecutori. I magistrati
    > fanno il loro lavoro e basta. Possono

    Caso Tortora.

    sbagliare?
    > Sicuramente, ma non è questo il modo di risolvere
    > il
    > problema...

    Peccato che se sbagliano non pagano...
    non+autenticato
  • Non so visto gli anni di caccia alle streghe che abbiamo avuto spero che questa sentenza contribuisca piu' che altro a migliore le tutele... Il Parlamento dovrebbe lavorare di computer forensic
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