Quando il pirata è il giornalista

Paul Sherman, critico cinematografico del Boston Herald, rischia 250mila dollari di multa e tre anni di reclusione: vendeva ai pirati le anteprime dei film protetti e destinati esclusivamente ai giornalisti

Boston (USA) - Un critico cinematografico che ha lavorato a lungo per il Boston Herald è stato arrestato per pirateria multimediale: il giornalista, sin dal 1999, ha venduto decine di film in anteprima riservate alla stampa specializzata. In questo modo, secondo gli inquirenti, avrebbe direttamente contribuito alla diffusione di film direttamente sulle reti P2P globali.

La notizia arriva dalla celeberrima pubblicazione dello spettacolo Variety, generalmente informatissima su questo tema. Ora Sherman rischia ben 250mila dollari di multa e fino a tre anni di reclusione qualora venisse applicata la massima pena per questi illeciti prevista dalle più recenti normative introdotte negli Stati Uniti.

Il giornalista si è consegnato alle autorità ed ha confessato le sue malefatte. Secondo i portavoce del Dipartimento di Giustizia, "Sherman ha ammesso di aver passato materiale in anteprima ad un gestore di un sito dedito al warez".
I gruppi di pirati più organizzati, spiegano gli inquirenti, contano su una vasta rete di contatti nell'industria dei contenuti. Il totale dei film venduti da Sherman ammonta a 117 titoli nell'arco di circa 5 anni. I film in questione, i cosiddetti screener, hanno qualità DVD ma sono spesso blindati da sistemi DRM impossibili da disattivare: molte aziende cinematografiche, per tutelarsi contro i malintenzionati come Sherman, forniscono i recensori di film esclusivamente compatibili con lettori hardware "autorizzati".

È grazie al'implementazione di questi DRM, sostengono gli osservatori di Ars Technica, che il giornalista del Boston Herald è stato rintracciato ed incastrato. Tuttavia, una pista del genere non è confermata da nessuna ricostruzione ufficiale. È più probabile che Sherman, incauto venditore di film in anteprima a "solo 40 dollari l'uno", come pare reciti un suo post pubblicato sul sito di aste eBay, sia stato rintracciato da un rappresentante di MPAA durante una sessione di acquisti online. Di certo MPAA non ha interesse a dettagliare come è giunta ad individuare la "talpa".

Tommaso Lombardi
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