Musica e film su file, troppi profitti

Lo sostiene un lettore che spiega: oggi chi compra opere via internet lo fa mettendo a disposizione la propria banda. E chi le distribuisce azzera, o quasi, le proprie spese. Questo deve avere delle conseguenze

Roma - Con riferimento al rapporto ed all'articolo sulla crescente diffusione del P2P e sulla veicolazione di contenuti coperti da copyright e royalty, mi permetto di presentare un'interpretazione della situazione che mi pare sfugga ai più.

Stiamo vivendo un periodo di transizione: si parte da un tempo in cui la royalty era legata al supporto (disco in vinile), ed alla sua distribuzione; in tali tempi supporto e distribuzione avevano dei reali costi per unità che dovevano essere sostenuti. Anche la selezione dei contenuti aveva un costo: soltanto i migliori (o presunti tali) potevano accedere alla pubblicazione delle proprie opere. Altrettanto vale per libri ed altri materiali.

Oggi viviamo in un tempo in cui non esiste più pre-selezione: tutti possono pubblicare, sia per assenza di selezione preventiva, sia per la sostanziale economicità dell'operazione: la selezione è fatta a posteriori dal mercato.
Ma la colossale differenza sta nella distribuzione dei contenuti: oggi la veicolazione dei contenuti non avviene più trasferendo un disco in vinile su una audiocassetta, o fotocopiando un libro, né tampoco recandosi in negozi e librerie.

Oggi è tutto accessibile via Internet, comperando legalmente con carta di credito, o condividendo file.
L'altro aspetto fondamentale è che, mentre un tempo i costi di distribuzione dovevano essere sostenuti in prima battuta dall'editore (anticipando soldi per la masterizzazione, correzione di bozze, pubblicazione, distribuzione, etc.), oggi i costi sono sostenuti direttamente dall'utente finale, che paga il canone ADSL, la telefonata (se dial-up), il costo del CD, del masterizzatore, della stampante, del toner, della carta.

In tutto ciò è rimasta una costante scandalosa: il costo dell'opera da acquistare, che non è stato decurtato di tutti i costi sopra elencati.

Di fatto, ciò che sta succedendo è uno scollamento tra un mercato che si rende sempre più conto (anche inconsciamente) di sostenere costi che un tempo non c'erano, e gli editori, che hanno scoperto quanto sia bello guadagnare per il fatto che i costi vengono implicitamente assunti da altri.

In tutto questo marasma chi ci guadagna sono gli avvocati, impegnati a dirimere questioni di dimensioni ormai planetarie, che coinvolgono pesantemente anche la libertà personale, per quanto concerne la privacy ed il monitoraggio del proprio traffico su Internet.

Un'ulteriore considerazione, che credo sia fondamentale per le considerazioni che seguono: assumendo che in media ogni individuo dedichi circa un terzo della propria giornata al sonno, ed un'altro terzo al lavoro o allo studio, restano al massimo (e mi paiono proprio tante!) circa 8 ore al giorno in cui è possibile consumare contenuti (audio, video, libri, etc.).
Aggiungo che parte di questi contenuti possono non essere coperti da diritti, o i diritti possono essere già stati preventivamente acquisiti.
34 Commenti alla Notizia Musica e film su file, troppi profitti
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  • questo vorrebbe piratare legalmente

    la solita tiritera....
    non+autenticato
  • siamo una piccola casa editrice, 70 per cento del fatturato su carta il resto web (pubblicita')

    A) stiamo pensando di trasferire alcune nostre edizioni su digitale, (le meno aggiornate e le + legate all'advertising) rendendole disponibili su p2p.

    B) altre pubblicazioni, + pregiate, stiamo invece valutando di proporle anche online sotto forma sia cartacea che digitale.

    le pubblicazioni cartacee andrebbero in vendita a 10 euro mentre quelle digitali probabilmente fra i 4 e i 6 (non abbiamo ancora deciso).

    e' una iniziativa che non crediamo possa portare grandi risultati a meno di mettere on line pubblicazioni in inglese o spagnolo. il nostro mercato linguistico e' asfittico. comunque e' un esperimento che vorremmo fare, sempre che non passino tesi demenziali come quelle di tariffe flat che consentano a tutti di scaricare i file con la SIAE nei panni del re-distributore.

    prescindendo dal fatto che:

    1) personalmente ritengo la SIAE il peggior tumore che affligge la sfigatissima industria italiana della cultura

    2) i soldi verrebbero distribuiti ai "soliti noti"

    una impostazione di questo genere farebbe si esplodere i contenuti digitali in rete, ma solo quelli del punto A. ci sarebbe insomma la gara a mettere online solo il peggio dei propri listini, tenendo ben blindati i contenuti migliori.

    è lo stesso schema per cui in tv abbiamo la peggio feccia ben disponibile su tutte le tv generaliste. e per vedere qualcosa di decente bisogna fiondarsi altrove.

    non credo sia questo il modello cui ispirarsi e mi preoccupo quando leggo articoli del genere ...
    non+autenticato
  • L'altro giorno sentivo la notizia secondo la quale il mercato delle suonerie per i cellulari sta superando la vendita dei cd. Vedendo le pubblicita, in tv e non, pare evidente che è questa la nuova miniera d'oro per l'industria del settore.

    A quanti oggi interessa acquistare un cd completo, piuttosto che l'ultima(?) suoneria in abbonamento a solo(!) 1 euro a brano.
    non+autenticato
  • 1 euro a brano ? Dove ? Io le trovo tutte da 3 euro a salire
    non+autenticato
  • hai centrato in parte la questione....

    perchè le suonerie si vendono così tanto? perchè il sistema di distribuzione è quasi perfetto.....

    l'utente ha bisogno che i beni immateriali siano immediatamente disponibili, l'editore ha bisogno di guadagnare dalla vendita di questi beni....

    è chiaro che i prezzi praticati dalle major sono assurdi a fronte di costi molto ridotti (personalmente gestisco vari siti web nel campo dell'entertainment e so che i costi sono 10 volte minori rispetto ai canali classici)....

    una suoneria ha un prezzo accessibile per la massa, ergo perchè copiarla illegalmente quando la si può avere legalmente a basso costo?

    questo è quello che Steve Jobs cerca di far capire a quelle zucche vuote della RIAA da anni...
    non+autenticato
  • No Grazie!
    Non solo con la scusa di prevenire la copia abusiva di materiale DRM hanno tassato i supporti, ora si vorrebbe estendere la tassazione anche al P2P.
    E' una via molto pericolosa, anche perche' le major non si accontenterebbero di pochi euro. Basti pensare a quello che chiedono per un singolo CD.
    Il ragionamento e' un altro:
    1. le major non servono piu' a nessuno, chiunque con pochi investimenti puo' produrre/commercializzare musica, software e anche se qui i costi salgono nettamente (per ora)video. Bisogna quindi per prima cosa eliminare il filtro delle Major che da una parte aumenta notevolmente i costi, dall'altra mortifica il reale godimento dei propri diritti da parte dell'autore.
    2. Ridurre la durata dei diritti d'autore a 5 anni (come avviene per i brevetti dei farmaci)
    3. Perseguire solo chi opera un commercio a fini di lucro di opere di ingegno, depenalizzando, al limite lasciando una multa pecuniaria (minima) l'uso privato
    4. Impedire l'uso di sistemi DRM troppo invasivi che limitino la fruizione dell'opera da parte di chi l'ha legittimamente acquistata.

    La possibilita' di acquistare da parte dell'utente opere a prezzi contenuti (es. Film a max 5 euro)ridurra da se la pirateria a livelli minimi.
    non+autenticato
  • Starquoto! Sorride
  • Trovo questa "lettera" giusta nella sostanza, le opere dell'ingegno costano ancora troppo, però nel merito è totalmente sbagliata e bislacca.

    1. Chi offre un'opera dell'ingegno via internet non è vero che non sostiene costi, si deve pagare lo spazio per "poggiare" la canzone, il video, il libro ecc ecc., inoltre si deve pagare per la banda messa a disposizione, si deve pagare per la transazione economica, si deve pagare per la pubblicazione ecc ecc ecc

    2. Sull'ultima parte, cosa sia il diritto d'autore (il diritto di fischiare...) beh ti consiglio di leggere un libro che parli dell'argomento. Arguisco dai termini usati e dai concetti epsressi che l'autore non abbia conoscenze giuridiche, in questo caso consiglio un testo metagiuridico di facile comprensione anche per chi non ha competenze giuridiche, chiedendo in una buona libreria sicuramente si riceverà l'indicazione esatta.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Trovo questa "lettera" giusta nella sostanza, le
    > opere dell'ingegno costano ancora troppo, però
    > nel merito è totalmente sbagliata e
    > bislacca.
    >
    > 1. Chi offre un'opera dell'ingegno via internet
    > non è vero che non sostiene costi, si deve pagare
    > lo spazio per "poggiare" la canzone, il video, il
    > libro ecc ecc., inoltre si deve pagare per la
    > banda messa a disposizione, si deve pagare per la
    > transazione economica, si deve pagare per la
    > pubblicazione ecc ecc
    > ecc
    >
    > 2. Sull'ultima parte, cosa sia il diritto
    > d'autore (il diritto di fischiare...) beh ti
    > consiglio di leggere un libro che parli
    > dell'argomento. Arguisco dai termini usati e dai
    > concetti epsressi che l'autore non abbia
    > conoscenze giuridiche, in questo caso consiglio
    > un testo metagiuridico di facile comprensione
    > anche per chi non ha competenze giuridiche,
    > chiedendo in una buona libreria sicuramente si
    > riceverà l'indicazione
    > esatta.
    ma secondo te uno và a spendere 100€ di libro, se non di più, per togliersi un dubbio? (ok non saranno 100 ma è un esempio).
    per i costi, io son giovane, son nato negli anni 80, quindi quando iniziai ad acquistare si andava già a cassette e cd (gli lp sopravvivevano ancora), potrei avere un'idea sbagliata, ma credo che costi molto meno hostare qualche giga di contenuti con una buona banda disponibile, che stampare degli lp.
    senza contare la qualità fonica che potevano esprimere contro il cd o l'mp3.
    e senza contare che, nello stesso sito dove una socetà discografica ti vende canzoni, ti infila la sua pubblicità e magari anche di qualche prodotto associato, cosi riduce o azzera i costi di mantenimento dell'host.
    stampare 10 lp, cassetta o cd, costa X, stamparne 20 costa 2X.
    far scaricare 10 mp3 costa Y, farne scaricare 20, costa sempre Y.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > Trovo questa "lettera" giusta nella sostanza, le
    > > opere dell'ingegno costano ancora troppo, però
    > > nel merito è totalmente sbagliata e
    > > bislacca.
    > >
    > > 1. Chi offre un'opera dell'ingegno via internet
    > > non è vero che non sostiene costi, si deve
    > pagare
    > > lo spazio per "poggiare" la canzone, il video,
    > il
    > > libro ecc ecc., inoltre si deve pagare per la
    > > banda messa a disposizione, si deve pagare per
    > la
    > > transazione economica, si deve pagare per la
    > > pubblicazione ecc ecc
    > > ecc
    > >
    > > 2. Sull'ultima parte, cosa sia il diritto
    > > d'autore (il diritto di fischiare...) beh ti
    > > consiglio di leggere un libro che parli
    > > dell'argomento. Arguisco dai termini usati e dai
    > > concetti epsressi che l'autore non abbia
    > > conoscenze giuridiche, in questo caso consiglio
    > > un testo metagiuridico di facile comprensione
    > > anche per chi non ha competenze giuridiche,
    > > chiedendo in una buona libreria sicuramente si
    > > riceverà l'indicazione
    > > esatta.
    > ma secondo te uno và a spendere 100€ di
    > libro, se non di più, per togliersi un dubbio?
    > (ok non saranno 100 ma è un
    > esempio).
    > per i costi, io son giovane, son nato negli anni
    > 80, quindi quando iniziai ad acquistare si andava
    > già a cassette e cd (gli lp sopravvivevano
    > ancora), potrei avere un'idea sbagliata, ma credo
    > che costi molto meno hostare qualche giga di
    > contenuti con una buona banda disponibile, che
    > stampare degli
    > lp.
    > senza contare la qualità fonica che potevano
    > esprimere contro il cd o
    > l'mp3.
    > e senza contare che, nello stesso sito dove una
    > socetà discografica ti vende canzoni, ti infila
    > la sua pubblicità e magari anche di qualche
    > prodotto associato, cosi riduce o azzera i costi
    > di mantenimento
    > dell'host.
    > stampare 10 lp, cassetta o cd, costa X, stamparne
    > 20 costa
    > 2X.
    > far scaricare 10 mp3 costa Y, farne scaricare 20,
    > costa sempre
    > Y.

    Infatti un cd su iTunes costa 9.99 (o 9.90 non ricordo) quando il classico cd costa in media 25 eu.
    Per fare musica la gente lavora, è giusto pagarla. Il prezzo lo fa chi vende non chi acquista, se non vi sta bene non la comprate.
    non+autenticato

  • - Scritto da:


    > Per fare musica la gente lavora, è giusto
    > pagarla.

    vero.

    > Il prezzo lo fa chi vende non chi
    > acquista,

    hahahSorride
    come no!Sorride

    e le famose "leggi di mercato" ?

    >se non vi sta bene non la
    > comprate.

    ed è infatti così che "facciamo il prezzo"

    solo che c'è un sacco di gente che si fa fregare comunque e ci casca.

    quando i CD scenderanno a 7 euro, allora tornerò a comprarli appena usciti.
    altrimenti continuerò ad andare a cataloghi per posta, magari 10 anni dopo.

    peccato, questo non fa certo guadagnare l'autore, ma solo la casa discografica: l'autore deve MAGNA' subito. Con quei prezzi però, se lo scorda.



    Hai detto giusto: i prezzi li fa chi vende. Non chi produce. E gli autori dovrebbero svegliarsi per cambiare questo stato delle cose.
    non+autenticato
  • Vrndi pure a 100 la tua canzonetta e vedrai quanti clienti trovi...
    Meglio un uovo oggi o una gallina domani ? tutto qui!

    Il prezzo non lo fa chi vende sarebbe proprio bello se fosse cosi... lo fa il mercato, se domanda non c'è si cambia l'offerta e l'offerta deve essere un giusto compromesso tra la richiesta e costi.
    non+autenticato


  • > per i costi, io son giovane, son nato negli anni
    > 80, quindi quando iniziai ad acquistare si andava
    > già a cassette e cd (gli lp sopravvivevano
    > ancora), potrei avere un'idea sbagliata, ma credo
    > che costi molto meno hostare qualche giga di
    > contenuti con una buona banda disponibile, che
    > stampare degli
    > lp.

    io sono nato negli anni 70 e te lo confermo ^___^

    pago un hosting che non da né limiti di spazio né di banda, costa circa 120 euro all'anno con dominio e tutto.

    :)

    non so se posso metterci un tracker bittorrent, ma non ho mai studiato l'argomento.
    eventualmente cambierei fino a poterlo fare: alleggerisce la banda ma carica il processore del server, mi pare.


    > senza contare la qualità fonica che potevano
    > esprimere contro il cd o
    > l'mp3.

    qui ti sbagli e alla stragrandissima. Ma hai tempo per imparare Occhiolino

    Prova ad andare in edicola e chiedere "SUONO" oppure "Audio Review" "TNT Audio" ... qualsiasi rivista specializzata in HIFI di alta gamma, audiofilia eccetera.

    Quando col CD riesci a dare quel che da il cd (anche solo l'impressione) allora hai raggiunto le vette dell'olimpo Sorride

    Io sono per il cd, perchè la qualità di base è eccezionale... ma quello che è contenuto in un buon LP è ineguagliabile dal CDSorride


    > e senza contare che, nello stesso sito dove una
    > socetà discografica ti vende canzoni, ti infila
    > la sua pubblicità e magari anche di qualche
    > prodotto associato, cosi riduce o azzera i costi
    > di mantenimento
    > dell'host.

    eh giàSorride
    che schifo! mi raccomando, tu non farlo, se hai un gruppo... metti a disposizione sul tuo sito, piuttostoOcchiolino


    > stampare 10 lp, cassetta o cd, costa X, stamparne
    > 20 costa
    > 2X.
    > far scaricare 10 mp3 costa Y, farne scaricare 20,
    > costa sempre
    > Y.

    sottoscrivo in pienoSorride
    non+autenticato

  • (...)

    > Quando col CD riesci a dare quel che da L'ELLEPI
    > (anche solo l'impressione) allora hai raggiunto
    > le vette dell'olimpo
    (...)

    naturalmente... sorry.
    non+autenticato
  • > > senza contare la qualità fonica che potevano
    > > esprimere contro il cd o
    > > l'mp3.
    >
    > qui ti sbagli e alla stragrandissima. Ma hai
    > tempo per imparare
    > Occhiolino
    >
    > Prova ad andare in edicola e chiedere "SUONO"
    > oppure "Audio Review" "TNT Audio" ... qualsiasi
    > rivista specializzata in HIFI di alta gamma,
    > audiofilia
    > eccetera.
    >
    > Quando col CD riesci a dare quel che da il cd
    > (anche solo l'impressione) allora hai raggiunto
    > le vette dell'olimpo
    > Sorride
    >
    > Io sono per il cd, perchè la qualità di base è
    > eccezionale... ma quello che è contenuto in un
    > buon LP è ineguagliabile dal CD
    >Sorride
    >

    Non prendertela troppo per gli LP: in genere la voglia di ascoltare qualcosa di diverso dagli hits arriva sui 15/17 anni e a metà anni '90 c'era poco vinile (nuovo) in circolazione.
    Io sono nato nell' '85 e ho acquistato gli ultimi dischi nuovi nel '91, erano dei 45 giri in svendita a 1500 lire da dare in pasto al Penny: lascio intuire il genere musicale...
    Ho riscoperto il vinile un anno fa: suona bene, nelle registrazioni eccellenti meglio del cd, ma richiede tempo e passione...
    non+autenticato

  • - Scritto da:

    > > senza contare la qualità fonica che potevano
    > > esprimere contro il cd o
    > > l'mp3.
    >
    > qui ti sbagli e alla stragrandissima. Ma hai
    > tempo per imparare
    > Occhiolino
    >
    > Prova ad andare in edicola e chiedere "SUONO"
    > oppure "Audio Review" "TNT Audio" ... qualsiasi
    > rivista specializzata in HIFI di alta gamma,
    > audiofilia
    > eccetera.
    >
    > Quando col CD riesci a dare quel che da il cd
    > (anche solo l'impressione) allora hai raggiunto
    > le vette dell'olimpo
    > Sorride
    >
    > Io sono per il cd, perchè la qualità di base è
    > eccezionale... ma quello che è contenuto in un
    > buon LP è ineguagliabile dal CD
    >Sorride
    >
    >

    intendevo dire che un LP ha una qualità audio superiore al cd e all'mp3, mi sarò spiegato male, chiaramente un lp in buono stato.
    per come la vedo io, i cd dovrebbero venderli intorno ai 15€, gli album scaricati, chiaramente ad un prezzo inferiore, visto che, come costi di produzione e mantenimento sono inferiori rispetto ad una distribuzione su cd, oltre che avere una qualità discutibile.
    poi io non sono del settore discografico potrei anche sbagliarmi.
    quel che incassano le varie major devon esser tanti soldi, ma tanti tanti, visto che l'autore, o meglio il cantante, nonostante prenda una minima fetta dalle vendite, vive nell'oro e lusso.
    forse è meglio scappare, lassù tra le stelle, tra i colori dell'universo, osservando questo piccolo nostro pianeta divorato dall'avidità, perchè il discorso major discografiche, ne è solo un esempio tra tanti.
    non+autenticato
  • Guarda che è il contrario gli lp hanno una qualità audio decisamente più bassa.
    non+autenticato
  • ma sei fuori ? Il "microsillon" di un LP riprodice le varianti di un'onda sinuosidale, la digitalizzazione di quest'onda, corrisponde a ricopiare l'onda con punti di riferimento a distanze regolari.
    Tra un punto e l'atro in digitale vi è una retta! cosa che sull'onda non è.
    Questo equivale ad una perdita.
    In piu la capionatura digitale è limita ad una gamma di frequenze che corrisponde alla media delle apparecchiature in commercio, e li non scappi.
    non+autenticato
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