giovedì 29 giugno 2006

Nuovi vecchi computer per la Scuola italiana

Questa la proposta del Progetto Butterfly che punta sul riutilizzo di sistemi in disuso, su tecnologie software miste e su una serie di nuove funzionalità da offrire agli istituti. Spendere poco ed ottenere molto

PI: Qual è la reazione dei dirigenti scolastici alle vostre proposte?
MC: Solitamente i dirigenti nutrono diversi dubbi riguardo l'effettiva possibilità di poter riutilizzare PC obsoleti. Di solito questi PC risultano già dismessi e "accatastati" presso magazzini (aree che potrebbero essere sfruttate per uso didattico...).

PI: Come superate questa diffidenza?
MC: Abbiamo approntato una procedura dimostrativa piuttosto convincente: direttamente presso la scuola, facciamo scegliere il PC più "vecchio" e "lento" presente in un'aula informatica, lo trasformiamo in client, lo colleghiamo ad un portatile dove è installato il sistema server sfruttato dal Progetto Butterfly, e così mettiamo in opera il nuovo ambiente operativo per l'utenza e dimostriamo l'efficienza e le differenze con la situazione precedente.

PI: È un'operazione semplice...
MC: Per effettuare la trasformazione del PC come dimostrato sul sito web, serve un tempo variabile fra 5 e 10 minuti. Otteniamo in questo modo un consenso immediato, anche se è molto difficile in fase di contrattazione far capire quanto sia importante il valore aggiunto ottenuto dai servizi derivanti dalla nostra opera: eliminazione dei costi per la rottamazione, riduzione dei costi per le licenze software, riduzione del TCO e maggiore sicurezza e stabilità del sistema.
È proprio questo che fa la differenza rispetto ad una soluzione tradizionale (acquisto di nuovi PC, ovvero "Fat Client"). Il vero problema è che la tipologia di architettura di sistema costituita da "Thin Client" connessi in rete con un Server non è molto diffusa in ambito scolastico.
Proprio per le caratteristiche funzionali richieste da un'aula didattica, questa soluzione si adatta meglio di quella "tradizionale" dei Fat-Client, purtroppo è comune e diffusa la mancanza di interesse ad approfondire temi
tecnologici presso la maggior parte degli istituti scolastici italiani.
PI: Un progetto di riuso delle risorse informatiche nelle scuole molto celebre è il Progetto Lazzaro, in che modo vi differenziate? Avete rapporti con i promotori di quell'iniziativa?
MC: Non abbiamo rapporti con i promotori del Progetto Lazzaro, ma esso costituisce un'operazione che non solo ci è nota ma ha pure costituito per noi oggetto di studio ed analisi funzionale. In effetti possiamo dire che il Progetto Butterfly si colloca nei confronti del Progetto Lazzaro in posizione di evoluzione ed anche antagonismo.

Dettaglio del Server di proprietà della Scuola: PC Assemblato P4 - 1024MB RAM - Disco EIDEPI: In che senso?
MC: In definitiva, il Progetto Lazzaro è monodimensionale, mirando esclusivamente all'uso di ambienti operativi grafici in GNU/Linux mediante la distribuzione di sessioni XWindow presso PC facenti funzione di terminali per quell'unico ambito, ed inoltre è di implementazione più rigida, basandosi sull'allestimento di "isole" di elaboratori (5 terminali più un piccolo server per questi) e su interventi di revisione più invasivi per le vecchie workstation, considerato che non prescinde dalla distribuzione via rete dello stesso sistema operativo dei terminali mediante protocollo PXE e rinuncia alla possibilità di tenere installato in pianta stabile su ogni macchina un sistema compiuto e flessibile.
Il Progetto Butterfly invece offre la possibilità di scegliere l'ambiente operativo che si desidera, fra XWindow e MS-Windows, ricorrendo ad interventi sull'hardware più circostanziati ed assistiti dall'implementazione di un nuovo server, ovvero dalla riconversione di un potente server già a disposizione dell'ente, il che costituisce comunque un buon investimento di lungo periodo.

PI: Avete pensato di interessare il Ministero dell'Istruzione alla vostra iniziativa? Con quali risultati?
MC: Per ora il progetto è ancora in fase di sperimentazione. Appena terminata questa fase (altri 6 mesi), valuteremo se coinvolgere il Ministero dell'Istruzione.

a cura di Lamberto Assenti
122 Commenti alla Notizia Nuovi vecchi computer per la Scuola italiana
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  • > Tra i benefici anche la sottrazione alla
    > dismissione, spesso assai inquinante, di
    > computer obsoleti

    Ma quale sottrazione... mica si vaporizzano? Al massimo vanno dismessi dopo, ma comunque andranno dismessi. Mi pare la solita furbata a breve termine italiana, dove se il problema è rimandato è come se fosse risolto.
    non+autenticato
  • E sono un linuxiano, ma tra il costo della mano d'opera per sistemare il bidone il flashdisch e la licenza terminal di Windows spendono quasi come prendere una PC nuovo entrylevel con un celeron 2800Mhz ...

    Usano Windows Server per andare in contro all' ottusaggine dei professori mica perche' un dekstop Linux sarebbe piu' difficile da usare.
    non+autenticato
  • il personale scolastico a stento sa accendere un pc, immagino che succederebbe affidando a costoro compiti decisamente più complessi...
    non+autenticato
  • Il Progetto Butterfly richiede meno preparazione di quanto si possa credere. Una volta creata l'aula multimediale Butterfly, la manutenzione richiesta è 100 volte inferiore a quella di un'aula normale
    non+autenticato
  • un server nx da 1000 euro è in grado di erogare una ventina di desktop remoti, sia in lan che su internet (persino tramite modem 56k), utilizzabili tramite computer 486dx o 386dx con w31 o w96 che abbiano un browser java compatibile o un piccolo modulo da 100kb installato in 10 secondi

    questo tipo di soluzione è targata made in Italy:
    nomachine.com
    e viene attualmente considerata la piu efficente in circolazione per quanto riguarda
    desktop remoti unix/linux

    naturalmente è multipiattaforma

    solo la profonda ignoranza di chi lavora nelle scuole e di chi si presume informatico impedisce di risparmiare montagne di denaro utilizzando queste soluzioni

    esiste naturalmente un server open per linux, freenx

    non+autenticato
  • NoMachine (NX) ci è noto: in sostanza, consiste nella canalizzazione in un proprio protocollo di rete dei vari protocolli di ditribuzione d'ambienti operativi (MS-RDP, XWindow-XRDP ecc.), ai fini di ottimizzazione; in definititiva, ciò comporta la necessità di componenti software aggiuntivi sul lato server e più in generale una maggiore articolazione dell'implementazione: per tali ragioni, ed in considerazione del fatto che il progetto mira ad implementazioni in sole LAN per le quali non serve un'ottimizzazion spinta, l'abbiamo escluso.
    Inoltre, in dettaglio la nostra implementazione sul lato terminal può arrivare anche a recuperare PC con dotazioni al ribasso fino ad un 486 con 8 MB di RAM, ma preferiamo evitare per non aggravare alcuni tempi di risposta.
    Ringraziamo per "solo la profonda ignoranza [...] di chi si presume informatico".
    Cordiali saluti.
    - Il sistemista referente tecnico per il rpogetto -
    non+autenticato
  • una buona proposta. Bisogna lodare chi ha iniziative di questo genere nei confronti della scuola sempre più sfinanziata e precariata.
    Sono tante le scuole italiane carenti di tutto che non hanno nemmeno un pc. Auguro di cuore a tutti gli interessati al Progetto Butterfly di riuscire nei loro intenti.Sorride
  • Ti ringraziamo della considerazione.
    Cordiali saluti.
    - Il sistemista referente tecnico per il progetto -
    non+autenticato
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