L'Australia censura Reservoir Dogs

La Commissione di controllo sui videogame ha deciso di impedire a Eidos di commercializzare su suolo australiano l'attesissimo titolo. Può nuocere anche agli adulti?

Sydney - Con un certo sconcerto i dirigenti di uno dei massimi produttori di videogiochi, Eidos, hanno appreso la clamorosa decisione della Commissione sul rating di film e videogiochi australiana, che di fatto ha bloccato l'uscita di un celebre videogame su suolo australiano.

L'Office of Film and Literature Classification non ha infatti intenzione di classificare il gioco: questo si traduce nell'impossibilità di commercializzarlo legalmente all'interno del paese. Neppure i maggiorenni potranno acquistarlo, dunque.

Il titolo in questione è Reservoir Dogs, videogame ispirato allo stesso "plot" che ha portato alla realizzazione dell'omonimo capolavoro cinematografico di Quentin Tarantino. Come quest'ultimo, è denso di "scene forti" e impregnato di un clima di tensione ad alto impatto. Anche per questo si tratta di un videogioco atteso con una certa intensità da tutti gli appassionati del genere. Al contrario del gioco, il film di Tarantino è disponibile in qualsiasi rivendita di DVD australiana.
Una schermata del gameCommercializzato sotto brand Atari, Reservoir Dogs viene consigliato dalla stessa Eidos come un prodotto destinato a utenti con età superiore ai 18 anni. Ma in Australia un rating "18+" non esiste: sono disponibili infatti quattro standard (G, PG, M, MA15+), che secondo la severa censura australiana non permettono la classificazione del titolo.

Se le cose rimarranno come sono, qualunque negoziante o distributore australiano dovesse commercializzare Reservoir Dogs rischierà pesanti multe: la normativa del paese prevede, nei casi più eclatanti di mancato rispetto dell'editto, persino il carcere.

Va detto che l'Australia ha una lunga storia di censure ai danni dei videogiochi e della maggiore età dei suoi cittadini. Per alcuni aspetti, la controversa scelta della Commissione poteva essere prevista.

Se in altri casi i produttori di videogiochi hanno chinato la testa ed effettuato alcune modifiche che rendessero possibile la commercializzazione dei propri titoli, Atari ha invece già fatto sapere che nessun cambiamento verrà apportato al titolo. Ad ogni modo per il momento il produttore non ha cambiato la propria "roadmap": conferma l'uscita del videogame il prossimo settembre, evidentemente nella speranza di portare la Commissione su posizioni meno rigide.
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