Presi i maggiori bootlegger d'America

Secondo gli inquirenti dell'FBI sono responsabili di un colossale giro di film pirata che spesso e volentieri comprendeva pellicole di prima visione. MPAA: nessuna tregua per chi ruba le proprietà intellettuali

New York - Si è conclusa con un blitz nella notte un'indagine della FBI durata tre anni, e voluta fortemente dagli studios associati alla MPAA, che ha portato all'arresto di 13 persone facenti parte di una grande organizzazione internazionale dedita alla pirateria cinematografica.

I membri di questa organizzazione, che finiranno davanti al giudice federale di New York, sono accusati di aver realizzato bootleg dei titoli più blasonati di Hollywood, che in seguito venivano diffusi sul mercato nero o via internet, fino ad arrivare in paesi, come Singapore e Hong Kong, molto lontani dal suolo americano.

Piovono applausi da parte dei vertici delle associazioni di settore, e da Dan Glickman, gran capo della MPAA. Quest'ultima nel 2005 aveva dichiarato di aver perso incassi per almeno 6 miliardi di dollari a causa delle attività di pirateria, in particolare quelle commesse tramite camcorder da chi registra in sala film di prima visione per poi smerciarli sul mercato nero.
In precedenza l'associazione delle industrie cinematografiche americane aveva fatto innumerevoli tentativi per bloccare questo fenomeno che a suo dire ne impoverisce gli introiti. Una su tutte la richiesta alle sale cinematografiche di assoldare spie, armate di binocoli per visione notturna, con il compito di sorvegliare gli avventori tra cui si mescolano i bootlegger.

Il primo arresto di questo tipo risale al 2004: un 16enne fu arrestato perché stava registrando la proiezione di Spiderman, uno dei titoli su cui la MPAA contava di più. Il proiezionista si era accorto della sua attività ed aveva avvertito la polizia. In quel caso se la cavò con poco: venne riconsegnato ai genitori poiché il procuratore distrettuale di Los Angeles decise di non proseguire con l'accusa formale.

L'ultimo comunicato della MPAA la dice lunga su quale sia effettivamente il suo punto di vista riguardo coloro che partecipano, direttamente o indirettamente, al commercio di film piratati: "Quando la gente acquista DVD contraffatti spesso supporta criminali coinvolti nel traffico di narcotici, di armi e altro ancora".

Giorgio Pontico
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