Skype? No, OpenWengo

di Simone Brunozzi - Chi teme che Skype possa finire per essere uno strumento in mano all'intelligence o di chi non si fida di tecnologie proprietarie può affidarsi ad un potente software di comunicazione aperto

Roma - Tutti abbiamo sentito parlare di Skype, e del suo enorme successo di pubblico come software VoIP e provider di servizi di fonia. Skype è un software proprietario, e usa un protocollo di comunicazione proprietario, e tali vincoli sono per certi versi una minaccia: per prima cosa, rendono schiavi di una singola azienda (per di più controllata da capitale statunitense) che una volta conquistato il dominio sul mercato potrebbe offrire tariffe molto più alte e un servizio più scadente. Nessuno, inoltre, impedisce ai virus writer di rovinare l'esistenza degli utenti, obbligandoli a pregare Skype di correggere eventuali bug di sicurezza nel modo più celere possibile.

Uno scenario ancora più inquietante è quello suggerito da chi ritiene che l'Intelligence americana, come già in passato, possa obbligare Skype (che fa parte del gruppo eBay) a fornire una chiave di accesso segreta alle comunicazioni: ci troveremmo di fronte ad un nuovo "pezzo" di Echelon, efficace e certo non particolarmente costoso. I programmatori Skype potrebbero addirittura inglobare l'onere dei calcoli necessari a controllare le nostre comunicazioni direttamente nel client Skype, rendendo l'operazione di fatto gratuita per i guardiani americani. La cosa, francamente, non mi piace affatto. Forse è solo una mia fantasia, ma è un'idea venuta in mente a molti.

Esistono alternative? Eccome, e la migliore a mio avviso è OpenWengo.
Si tratta di una comunità free software che sviluppa il software WengoPhone, rilasciato sotto licenza GPL (quindi Open Source, e liberamente modificabile) e supportato dal provider francese Wengo. Il protocollo di comunicazione su cui si basa è SIP (Session Initiation Protocol), anch'esso aperto e soprattutto standard.

WengoPhone permette chiamate gratuite tra tutti gli utenti OpenWengo, ed è compatibile con tutti i sistemi che supportano SIP, nonché con applicazioni di instant messaging come Yahoo!, MSN, Jabber, GoogleTalk.

Acquistando traffico è possibile chiamare telefoni fissi e mobili, esattamente come con Skype. In questo periodo, poi, la chiamata verso alcune località è gratuita, in via promozionale (anche se la singola chiamata non può superare i due minuti).

Ho testato il client (disponibile per Windows, Mac OS e Linux) e devo dire che funziona piuttosto bene. Esiste anche una versione per Pocket PC. Confrontato con Skype, purtroppo, non offre la stessa affidabilità e qualità del segnale ma i margini di miglioramento sono ampi, e vista la vivacità della comunità OpenWengo è probabile che nel prossimo futuro vedremo un notevole miglioramento del client stesso.

La grande differenza con Skype, tuttavia, è l'apertura del codice sorgente, e la libertà di altre aziende di vendere servizi e chiamate basandosi su WengoPhone, o di sviluppare a loro volta una versione personalizzata di WengoPhone. Segnalo anche che esiste un plugin di WengoPhone per Firefox.

Su Wikipedia è comunque possibile vedere le principali differenze tra i software VoIP oggi esistenti (in lingua inglese).

Concludo suggerendo a tutti di provare WengoPhone, eventualmente usandolo affiancato a Skype, e suggerendo al contempo ai propri contatti Skype di provare WengoPhone a loro volta. In questa maniera, forse, chi diffida delle tecnologie proprietarie potrebbe evitare di legarsi di nuovo ad esse, come già successe qualche anno fa con la "guerra dei browser", poi vinta da Internet Explorer su Netscape Navigator.

Simone Brunozzi
(www.ubuntu.it - www.simpler.it - simone.brunozzi aTt gmail.com)

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