Singapore, censurato il blogger più famoso

Il più seguito blogger della ricca città stato asiatica è nel mirino del Governo. Singapore non desidera commenti politici che remino contro l'amministrazione pubblica. Blogofobia alla cinese?

Singapore - Il governo di Singapore, la ricca "perla dell'Oriente", ha condannato ufficialmente la libertà d'espressione che si respira su Internet. Il ministro delle comunicazioni si è infatti accanito contro Mr. Brown, nome d'arte di Lee Kin Mun: Lee è il più noto blogger di tutta Singapore ed usa Internet per criticare l'amministrazione pubblica della città stato.

I suoi articoli sono ospitati settimanalmente su un quotidiano locale, come riporta il seguitissimo blog BoingBoing. E uno di questi è stato ritenuto dal governo "eccessivamente critico". L'Esecutivo ha redarguito ufficialmente Lee, definendolo "scrittore politicizzato che destabilizza l'ordine costituito e mina la fiducia degli elettori". "Giudicare l'operato del governo", ha detto la portavoce del ministero, Krishanasamy Bhavani, "non è il ruolo dei giornalisti e dei mass media".

Dopo pochi giorni, la rubrica di Lee sul quotidiano è stata sospesa e il reporter è stato costretto ad accettare la censura senza controbattere.
"Una reazione di questo tipo è veramente preoccupante", hanno detto immediatamente gli esperti di Reporters Sans Frontières: "È un monito del governo a tutti coloro che intendono criticare l'establishment politico". L'informazione a Singapore, specialmente quel che riguarda la sfera online, è sottoposta a censure e severe regolamentazioni, specie dopo disdicevoli episodi legati a siti dal contenuto razzista.

La struttura sociale di Singapore è estremamente composita ed il governo ha paura che una qualsiasi fuga di notizie incontrollata possa scatenare gravi dissidi tra la popolazione, appartenente a decine di diverse religioni, culture ed etnie.
2 Commenti alla Notizia Singapore, censurato il blogger più famoso
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  • Basandomi sulla Storia e avendone alquanto approfondito lo studio, l'analisi e le relative conclusioni, posso dire che governi come quello Cinese, Singapore, Myanmar e tutti quelli con marcata impronta anti-democratica, non importa quando, ma sicuramente cadranno. La stessa loro autoritaria , prepotente, arrogante impostazione, è fallimentare a priori, non avendo il fondamentale appoggio dei popoli da loro oppressi.Speriamo pero' che tutti i popoli oppressi , sia in occidente che in oriente, si sveglino il più presto possibile: ormai , si è vicini al " Point of no return"...
    Ah, dimenticavo: i governi non sono che burattini manovrati dalle multinazionali, per cui...meditate, gente, meditate!


                                    Tristano99
  • In un documentario (forse un Tg2 Dossier) di tanti anni fa, parlarono di Singapore e dissero che in quella "tigre" Asiatica, la pena di morte era prevista per un "ventaglio" spaventosamente ampio di reati e chi faceva troppo rumore col martello pneumatico, rischiava l'ergastolo. Ora Singapore dice che "giudicare l'operato del governo non è il ruolo dei giornalisti e dei mass media", quindi viene da chiedersi: "chi lo giudicherà?"

    P.S.: Posso capire far chiudere squallidi siti razzisti, ma i blog di critica al governo?
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    Modificato dall' autore il 07 luglio 2006 08.28
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