Caro-roaming, l'Intug incalza

L'associazione degli utenti TLC appoggia la proposta di regolamentazione UE per porre fine alle azioni di lobby degli operatori

Roma - Basta con i costi di roaming. A favore dell'abbattimento di queste tariffe, già nel mirino della Commissione Europea, si esprime anche l'Intug, associazione mondiale di utenti telecomunicazioni, che si esprime molto duramente sulle azioni attuate dagli operatori per proteggere gli alti profitti derivanti dal roaming internazionale.

Roaming che vede in questa stagione un periodo particolarmente favorevole, per l'attitudine degli utenti a viaggiare per le vacanze estive, incrementando il traffico annuale di chi già si sposta all'estero per lavoro. E L'Intug sottolinea come la Coppa del Mondo di calcio, dopo le Olimpiadi di Atene, sia un'altra ottima occasione per generare alti profitti. Sergio Antocicco, presidente dell'Intug e dell'Anuit, riferisce che gli utenti business dei principali Paesi sono molto contrariati delle azioni di lobby poste in atto dagli operatori, il cui fine è la salvaguardia degli elevati e ingiustificati guadagni generati dal roaming.

L'obiettivo degli operatori, secondo Antocicco, è quello di contrastare la proposta del commissario europeo Viviane Reading, che larga parte dell'utenza TLC condivide, tesa a regolamentare i costi di tali servizi. "Questo è un altro esempio - ha aggiunto - di come
l'Unione Europea svantaggia i propri cittadini rispetto, ad esempio, agli americani, consentendo elevati mark-up a servizi transfrontalieri che dovrebbero essere trasparenti e con prezzi congrui, in un mercato unico".
"Non ci sono tracce evidenti di vera concorrenza - prosegue il presidente dell'Intug - nonostante da oltre sette anni si evidenzi che i margini di profitto sono molto elevati, arrivando a oltre il 1000%. I comportamenti nella definizione dei prezzi fanno sospettare l'esistenza di accordi di cartello; gli utenti notano che gli operatori mobili reagiscono solo quando si minaccia di regolamentare i prezzi al dettaglio. Le loro ultime mosse confermano questo sospetto". Antocicco sostiene poi che le alte spese sostenute dagli appassionati sportivi che avevano seguito le Olimpiadi ad Atene si stanno ripetendo per la Coppa del Mondo in Germania.

Molti tifosi, nella trasferta tedesca, sarebbero infatti poco consapevoli dei costi che saranno loro addebitati per le chiamate ricevute. Paradossalmente, in questa fattispecie, gli utenti più fortunati sarebbero i tifosi delle squadre già eliminate. Ma certi specchietti per le allodole, sotto le forme di offerte speciali e sconti pubblicizzati dagli operatori, secondo Sergio Antocicco possono presentare vincoli e restrizioni tali da comportare invece costi superiori. E non solo: "I danni economici agli utenti europei per le tariffe esorbitanti per il roaming dei servizi voce, crescono ulteriormente quando si passa ai servizi dati".

"I computer portatili, i PDA e gli stessi telefonini moderni - sottolineano i consumatori - che hanno caratteristiche analoghe ai computer, si collegano automaticamente ai siti dei produttori dei programmi istallati e scaricano, senza controlli da parte dell'utente, quantità imprevedibili di dati, tariffati, di solito, a volume. Aggiornare il sistema di antivirus attraverso un collegamento mobile, puo' venire a costare oltre 1000 euro l'anno, a fronte di un costo annuo della licenza di circa 30 euro! Molte aziende, visti i costi stratosferici, stanno vietando ai propri dipendenti l'uso di collegamenti dati dai PC portatili, quando sono all'estero. Ciò danneggia l'efficienza dell'economia europea oltre ai consumatori e le Imprese".

A conclusione del quadro allarmistico tracciato, il presidente Intug sollecita la Commissione a resistere alle azioni di lobby attuate dagli operatori e conferma che l'associazione continuerà a sostenere la proposta della Commissione per regolamentare i prezzi al dettaglio.

Dario Bonacina