Decreto Bersani, una petizione web

La lanciano i consumatori

Roma - Altroconsumo ha lanciato una petizione online per sostenere la conversione in legge del Decreto Bersani sulle liberalizzazioni "che - spiega l'associazione - riprende molte delle misure che, già prima delle elezioni politiche, la nostra associazione aveva chiesto e rivendicato".

Nel primo giorno sono state raggiunte più di 5500 adesioni e l'associazione spera ora di trovare nuovi "supporter" del Decreto.

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125 Commenti alla Notizia Decreto Bersani, una petizione web
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  • LA FARMACIA LAVORA PER TE; IL GOVERNO PER CHI LAVORA?
    Comincia con questa domanda il comunicato/volantino che Federfarma ha redatto per spiegare ai cittadini la posizione delle farmacie e le ragioni alla base della giornata di chiusura decisa dalle farmacie per protestare contro false liberalizzazioni.

    Non è vero che le farmacie vogliono impedire la vendita di farmaci al supermercato.

    Per le farmacie è giusto che i farmaci di automedicazione siano venduti in qualsiasi esercizio commerciale, anche senza il farmacista.

    È così nei Paesi d’Europa in cui i farmaci di automedicazione sono venduti anche fuori dalla farmacia.

    Il Governo, invece, vuole che i farmaci siano disponibili solo negli ipermercati. Per ottenere ciò si è inventato l’obbligo tutto italiano (suggerito dalla Coop) della presenza del farmacista.

    Guarda caso, il farmacista se lo potranno permettere solo i più grandi punti vendita delle maggiori catene di supermercati. Quelli dove le famiglie vanno, con l’automobile, per fare provviste.

    I farmacisti, le istituzioni europee e l’Antitrust vogliono che i cittadini possano trovare l’aspirina in qualsiasi esercizio commerciale, compresi i piccoli supermercati e gli autogrill in autostrada. Questo è realizzabile solo se non c’è l’obbligo della presenza del farmacista.

    Il Governo dice di voler far risparmiare i cittadini. Ma la realtà è un’altra: il Governo vuole garantire l’esclusiva della vendita dei farmaci di automedicazione a pochi grandi gruppi economici, i soli che possono permettersi di assumere farmacisti.

    da Mercoledi’ 26 luglio, le farmacie rimangono chiuse perché vogliono difendere il diritto dei cittadini a trovare un farmaco quando ne hanno realmente bisogno e perché non vogliono fare la stessa fine di tanti piccoli negozi di quartiere costretti a chiudere.

    Il servizio farmaceutico sarà assicurato da circa 1.500 farmacie private di turno

    Nel centro di Roma e’ prevista una manifestazione di farmacisti in camice bianco.
    non+autenticato
  • Comunicato Stampa
    Federfarma-Sunifar

    Le piccole farmacie rurali aderiscono alla giornata di chiusura delle farmacie prevista per domani, mercoledì 26 luglio. Le piccole farmacie, infatti, e con loro gli abitanti dei piccoli comuni, sono i soggetti che rischiano di subire le conseguenze più gravi dall’approvazione del decreto sulle liberalizzazioni.

    Le farmacie che garantiscono il servizio in centri con poche centinaia di abitanti non hanno la possibilità di competere con gli ipermercati che, anche grazie a una collocazione territoriale favorevole, attraggono decine di migliaia di clienti e dispongono di risorse economiche e organizzative ben superiori a quelle di una farmacia. Il rischio è che i cittadini vadano a fare scorta di medicine negli ipermercati, attratti da offerte e sconti, magari solo su pochi farmaci, che una piccola farmacia non può fare. Le farmacie rurali, che già hanno un equilibrio economico precario, verrebbero messe definitivamente in crisi.

    Non solo. Le piccole farmacie dovranno subire anche la concorrenza sfrenata delle catene di farmacie che si creeranno grazie alle misure contenute nel decreto.

    Le farmacie di molti piccoli centri potrebbero chiudere definitivamente. Gli abitanti di tante località minori del nostro Paese verrebbero privati del servizio essenziale garantito dalle farmacie che spesso sono l’unico presidio sanitario sempre accessibile. È questo che vuole il Governo?

    I farmacisti rurali chiedono ai cittadini di comprendere le loro ragioni e di sostenere la loro battaglia per mantenere in vita un servizio indispensabile e capillare sul territorio.
    non+autenticato
  • Non credo che nei paesini con poche centinaia di abitanti ci siano tutti questi ipermercati e comunque la vendita dei farmaci importanti sarà ancora a carico delle farmacie, che continueranno anche a vendere con molta professionalità ciabatte, giocattoli, cremine, ecc. ecc.
    non+autenticato
  • Ma allora non hai capito! NON STIAMO PROTESTANDO PER I FARMACI FUORI DELLA FARMACIA! LA NOSTRA PROPOSTA VA OLTRE!
    il comunicato/volantino che Federfarma ha redatto per spiegare ai cittadini la posizione delle farmacie e le ragioni alla base della giornata di chiusura decisa dalle farmacie per protestare contro false liberalizzazioni DICE:

    Non è vero che le farmacie vogliono impedire la vendita di farmaci al supermercato.

    Per le farmacie è giusto che i farmaci di automedicazione siano venduti in qualsiasi esercizio commerciale, anche senza il farmacista.

    È così nei Paesi d’Europa in cui i farmaci di automedicazione sono venduti anche fuori dalla farmacia.

    Il Governo, invece, vuole che i farmaci siano disponibili solo negli ipermercati. Per ottenere ciò si è inventato l’obbligo tutto italiano (suggerito dalla Coop) della presenza del farmacista.

    Guarda caso, il farmacista se lo potranno permettere solo i più grandi punti vendita delle maggiori catene di supermercati. Quelli dove le famiglie vanno, con l’automobile, per fare provviste.

    I farmacisti, le istituzioni europee e l’Antitrust vogliono che i cittadini possano trovare l’aspirina in qualsiasi esercizio commerciale, compresi i piccoli supermercati e gli autogrill in autostrada. Questo è realizzabile solo se non c’è l’obbligo della presenza del farmacista.

    Il Governo dice di voler far risparmiare i cittadini. Ma la realtà è un’altra: il Governo vuole garantire l’esclusiva della vendita dei farmaci di automedicazione a pochi grandi gruppi economici, i soli che possono permettersi di assumere farmacisti.

    Mercoledi’ 26 luglio, le farmacie rimangono chiuse perché vogliono difendere il diritto dei cittadini a trovare un farmaco quando ne hanno realmente bisogno e perché non vogliono fare la stessa fine di tanti piccoli negozi di quartiere costretti a chiudere.

    Il servizio farmaceutico sarà assicurato da circa 1.500 farmacie private di turno

    Nel centro di Roma e’ prevista una manifestazione di farmacisti in camice bianco.
    non+autenticato
  • La realtà è che i farmacisti titolari vogliono che l'aspirina sia venduta anche all'autogrill senza un farmacista perché vogliono dimostrare che è una cosa insensata (e lo è visto che il comune cittadino non può sapere nulla di interferenze, rischi, precauzioni d'uso, ecc.)ma, sopratutto, temono che dai farmaci da banco al supermercato si passi a una vera e propria liberalizzazione e allora perderebbero i loro privilegi di casta
    non+autenticato
  • <<La realtà è che i farmacisti titolari vogliono che l'aspirina sia venduta anche all'autogrill senza un farmacista perché vogliono dimostrare che è una cosa insensata (e lo è visto che il comune cittadino non può sapere nulla di interferenze, rischi, precauzioni d'uso, ecc.)ma, sopratutto, temono che dai farmaci da banco al supermercato si passi a una vera e propria liberalizzazione e allora perderebbero i loro privilegi di casta>>

    Dimmi:
    Perchè allora non liberalizziamo le condotte mediche è le mettiamo in appalto al miglior offerente ?

    Da quello che dici deduco che è una casta anche quella dei medici .

    Saluti
    Michelangelo
    non+autenticato
  • A parte il fatto che ci sono anziani medici che, prima di andare in pensione "cedono" i loro mutuati a giovani colleghi, in cambio di denaro o ammenicoli vari (uso del ricettario, ecc. ecc.) la situazione mi sembra ben diversa.
    Intanto perché ci sono limiti ben precisi al numero di mutuati che un medico può avere e poi perché sono pagati direttamente dalle Asl...
    Teoricamente anche le farmacie dovrebbero avere un numero limitato di utenti, la realtà è che le piante organiche non sono mai aggiornate a dovere (chissà perché!?) e spesso ci sono farmacie che operano isolate in zone estremamente popolose con guadagni esorbitanti...Io penso andrebbe liberalizzata l'apertura delle farmacie, al pari di qualsiasi altro negozio, in modo tale che chi è più in gamba sopravvive e gli utenti ne avrebbero solo vantaggi. Se possedere una farmacia fosse solo una rottura di palle e grane a non finire, perché quelli che ce l'hanno se le tengono ben strette e fanno i salti mortali per impedire che gliene aprano una vicina?
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > A parte il fatto che ci sono anziani medici che,
    > prima di andare in pensione "cedono" i loro
    > mutuati a giovani colleghi, in cambio di denaro o
    > ammenicoli vari (uso del ricettario, ecc. ecc.)
    > la situazione mi sembra ben
    > diversa.
    > Intanto perché ci sono limiti ben precisi al
    > numero di mutuati che un medico può avere e poi
    > perché sono pagati direttamente dalle
    > Asl...
    > Teoricamente anche le farmacie dovrebbero avere
    > un numero limitato di utenti,

    la domanda di farmaci (otc compresi) è strutturalmente costante (nel senso che cresce in quanto c'è un invecchiamento della popolazione). se vai a vedere i dati di vendita di qls farmacia per qls prodotto vedi che le variazioni negli anni sono assolutamente limitate.

    la realtà è che le
    > piante organiche non sono mai aggiornate a dovere
    > (chissà perché!?) e spesso ci sono farmacie che
    > operano isolate in zone estremamente popolose con
    > guadagni esorbitanti...

    i guadagni esorbitanti delle farmacie sono sempre stati imposti dallo stato che ha sempre fissato i prezzi di acquisto (all'interno di una forchetta ben precisa) e di vendita. Tant'è che negli ultimi anni ad una aumento delle ricette della mutua (prescrizioni per malati cronici; crescita strutturale di cui sopra) è corrisposto una riduzione dei ricavi che ne derivano (infatti i prezzi dei farmaci dispensati dal SSN sono adesso i più bassi da dieci anni a questa parte)
    Io penso andrebbe
    > liberalizzata l'apertura delle farmacie, al pari
    > di qualsiasi altro negozio, in modo tale che chi
    > è più in gamba sopravvive e gli utenti ne
    > avrebbero solo vantaggi. Se possedere una
    > farmacia fosse solo una rottura di palle e grane
    > a non finire, perché quelli che ce l'hanno se le
    > tengono ben strette e fanno i salti mortali per
    > impedire che gliene aprano una
    > vicina?
    in Italia c'è una farmacia ogni 3600 abitanti quando in altri paesi europeoi ne trovi una ogni 15000. Liberalizzare le licenze come dici tu favorirebbe soltanto quello che in inglese si chiama "cream skimming" ovvero scrematura del mercato per cui ci sarebbe concentrazione ina alcune zone e se ne lascerebbero assolutamente altre scoperte perchè non convenienti.

    Quando si parla di liberalizzazioni bisognerebbe avere almeno una minima base di economia pubblica per sapere cosa sono i cosidetti "fallimenti del mercato", ovvero situazioni (di solito connesse con beni di pubblica utlità) in cui il mercato da solo non funziona. Hai mai sentito parlare i moral hazard, adverse selection o altro???
    non+autenticato
  • Il Governo continua a opporre una chiusura totale nei confronti della proposta di Federfarma di consentire ai cittadini di poter acquistare liberamente i medicinali di automedicazione in tutti gli esercizi commerciali. Evidentemente il Governo è interessato a far vendere i medicinali solo ad alcuni grandi ipermercati, come l’Ipercoop. Al Governo non importa che il cittadino possa comprare una compressa per il mal di testa quando ne ha realmente bisogno, per esempio negli autogrill autostradali.

    Il Governo insiste, infatti, sull’obbligo della presenza del farmacista: è chiaro che né l’autogrill né un piccolo supermercato potranno mai permettersi un numero di farmacisti tale da consentire la copertura dell’intero orario di apertura per vendere un numero limitato di confezioni di medicinali da banco. Solo un grande ipermercato potrà assumere quattro o cinque laureati in farmacia per coprire tutti i turni. Quella di Bersani è una liberalizzazione tagliata su misura per la grande distribuzione.

    Negli altri Paesi europei, sempre presi a esempio, succede il contrario: per agevolare realmente i cittadini, i farmaci di automedicazione sono disponibili nel supermercato senza il farmacista, come richiesto con insistenza dalla Corte di Giustizia Europea e dall’Antitrust nazionale.

    Può sembrare paradossale che le farmacie sostengano la proposta del farmaco fuori farmacia senza farmacista. In realtà, le farmacie hanno due obiettivi:

        *
         agevolare il cittadino nell’accesso al farmaco nei pochissimi casi in cui esiste un’effettiva lacuna nel servizio farmaceutico. Un esempio è proprio l’autogrill, perché non si può pretendere che un automobilista esca dall’autostrada e, magari di notte, cerchi la farmacia di turno per un banale mal di testa;
        *
         evitare che il farmacista al supermercato sia il primo passo per la nascita di una serie di farmacie di tipo commerciale, aperte al di fuori di qualsiasi regola. Il rischio è che l’ingresso sul mercato di farmacie gestite dai grandi gruppi del settore distributivo, operanti con politiche commerciali spinte, determini un calo del livello di tutela della salute e porti alla chiusura di numerose piccole farmacie, non più in grado di reggere la concorrenza.

    A seguito della chiusura totale del Governo nei confronti di proposte costruttive e ragionevoli, Federfarma è costretta a confermare le iniziative di protesta già preannunciate, a partire dalla seconda giornata di chiusura di tutte le farmacie, ad eccezione di quelle di turno, fissata per mercoledì 26 luglio.
    non+autenticato
  • IL FATTO è CHE QUANDO POSSONO CONTROLLARE CHI EVADE NON LO FANNO. E POSSIBILE CHE UN NOTAIO CHE MAGARI HAI MINACCIATO PERCHE' NON TI FA LA FATTURA, TI FACCIA A FINE HANNO UNA FATTURA COL N° 9 ? PERCHE' I FINANZIERI NON VANNO A COMPARARE IL NUMERO DI ROGITI NOTARILI CON IL NUMERO DI FATTURE EMESSE ? NON MI SEMBRA COSI' DIFFICILE... LA VERITA' E CHE PER IL COMPORTAMENTO DI POCHI CI RIMETTE TUTTA LA CATEGORIA. E PER CORREGGERE LA MANCANZA DI CONTROLLI DA PARTE DI CHI DI DOVERE SI PUNISCE CHI GIA' LE TASSE LE PAGA CON ULTERIRIORI BUROCRATISMI E PENALITA' CHE SPESSO PEGGIORANO LA SITUAZIONE!
    CITTADINOArrabbiato
    non+autenticato
  • Newbie, inespertoMA SE ABOLIAMO GLI ORDINI PROFESSIONALI, CHI GARANTIRA' IL CITTADINO? D' ACCORDO, MOLTI ORDINI NON SONO IL PLUS ULTRA PER QUANTO RIGUARDA LE TARIFFE MA ALMENO RILASCIAVANO UN CERTIFICATO PER I PROPRI ISCRITTI PER QUANTO RIGUARDA L' IDONEITA'. GIA' ORA SI VEDONO DECINE DI TRUFFE DI FALSI MEDICI, FALSI DENTISTI ECC. ECC. MA SAREBBE BASTATO INTERPELLARE L' ORDINE DEI MEDICI, O DEI FARMACISTI , O ALTRI PER SAPERE SE NE RISULTAVA L' ISCRIZIONE, E INFATTI MOLTE TRUFFE SONO STATE SCOPERTE COSI'. SE ABOLIAMO GLI ORDINI PROFESSIONALI, CHI ASSOLVERA' A QUESTO COMPITO? O SI VORRA' CREARE UN ULTERIORE CARROZZONE BUROCRATICO SOLO PER QUESTO ??
    LUCIO.Triste
    non+autenticato
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