C# piace ai programmatori?

Lo afferma uno studio secondo cui in nord America negli ultimi mesi gli sviluppatori si dedicano sempre più al linguaggio Microsoft. Ma non è tutto oro quel che luccica

Roma - Chi l'ha detto che non piace agli sviluppatori il linguaggio Microsoft che ricorda da vicino Java di Sun Microsystems? Secondo uno studio appena reso pubblico da Evans Data, lo C# (C "sharp") di Microsoft sta conquistando mese dopo mese il cuore, le dita e le tastiere degli sviluppatori, in particolare in nord America.

Negli ultimi sei mesi, sostiene il rapporto che Evans Data oggi vende anche in rete insieme a numerosi altri studi sulle attitudini tecnologiche, l'uso del linguaggio Microsoft è cresciuto di due volte. Una novità rispetto al tiepido abbraccio con cui fu accolto inizialmente e che sembra almeno in parte dovuta al rilievo che C# assume nella produzione nell'ambito della piattaforma.NET di Microsoft.

Il linguaggio C# può risultare centrale soprattutto per la realizzazione di quegli applicativi che intendano veicolare e gestire flussi di dati da fonti diverse, dai cellulari piuttosto che dai personal computer, dai palmari ai notebook.
Secondo Evans Data, il 12 per cento degli sviluppatori nordamericani oggi utilizza il linguaggio Microsoft contro il 7 per cento di sei mesi fa. Ed entro un anno gli esperti prevedono un aumento della percentuale fino al 24 per cento, un numero enorme.

A raffreddare gli entusiasmi di Microsoft ci sono però anche i dati secondo cui C# viene utilizzato dagli sviluppatori per meno del 20 per cento del proprio tempo di lavoro, il che significa che viene data ancora la priorità ad altri linguaggi e piattaforme di sviluppo, XML e Java.
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