P2P, inversione di rotta in vista?

Le scelte di due tribunali, uno americano e l'altro olandese, gettano ombre sul modo in cui i detentori del diritto d'autore tentano di incastrare gli utenti dei sistemi di file-sharing. Qualcosa è cambiato

New York (USA) - Desta sensazione su mezza internet la notizia secondo cui una mamma ha sconfitto la RIAA in un tribunale americano, riuscendo così a prevalere sull'associazione che cura gli interessi di diverse multinazionali della musica. E suscita attenzione nelle stesse ore la scelta di una corte d'Appello olandese di affossare i metodi con cui le major ravanano in rete a caccia di dati con cui denunciare gli appassionati di musica o di cinema.

RIAA, promotrice della più massiccia campagna di denunce contro utenti internet e da sempre impegnata nel colpire le mamme, aveva accusato la signora Debbie Foster di violazione del diritto d'autore, sostenendo che dal proprio computer la donna avrebbe scaricato e condiviso file musicali senza autorizzazione. Come sempre in queste occasioni, RIAA ha offerto alla signora di chiudere il caso prima del processo dietro pagamento di 5mila dollari: la stragrande maggioranza dei denunciati ha fin qui accettato di pagare per evitare un costoso processo. Questa volta però le cose sono andate diversamente.

Foster ha infatti deciso di procedere in tribunale e ha richiesto che venissero assunti come prove del caso i dati della RIAA relativi al giorno e all'ora esatta della violazione, l'IP rilevato e le denominazioni dei file coinvolti. Tutti elementi che RIAA non ha saputo fornire. A quel punto i legali di Foster hanno avuto gioco facile nell'ottenere l'archiviazione del caso da parte del giudice, un'archiviazione chiesta per evitare danni maggiori dalla stessa RIAA. Con un risultato inatteso: il magistrato ha infatti condannato RIAA al pagamento di tutte le spese legali della signora Foster.
Inutile dire come la vicenda getti ombre sui metodi della RIAA. C'è chi si chiede cosa accadrebbe se tutti i denunciati avessero rifiutato patti extragiudiziali e scelto la via del tribunale. Ma sono metodi che saranno presto messi alla prova, e forse proprio da un'altra mamma, impegnata con l'assistenza di siti internet ed utenti a combattere le pretese della RIAA.

Ma l'idea che si possa utilizzare impunemente un software di harvesting dei dati delle reti peer-to-peer per sfruttarli poi in tribunale e per denunciare utenti, pratiche invalse ormai da tempo nell'industria, è finita nuovamente nel mirino di un giudice, questa volta olandese.

In un caso di un certo rilievo, infatti, una corte d'appello olandese ha rigettato le richieste dell'industria di ottenere da cinque diversi provider i nomi di utenti che, secondo i detentori del diritto d'autore, avrebbero utilizzato le piattaforme di sharing per attività illegali.

Il tribunale ha ritenuto infatti che BREIN, l'ente che combatte la pirateria per conto dell'industria, abbia usato metodi non ortodossi. In particolare, che abbia fatto ricorso alle tecnologie della società americana MediaSentry, un'entità molto gettonata tra le major per i suoi sistemi di monitoraggio del P2P.

Secondo la Corte olandese, i metodi di raccolta dei dati e il loro trattamento da parte della stessa società americana non sono compatibili con la legislazione europea sulla privacy. Sotto accusa, non da ora, il fatto che il software dell'azienda "scansioni l'hard disk" degli utenti, una procedura ritenuta lesiva della riservatezza in Europa. Illegale, inoltre, associare ad un numero IP il nome e la tipologia dei file rinvenuti.

Ma se BREIN annuncia che ricorrerà ulteriormente contro questa decisione, la sensazione di molti osservatori è che il vento stia girando contro l'industria dei contenuti. Dalla clamorosa retromarcia sulle denunce contro gli utenti da parte dell'ex capo della RIAA Hilary Rosen ai fermenti pro-P2P in Svezia, all'espansione internazionale del cosiddetto "partito dei pirati", si moltiplicano i segnali di insofferenza per la politica repressiva con cui, fin qui, le major hanno abbracciato l'avvento dell'ambiente digitale.
61 Commenti alla Notizia P2P, inversione di rotta in vista?
Ordina
  • La RIIA offende la libertà delle persone e semplifica ogni singola intenzione all'ascolto non retrinuito di un brano musicale a un reato gravissimo, meritevole di essere punito al massimo consentito dalla legge. Se la legge fosse in mano a queste "persone", rischieremmo tutti la vita. Pensateci. Devo però in un certo senso ringraziarli, da quanto hanno iniziato a rompere i coglioni, non compro piu la musica... ascolto la radio o molto piu semplicemente il canto dei miei canarini.
    Anatevene a fare in culo.
    non+autenticato
  • SHUTDOWN..................
    RESTART IN PROVOCATIVE MODE.............


    Bene, bene! Volete tutto aggratiss? Allora cominciate a muovere le manine sulla tastiera e a crearvi da soli i vostri contenuti, perchè se le cose prendono questa piega, chi me lo fa fare di sbattermi a programmare per niente perchè i signorini ritengono che nella vita tutto gli sia dovuto? Ma andate al diavolo, bambinetti viziati!!
    ArrabbiatoIndiavolato
    I DRM ci vogliono!! Vi devono infarcire le macchine di DRM, perchè coi bambini che non ragionano, ci vuole gente col pugno duro!
    Indiavolato

    END OF PROVOCATIVE SESSION..............
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > SHUTDOWN..................
    > RESTART IN PROVOCATIVE MODE.............

    >
    > Bene, bene! Volete tutto aggratiss? Allora
    > cominciate a muovere le manine sulla tastiera e a
    > crearvi da soli i vostri contenuti, perchè se le
    > cose prendono questa piega, chi me lo fa fare di
    > sbattermi a programmare per niente perchè
    > i signorini ritengono che nella vita tutto gli
    > sia dovuto? Ma andate al diavolo, bambinetti
    > viziati!!
    > ArrabbiatoIndiavolato
    > I DRM ci vogliono!! Vi devono infarcire le
    > macchine di DRM, perchè coi bambini che non
    > ragionano, ci vuole gente col pugno
    > duro!
    > Indiavolato
    >
    > END OF PROVOCATIVE SESSION..............

    E fanno bene a riempire i PC di DRM: la gente fa solo i suoi porci comodi e preferisce farlo calpestando le minoranze di cui non gliene frega niente (programmatori e artisti). E' un pò come difendere il diritto di andare a saccheggiare i negozi giustificandolo perchè è un crimine "senza vittime". Ma in realtà le vittime ci sono è solo che a chi pirata non gliene frega niente. Fanno quindi bene le software house a infarcire i PC completamente di DRM per costringere quella gente a comportarsi nell'unico giusto modo davanti a un prezzo esagerato di un software o un prodotto audiovisivo: NON COMPRARLO. Se le Major tengono i prezzi alti è perchè ricerche di mercato gli mostrano più profitti con quel prezzo rispetto che con prezzi più bassi: siamo noi il mercato e siamo noi che agendo assieme possiamo scendere i prezzi decidendo di non acquistare. E' inutile tentare di demonizzare RIAA/MPAA/Microsoft/chicchessia per avere una giustificazione alla pirateria: finchè avrete la scelta di comprare o meno un contenuto se lo piraterete avrete sempre torto.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > a comportarsi nell'unico giusto modo davanti a un
    > prezzo esagerato di un software o un prodotto
    > audiovisivo: NON COMPRARLO.

    Ok, questo è sacrosanto. Tuttavia, ci sono diverse cose che non rendono il mercato libero:

    - un artista / programmatore non può decidere di consegnare a più etichette il proprio disco -> zero concorrenza (per il sw magari è un po' differente, in quanto esistono vari sw per fare le medesime cose, e questo è un beneOcchiolino )

    - il balzello SIAE, nonchè detto "equo compenso", blocca i supporti. E allora, se io acquistassi un prodotto per il PC ( il masterizzatore ad esempio) che non permette di copiarci elementi piratati, allora dovrei avere il diritto di non pagare la tassa SIAE in quanto non POSSO copiare alcunchè (e vorrei vedere in effetti cosa posso metterci sopra, a quel punto...)

    - i DRM non permettono l'interoperabilità: se acquisti un brano su un CD non puoi LEGALEMENTE copiarlo sul tuo iPod o chi per esso...

  • - Scritto da:
    > I DRM ci vogliono!! Vi devono infarcire le
    > macchine di DRM, perchè coi bambini che non
    > ragionano, ci vuole gente col pugno
    > duro!

    [SARCASM MODE: ON]
    Beh questo si' che si chiama argomentare!!! E con piena appropriatezza di contenuti...
    compliments moi!
    [SARCASM MODE: OFF]

    LV&P Angioletto
  • Infatti RIAA e SIAE fanno i contenuti...a me pareva averli solo visti vendere contenuti fatti da altri, che sono obbligati a passare attraverso queste corporazioni criminali...ovviamente aggiungendoci una bella fetta di guadagno x loro.
    non+autenticato
  • hai ragione.
    ma non potendo acquistare nusica ugualmente
    (ad 1 canzone posso attribuire il valore di 1 cent.) la ascolterei alla radio registrandola su nastro.
    Vedi,ormai l'H.D. è come una radio
    non+autenticato
  • è proprio per questo che vogliono fare fuori le radio digitali. Se poi stai a sentirli probabilmente anche un qualsiasi FILM o Varietà televisivo che registri anche con un semplice videoregistratore è una cosa criminale.
    non+autenticato
  • Se posso comprare la musica legalmente, ma la posso ascoltare, per esempio, SOLO sull'iPOD (quindi niente CD da mettere in auto, niente streaming a casa, niente mp3 per comodità su PC)... bello schifo.

    DRM utili? Credo che sono decisamente abusati.

    E già che siamo in tema di "rubare", ma i prezzi li avete visti? Non è una scusante, ma c'è un limite a tutto.


    Vediamo ora la questione programmazione...uhm...

    Che c'entra? Se non hai voglia di programmare ci sarà qualcun'altro che lo farà (magari open-source). Il discorso è troppo ampio per liquidarlo in un "siete dei bambini, non meritate il mio software".

    Ritorniamo a musica/video, i prezzi sono comunque spropositati. E se non posso neanche farmi una copia privata per conto mio, non c'è MA che tenga.


    Se per risolvere la pirateria bisogna chiuderci in una prigione, siamo decisamente fuori strada gente.
    non+autenticato
  • Foster ha infatti deciso di procedere in tribunale e ha richiesto che venissero assunti come prove del caso i dati della RIAA relativi al giorno e all'ora esatta della violazione, l'IP rilevato e le denominazioni dei file coinvolti. Tutti elementi che RIAA non ha saputo fornire

    ma anche se avevano il filename e l'orario, sarebbe bastato?
    Chiaro che sarebbe improbabile, ma come puoi escludere che io sia un pazzo che a quell'ora aveva nominato la cartella delle foto del compleanno "Madonna" e i file "track1, track2, ecc.." ?

    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Foster ha infatti deciso di procedere in
    > tribunale e ha richiesto che venissero assunti
    > come prove del caso i dati della RIAA relativi al
    > giorno e all'ora esatta della violazione, l'IP
    > rilevato e le denominazioni dei file coinvolti.
    > Tutti elementi che RIAA non ha saputo
    > fornire

    >
    > ma anche se avevano il filename e l'orario,
    > sarebbe
    > bastato?
    > Chiaro che sarebbe improbabile, ma come puoi
    > escludere che io sia un pazzo che a quell'ora
    > aveva nominato la cartella delle foto del
    > compleanno "Madonna" e i file "track1, track2,
    > ecc.."
    > ?
    >

    credo che in tribunale quello che può escludere si chiami giudice. ed è per questo che di solito diciamo "come ti permetti di giudicare" ?

    perchè il giudizio, in sé, è arbitrario.

    certo, il giudice si basa sui precedenti ... ma il giudice può comunque decidere diversamente, creando lui stesso un precedente.
    non+autenticato

  • - Scritto da:

    > ma anche se avevano il filename e l'orario,
    > sarebbe
    > bastato?
    > Chiaro che sarebbe improbabile, ma come puoi
    > escludere che io sia un pazzo che a quell'ora
    > aveva nominato la cartella delle foto del
    > compleanno "Madonna" e i file "track1, track2,
    > ecc.."
    > ?

    Ma infatti non so come fanno a fare queste denunce...
    Oltre a quello che hai detto tu chi mi dice che i dati raccolti dalla riaa sono veri o che non se li è inventata?
    D'altronde i dati raccolti dalla riaa sono solo una stupidissima lista di ip che potrebbe inventarsela chiunque di sana pianta, chi mi dice che quella della riaa è corretta?
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > Foster ha infatti deciso di procedere in
    > tribunale e ha richiesto che venissero assunti
    > come prove del caso i dati della RIAA relativi al
    > giorno e all'ora esatta della violazione, l'IP
    > rilevato e le denominazioni dei file coinvolti.
    > Tutti elementi che RIAA non ha saputo
    > fornire

    >
    > ma anche se avevano il filename e l'orario,
    > sarebbe
    > bastato?
    > Chiaro che sarebbe improbabile, ma come puoi
    > escludere che io sia un pazzo che a quell'ora
    > aveva nominato la cartella delle foto del
    > compleanno "Madonna" e i file "track1, track2,
    > ecc.."
    > ?
    >

    Io invece mi sto chiedendo come sono arrivati alla tipa se manco avevano l'IP? comincio a credere che prendano i nominativi da denunciare a caso dall'elenco telefonico
    non+autenticato
  • Possono farmi questo passando per il mulo (sotto win2K) ????
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Possono farmi questo passando per il mulo (sotto
    > win2K)
    > ????

    potrebbero essere delle stronzate, ma potrebbe essere che si tratti di kazaaSorride

    potrebbe anche darsi che sia una mod

    potrebbe anche darsi che la mod riceva un secco diniego dal tuo mulo

    può darsi che ci si riesca comunque: se quei dati vengono forniti quando vuoi scaricare, op quando qualcuno vuol scaricare da te verranno forniti anche con delle simulazioni ...

    ricerca
    selezione
    registrazione nick
    scollegamento

    e via così

    se il tuo nick appare nelle liste per 7 ricerche nel giro di una settimana ... tu ci seiSorride

    ed era un esempioSorride
    non+autenticato
  • Si tratta principalmente di dati non recentissimi raccolti su software p2p ora in declino che permettevano veramente di controllare tutto il materiale condiviso;
    gran parte di questi processi sono basati su violazioni commesse in peirodi attorno al 2002, mentre per quanto riguarda emule e bittorrent proprio per questa rinforzata privacy che offrono c'e' pochissimo a carico, non a caso riguardo Emule la Riaa punta sulla chiusura dei server e sull'immissione in rete di una enorme quantita' di fake; fortunatamente emule sopravvive ad entrambi i tipi di attacco usando poche accortezze.
    nel caso di bittorrent attaccano i tracker e i servizi che li indicizzano evidenziando che sia per emule che bittorrent e' piu' difficile attaccare singoli utilizzatori salvo che non stiano commettendo qualcosa di grave del tipo condividere materiale pedoporno, queste ultime addirittura non sono nemmeno fattibili con softwares tipo share.exe e winny per via del blando sistema dei crittazione dei dati che utilizzano (entrambi utilizzano un sistema di crittazone semplificato per mantenere le prestazioni al pari dei software normali; secondo il loro metodo di funzionamento non e' possibile risalire alla sorgente/condivisione di un file ma si ottiene una manciata di ip di cui uno di questi e' il condivisore; questo richiederebbe per individuare 1 condivisore di perquisire almeno 256 utenti).
    non+autenticato
  • MANIFESTO PER IL CANONE SULLA CONNESSIONE!

    Il copyright è morto. Era chiaro dal momento in cui il primo bit fu trasferito da un mainframe all'altro.

    Era solo questione di tempo prima che la naturale evoluzione, ovvero il pagamento di un canone, sostituisse l'anacronistico prezzo sulla copia, che oggi ha meno senso delle carrozze a cavalli.

    Qualcuno dice che il canone uguale per tutti è ingiusto perché i cantanti più bravi verranno pagati allo stesso modo di quelli che non ascolta nessuno.

    Beh, è falso! La rivoluzione di internet ha portato anche la possibilità di monitorare la diffusione di un file sulle reti p2p, e quindi di pagare i cantanti in proporzione a quante persone scaricano i loro pezzi.

    Di fatto la situazione per i cantanti non cambierà per nulla, verranno sempre pagati in proporzione al successo del loro pezzo.

    E chi sostiene che il conteggio dei download possa essere falsato da download fasulli messi in opera solo per far salire lo share, non tiene conto di un semplice fatto: la stima dei download verrebbe fatta su un campione controllato, come con l'audience, dove volontariamente le persone rinunciano all'anonimato e comunicano la propria identità. Il funzionamento quindi sarebbe identico a quello dell'auditel.

    Quindi diciamola la verità: quelli che non vogliono che questo accada sono le terze parti, le compagnie discografiche e cinematografiche, che non potranno più rubare soldi agli autori e intascarsi il 70% dei guadagni.

    In sostanza, SONO OBSOLETE E LO SANNO.
    non+autenticato
  • ma perchè non la pianti una volta per tutte con questa storia del canone ad ogni articolo sul p2p?
    non+autenticato
  • pagatelo tu il canone.

    Io non ne ho bisogno.

    non+autenticato
  • Poveri musicisti... ma va la !!!! i musicisti o cantanti, senza o con, ci guadagnano poco e niente!!! non l'hai ancora capito ?
    Il guadagno lo fanno sui concerti e apparizioni tv.

    E dimmi perché dovrei pagare i diritti d'autore, quando pago già una connessione che uso senza scaricare musica o film ? Perché dovrei pagare i diritti d'autore per salvare i MIEI dati su CD, Perché devo pagare i diritti d'autore per la stessa canzone piu volte? (cassetta, vinile, vhs, cd, dvd, radio e tv e discoteca)e vuoi anche internet?
    Fatti mettere gigi d'alessio sulle sigarette forse smetti anche di fumare!
    non+autenticato

  • Ci sono arrivati in Inghilterra; i detentori di diritti stanno spingendo per introdurre un canone a tutti gli abbonati agli isp SENZA modificare la legislazione vigente, insomma una tassa per raccogliere soldi; stanno spingendo inoltre perche' gli Isp diventino responsabili dele violazioni dei loro utenti; major chiamano e politica risonde e dovrebbe essere disponibile a breve una bozza di legge.
    Chedo che negli Usa stiano facendo la stessa cosa.
    non+autenticato
  • Se vuoi pagare un canone pagalo tu!
    Non hai ancora capito che non aspettano altro per mettere nuove tasse?
    Non ti è bastato l'equo compenso su DVD e CD ?
    Ora invochi un bel canone (= tassa, prima magari per l'uso poi per il semplice possesso -vedi canone Rai), ma cosa credi che poi ti consentano di scaricare quello che Vuoi?
    non+autenticato
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