Memory Spot, ponte tra reale e digitale

HP presenta un radiochip per arricchire il mondo fisico con dati digitali. Dalle dimensioni di un piccolo grano di riso, può contenere fino a 4 megabit d'informazioni e potrà dare filo da torcere agli attuali RFID

San Francisco (USA) - Howard Taub, vicepresidente dei laboratori di ricerca HP, ha presentato al pubblico una nuova generazione di microchip a radiofrequenza per "arricchire" qualsiasi oggetto con dati digitali: Memory Spot, punto di memoria, è un chip grande come un granello di riso, dal funzionamento assai simile a quello dei diffusissimi dispositivi RFID. Ci vorranno ancora un paio d'anni prima che venga immesso nel mercato. E l'obiettivo di HP, sostiene Taub, è usare Memory Spot all'interno delle stampe fotografiche digitali così da permetterne il download del file corrispondente, agevolandone la duplicazione.

"Il progetto si pone come obiettivo quello di distribuire infomazioni digitali all'interno del mondo fisico", ha dichiarato Tab. La capacità d'immagazzinamento dati dei Memory Spot è infatti assai superiore rispetto a quella degli attuali chip RFID: all'interno di ciascun chip, ha spiegato Taub in un comunicato, sarà possibile inserire da 256 kilobit a 4 megabit - quanto basta per foto, brevi clip audiovisivi o grandi quantità d'informazioni testuali.

La lettura delle informazioni avverrà attraverso appositi apparecchi senza fili. A differenza degli RFID, che in certi casi possono essere captati e letti anche a distanza di qualche metro, l'accesso ai Memory Spot avviene soltanto a distanza molto ravvicinata. La tecnologia presentata da Taub opera sui 2,45 GHz e permette una velocità estremamente alta di trasferimento dati da chip a lettore: 10Mbps, ben oltre i limiti di BlueTooth o di altri sistemi senza fili.
Le applicazioni di questa nuova invenzione targata HP sono estremamente eterogenee e vanno dall'integrazione con i prodotti di consumo fino all'uso di Memory Spot come fondamento per progetti non dissimili da Semapedia. Taub ha illustrato l'uso di Memory Spot in campo farmaceutico: il chip, programmato per contenere indicazioni vocali sull'uso di un particolare farmaco, potrebbe essere applicato direttamente sulle confezioni dei medicinali.

I ricercatori HP prevedono la creazione di vari accordi strategici con produttori di cellulari e computer palmari per la creazione di lettori integrati adatti ad una molteplicità di piattaforme: dal PDA allo smartphone. Al supermercato, per esempio, un utente equipaggiato con un lettore Memory Spot potrebbe accedere col proprio cellulare ai chip contenuti in una scatola di un determinato cibo, così da ottenere tutte le informazioni necessarie per l'acquisto.

Taub ha fornito anche qualche anticipazione sui prezzi di questi chip RFID ipervitaminizzati: ciascun microprocessore, dotato di supporto crittografico SHA-1 per la restrizione dell'accesso alle informazioni contenute, avrà un costo indicativo di circa un dollaro. Molti osservatori sono scettici sulla buona riuscita di Memory Spot: costi elevati e l'impossibilità di una lettura remota delle informazioni potranno escludere quasi automaticamente l'uso di Memory Spot in ambito industriale, dove i più pratici RFID vengono utilizzati per gestire la distribuzione dei prodotti.

Questo non toglie che la tecnologia HP possa imporsi su altri mercati, sia come pilastro d'interi sistemi d'identificazione, sia come supporto tuttofare per "far parlare" fogli, libri ed altri oggetti di consumo. Su qualche blog c'è già chi sogna un biglietto da visita completo di video introduttivo ed immagini dettagliate.

"Il chip Memory Spot libera i contenuti digitali dai confini del mondo elettronico del PC e di Internet per diffonderli ovunque nel mondo fisico", ha commentato Ed McDonnell, Memory Spot Project Manager degli HP Labs.

Tommaso Lombardi
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