Tre DVD falsi per uno originale

Le autorità di una delle più grandi metropoli cinesi, Nanchino, puntano ad assestare un duro colpo alla pirateria multimediale con strategie da supermercato

Pechino (Cina) - Dopo avere decisamente migliorato i rapporti commerciali con USA e UE, la Cina prosegue nella sua campagna di repressione del mercato nero. Una società ha organizzato una campagna di sensibilizzazione, caldeggiata da Pechino, atta a diminuire la compravendita illegale di grandi titoli cinematografici. Questo anche per compiacere le potenze economiche straniere, dalle quali è decisamente conveniente ottenere fiducia, visto il boom economico che la Cina sta vivendo in questo momento.

I quotidiani locali informano che coloro i quali si presentassero nella sede societaria consegnando tre DVD fasulli ne riceveranno in cambio uno originale in tutto e per tutto. La spesa stanziata dalle autorità cittadine, anch'esse coinvolte attivamente nel progetto, ammonta a diversi milioni di yuan.

Applaudono i vertici del governo degli Stati Uniti, che vedono di buon occhio i tentativi della Cina, talvolta anche originali, per arginare il mercato della contraffazione. All'inizio dell'anno per esempio era stata isituita la cosidetta "Amministrazione Nazionale per la Difesa del Copyright", che ha il compito di monitorare, ed eventualmente fermare, le innumerevoli industrie illegali che sorgono sul vasto territorio cinese.
Grazie a questa, ed altre iniziative, la soddisfazione degli USA è andata via via concretizzandosi fino ad arrivare, nei giorni scorsi, alla la decisione della casa cinematografica Warner Bros di introdurre, solo sul mercato cinese, dei film a costi irrisori nel tentativo di abbattere la pirateria multimediale.

Con questa iniziativa il governo cinese intende sbarazzarsi dell'appellativo di "epicentro mondiale della contraffazione industriale". In ogni caso la strada da compiere per debellare completamente la produzione di materiale contraffatto, che non comprende solamente il commercio di DVD piratati, è ancora lunga e, nonostante i continui interventi del governo, sono ancora diffusissime in tutto il paese delle vere e proprie "factory" del falso.

Giorgio Pontico
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