La strada minata dei concorsi cyber

Non è facile organizzare un concorso in rete che offra le giuste garanzie a chi partecipa. Il caso più clamoroso fu quello de IlSole24Ore, ma anche Wind c'è caduta. E ora HTML.it

Roma - Per un qualsiasi webmaster, di qualsiasi livello, il concorso in rete rappresenta un bivio. Perché qualunque sito che abbia l'ambizione di farsi notare, per motivi commerciali o per la passione del suo webmaster, deve mettere in campo delle strategie che portino a questo risultato. E il concorso, nel bene o nel male, è una di quelle idee che vengono in mente a tutti, non solo ai piccoli ma anche ai grandi. E c'è chi sceglie di percorrere questa, come si vedrà, rischiosissima strada.

Il concorso che più ha fatto discutere non a caso è quello de IlSole24Ore dove, accanto a pratiche poco opportune in sede di premiazione e di gestione dei voti degli utenti, è stata messa in campo una vera e propria macchina promozionale che per mesi e mesi, per ben due anni di fila, ha consentito al giornale di Confindustria di far apparire il proprio banner su una quantità spropositata di siti italiani. Molti dei quali, delusi dalla poca trasparenza delle fasi finali del concorso, si sono detti decisi a non partecipare mai più ad un concorso online del quotidiano finanziario.

Poi ci fu il caso di Wind. L'operatore telefonico mise in piedi un "contest" per fidelizzare l'utenza riuscendo a stento nel suo intento a causa di una vivace contestazione messa in piedi da alcuni. C'è, infatti, chi ha ritenuto il concorso poco trasparente e colmo di ?numeri in movimento?, un po ? troppi per non essere sospettati dagli scettici. Al di là di ogni altra considerazione, sicuramente questo concorso ha rinnovato il problema-opportunità costituito dalla trasparenza, obiettivo difficile eppure assolutamente necessario. Altrimenti l'iniziativa promozionale può diventare un pericoloso boomerang.
Venendo ai piccoli, di recente anche i gestori dell'ottimo HTML.it hanno messo in piedi un concorso. Al contrario dei grandi, e comprensibilmente, non venivano messi in palio premi da favola quanto invece premi per chi sta sulla rete, di visibilità e di presenza. Per questo il concorso attivato di recente ha avuto un discreto successo e una partecipazione che sembra essere stata decisamente elevata nelle fasi di votazione. Tanto elevata che, come riferito da Net4D, il concorso ha dovuto chiudere anzitempo per motivi tecnici di gestione. E va dato atto ad HTML.it, al contrario di alcuni spesso spocchiosi organizzatori di concorsi milionari, che nonostante il fallimento la trasparenza è stata messa avanti a tutto. L'immagine del sito, e della professionalità di chi lo realizza, è stata così messa al sicuro.

La conclusione, dunque, è che chi è animato da fini commerciali e chi lavora per passione sul proprio sito finisce spesso e volentieri per proporre dei concorsi, tanto che in questo momento sono molti i siti che ne hanno attivati. Ma, per funzionare, un concorso dev'essere trasparente, tanto più trasparente quanto più ricchi sono i premi previsti. Altrimenti si rischia, come accadde al quotidiano di Confindustria, di inciampare e di farsi del male. Con la trasparenza, e lo dimostra il caso HTML.it, anche se si inciampa non si cade.

Gilberto Mondi
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