Le regole Agcom non convincono i consumatori

Le associazioni sentite dall'Autorità non condividono tempi e modi per la risoluzione delle controversie tra utenti ed operatori

Napoli - No, i consumatori non digeriscono bene le proposte dell'Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni per il regolamento che dovrebbe presiedere alla risoluzione delle controversie tra operatori ed utenti. E lo hanno detto nel corso di una audizione che si è tenuta ieri in Agcom.

La nuova regolamentazione ipotizzata dall'Agcom, presentata alla presenza di tutti gli operatori di telefonia, pay-tv e "servizi di comunicazione elettronica", è finalizzata alla risoluzione extragiudiziale delle controversie. Le associazioni nazionali di consumatori e utenti hanno manifestato a proposito "profondo sconcerto e perplessità".

È quanto riferisce il Movimento Difesa del Cittadino che ha richiesto l'immediato ritiro della bozza proposta e l'avvio di una consultazione finalizzata a ridefinire integralmente la normativa.
Le contestazioni sono relative a vari aspetti, che MDC evidenzia in questo elenco:
- l'incomprensibilità del regolamento e del suo campo di applicazione: non si comprende quali siano le controversie da sottoporre alla conciliazione obbligatoria;
- l'esclusione della conciliazione per le controversie per il recupero dei crediti relativi alle prestazioni effettuate dalle compagnie;
- l'eliminazione di ogni forma di partecipazione e presenza delle associazioni dei consumatori nel procedimento di conciliazione, prevista dal precedente regolamento;
- la vessatorietà e l'incomprensibilità della disposizione che stabilisce la conciliazione forzata anche in assenza dei CORECOM e l'indeterminatezza degli organismi di composizione della conciliazione extragiudiziale delle controversie, che non si comprende quali siano;
- l'ininfluenza e la limitatezza dei poteri decisionali dell'Autorità e dei CORECOM in secondo grado limitati a quanto stabilito dalle Carte dei servizi delle compagnie;
- l'ulteriore aggravio di costi e tempi per l'utente: il consumatore dovrà sobbarcarsi le spese di viaggio al CORECOM (istituito nel capoluogo di regione); per quanto riguarda i tempi, si calcola che per il solo tentativo di conciliazione l'utente dovrà aspettare, dopo i 45 giorni a disposizione delle compagnie per rispondere al reclamo, altri 30 giorni per la conciliazione davanti al CORECOM, a cui si sommano altri 90 giorni per l'eventuale decisione di secondo grado dell'Autorità o dello stesso CORECOM che potrà aversi anche contro la volontà del consumatore.

"Questa proposta di regolamento ? spiega Francesco Luongo, responsabile del Dipartimento TLC di MDC ? non è assolutamente migliorativa del precedente sistema, anzi aggrava ulteriormente la posizione del consumatore e si pone in netto contrasto con quanto stabilito dalla legge 249 del 1997, l'articolo 84 del Codice delle comunicazioni elettroniche, nonché con lo stesso Codice del consumo, poiché caratterizzata da gravi carenze in termini di trasparenza, eguaglianza, economicità e facilità di accesso". Qualora l'Autorità proseguisse nell'approvazione del regolamento, l'associazione dichiara di vedersi costretta a ricorrere al TAR del Lazio.

L'umore di MDC è condiviso da Adiconsum: l'associazione spiega infatti di aver abbandonato l'audizione "perché impossibilitata ad operare a garanzia dei consumatori, in quanto l'Agcom si è rifiutata di produrre il testo con le numerose implementazioni e modifiche apportate e dalle associazioni consumatori e dalle imprese alla precedente bozza elaborata dall'Autorità stessa. Bozza inaccettabile dalle associazioni consumatori perché contenente numerosi aspetti vessatori nei confronti degli utenti".

"Adiconsum - conclude l'associazione - rileva ancora una volta con rammarico la scarsa considerazione dell'Agcom nei confronti dei contributi e delle richieste delle associazioni rappresentative dei diritti dei consumatori e rimane in attesa di prendere visione del testo organico per offrire il proprio apporto alla definizione di una regolamentazione in materia".

Dario Bonacina