Con AdWords si misurano i click fraudolenti

Gli utenti del celebre sistemone pubblicitario ora potranno visualizzare in tempo reale quanti click vengono scartati da Google. Le irregolarità vengono rilevate da un sistema di filtri interno

Mountain View (USA) - Google ha dotato i clienti AdWords di un nuovo sistema di protezione contro le cosiddette frodi sui click, un fenomeno che secondo alcuni studi di settore causa danni economici pari a 1,3 miliardi di dollari all'anno. Gli inserzionisti possono adesso utilizzare l'interfaccia web di AdWords per controllare la quantità di click fraudolenti.

I portavoce del motore di ricerca hanno annunciato il nuovo servizio sul blog ufficiale di AdWords: "I click invalidi vengono localizzati dai nostri filtri", si legge sul sito dell'azienda, "prima che gli inserzionisti debbano pagare per le impression e per i click ottenuti durante la campagna promozionale". In questo modo, spiega il responsabile Shuman Ghosemajumder, "i clienti avranno un rapporto dei singoli click ritenuti non validi".

Il funzionamento della nuova proprietà di AdWords è spiegato nei particolari sul sito del Centro Assistenza del servizio. Il sistema di filtri, si legge nella documentazione ufficiale, analizza i cosiddetti click pattern, ovvero la ricorrenza di click provenienti da un determinato indirizzo IP. Incrociando questo tipo d'analisi con altri dati e rilevamenti, come ad esempio l'analisi della distanza temporale tra click, i filtri dovrebbero fornire una maggiore protezione contro le frodi.
Questo non è certo il primo tentativo di Google per contrastare il fenomeno: il gigante californiano ha già proposto ai propri inserzionisti il modello Cost Per Action, ritenuto estremamente più sicuro rispetto al Pay Per Click, il più diffuso. Anche Microsoft ha una sua ricetta per sconfiggere le frodi, tuttora in fase sperimentale.

Secondo uno studio indipendente condotto dal Dr. Alexander Tuzhilin, professore di informatica presso la New York University, "la strategia adottata da Google per combattere le frodi sui click è ragionevole": i filtri utilizzati, secondo le ricerche di Tuzhilin, permettono al motore di Mountain View di offrire un buon grado di sicurezza.

Le valutazioni dell'accademico, particolarmente sbilanciate dalla parte di Google, non renderanno certamente felici le aziende che hanno denunciato BigG, accusato di non aver fatto abbastanza contro i click abusivi. Click Defense, ad esempio, sostiene che i filtri di Google non sarebbero particolarmente efficienti.
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