Roma - Sarà stato merito semplicemente di un'idea, che senz'altro ha fatto presa su molti utenti, o dell'intraprendenza del suo fautore Andrea D'Ambra... sta di fatto che la
petizione online contro i costi di ricarica per i telefoni cellulari ha raggiunto, al momento della pubblicazione di questo articolo, 367.878 adesioni.
Punto Informatico aveva iniziato a parlarne
in aprile. Da allora, l'iniziativa dello studente ischitano ha spiccato letteralmente il volo, in senso quantitativo e non solo: superata in pochi giorni quota 10mila, ha trovato accoglienza anche nel celeberrimo
blog di Beppe Grillo che, in un eccesso di ottimismo, aveva scritto
in un post: "Bastano 50.000 firme per toglierci dai piedi la tassa sulla ricarica". Purtroppo non è così: una petizione online, infatti, non ha valore legale. Tuttavia, la risonanza ottenuta nelle settimane successive (della petizione ha parlato, tra gli altri, anche la trasmissione
Mi Manda RaiTre) ha portato la petizione
all'attenzione della Commissione Europea, fatto che ha conferito all'iniziativa e ai suoi sostenitori nuove speranze di successo.
D'altra parte, l'iniziativa ha già portato a dei risultati importanti: facendo eco ad una specifica richiesta della Commissione Europea,
Agcom e
Autorità Antitrust hanno infatti annunciato l'apertura di
un'indagine conoscitiva su ciò che gli italiani spendono per ricaricare i propri telefonini. Non si tratta certo di un provvedimento normativo o regolatorio, ma di una manifestazione di interesse da parte di due istituzioni sollecitate su un tema caro all'utenza nazionale.
La petizione, pubblicizzata dal sito
Aboliamoli.eu sta quindi conoscendo una fama insperata, supportata da un corollario di iniziative che sa di merchandising. Tra queste, una
maglietta/volantino, confezionata dalla cooperativa
Raggio Verde, il cui acquisto andrà a finanziare l'invio delle firme non ancora spedite alla Commissione Europea.
Un risultato considerevole, per una petizione che si proponeva l'obiettivo di raggiungere 50mila firme.
D.B.