Greenpeace preferisce i pinguini a Windows

La celebre organizzazione ambientalista annuncia di aver testato i server Windows e Solaris ma di aver scelto, alla fine, Red Hat Linux. Pinguini contenti?

Roma - La divisione britannica di Greenpeace, la notissima organizzazione ambientalista attiva in tutto il mondo, ha annunciato che i costi e l'affidabilità necessaria ai propri sistemi hanno imposto di abbandonare l'utilizzo delle piattaforme proprietarie Microsoft sui propri sistemi.

A quanto pare, Greenpeace ha deciso di migrare da Windows ad una soluzione Java Enterprise che gira su Linux allo scopo di gestire con la massima efficienza il proprio database, un elemento essenziale per la gestione delle contribuzioni che giungono all'associazione da tutto il mondo e che costituiscono l'ossatura delle finanze investite da Greenpeace nelle proprie attività ambientaliste.

"Il nostro team di sviluppo - ha spiegato uno dei programmatori coinvolti in Greenpeace - non era inizialmente molto familiare con Linux ma alla fine, vista la sua stabilità e l'estensione del supporto è stata la scelta più semplice e più efficiente anche sul piano dei costi".
Stando a quanto dichiarato, la divisione britannica dell'associazione ha vagliato la soluzione proposta da Red Hat in contrapposizione a Sun Solaris e a Windows NT, decidendo alla fine di utilizzare proprio Red Hat Linux 7.1, capace anche di sfruttare il database DB2 di IBM.

"Una rete informatica sicura e robusta - ha dichiarato il direttore di Red Hat per il nord Europa, Scott Harrison - deve essere al centro di qualsiasi organizzazione di successo, sia che abbia come scopo dominare il mondo sia che abbia quello di salvarlo".
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