Un anno al cracker di T-Online

Condannato il 21enne penetrato nei sistemi del provider tedesco. Beccato grazie ai servizi segreti, se l'è cavata con poco grazie al pentimento apprezzato dal giudice

Los Angeles (USA) - Se l'è cavata patteggiando: un anno di arresti domiciliari e una sanzione di 10mila dollari per Nicholas Lee Jacobsen, il giovane che per sette mesi nel 2004 aveva ridicolizzato i sistemi di sicurezza del ramo americano del network tedesco T-Online e che aveva costretto quest'ultima a tentare di minimizzare quanto avveniva.

"Ho fatto delle cose molto stupide" ha dichiarato Jacobsen al giudice distrettuale di Los Angeles George King, sostenendo inoltre che all'epoca dei fatti non aveva la necessaria maturità per comprendere la gravità delle proprie azioni. Il magistrato, che avrebbe potuto condannarlo fino cinque anni di prigione in aggiunta ad un ammenda di 250mila dollari, ha accolto questa posizione.

Nel periodo in cui N.J. ha avuto accesso ai dati di oltre 16 milioni di clienti T-Online, ha sottratto moltissimi dati degli utenti, come password, numeri di carte di credito, numeri di social security. Tra le informazioni sottratte, a quanto pare, anche fotografie personali di alcuni personaggi di Hollywood.
Polemiche hanno colpito T-Online non solo per il fatto in sé ma anche per la gestione dell'accaduto. Molti ritengono che l'operatore avrebbe dovuto avvertire assai più tempestivamente i propri utenti di quanto stava avvenendo. Quando ad ottobre 2005 è stato arrestato, Jacobsen aveva già divulgato le informazioni su centinaia di utenti mentre T-Online sosteneva in quei giorni di aver ormai quasi messo in sicurezza i propri network.

Giorgio Pontico
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