Archive.org esce dal tunnel

Trova un accordo con chi l'aveva denunciato. Ora il sito-museo può tirare un sospiro di sollievo

Philadelphia (USA) - Si è finalmente conclusa la vicenda giudiziaria nella quale era rimasto coinvolto nel luglio 2005 il noto sito non profit Archive.org portato davanti al giudice per la presunta violazione del DMCA, la severissima legge americana sul diritto d'autore varata dall'amministrazione Clinton. L'accordo fra le due parti è stato siglato presso gli uffici della corte distrettuale di Philadelphia ma ancora non ne sono stati rivelati i dettagli.

"Tutto è bene ciò che finisce bene", afferma Brewster Kahle, uno dei responsabili di Archive.org, il quale si è detto molto sollevato dalla fine di questa vicenda, che ha messo in pericolo il diritto a conservare ciò che la rete ha prodotto fin da quando ha emesso i primi vagiti. Secondo i legali di Healthcare Advocates, questa era l'accusa: i gestori del portalone americano si erano macchiati di negligenza per aver involontariamente consentito, nel 2003, ad un'azienda rivale di visualizzare alcuni contenuti comprendenti dati riservati per ben 92 volte in pochi giorni.

Kahle ha spiegato che il problema da cui è derivato questo contenzioso giudiziario è stato causato da un bug temporaneo occorso alla Wayback Machine, che ha permesso di visualizzare quella pagina, di norma non accessibile.
Va detto che quelle informazioni erano e sono tuttora archiviate grazie alla Wayback Machine, il tool che permette di conservare una grande quantità di pagine internet per poterne garantire l'accesso anche dopo la loro eventuale rimozione o dopo modifiche. Ed è proprio grazie a questo strumento che in Archive.org, diventato negli anni una sorta di museo della rete, vi sono immagazzinati decine di migliaia di gigabyte comprendenti i più disparati contenuti Web.

Giorgio Pontico
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