Clamori, Bertlesmann compra Napster

Mossa a sorpresa quella del colosso mediatico che pone il destino del pioniere del file-sharing in una nuova ottica. Fa gola il nome di Napster

Roma - Shawn Fanning torna a Napster dopo aver annunciato le proprie dimissioni, insieme a quelle del CEO Konrad Hilbers e di altri dirigenti dell'azienda. A poche decine di ore da quella che è apparsa come la morte definitiva di Napster, il gigante mediatico Bertelsmann ha deciso di tenere acceso il supporto alla respirazione per il pioniere del file-sharing oggi ridotto al ruolo di zombie teleguidato.

Si è infatti appreso che Bertelsmann, che ha già scucito un'ottantina di milioni di dollari per Napster nei mesi scorsi, ha deciso di allargare i cordoni della borsa ancora una volta e tirar fuori altri 8 milioni di dollari per i creditori di Napster, che a questo punto controlla completamente. Con questa mossa ha anche ristabilito Hilbers come CEO e Fanning come membro del Consiglio di Amministrazione.

Quale sarà il futuro dell'azienda? Il dubbio rimane perché Bertelsmann ai più appare ancora interessata sostanzialmente a Napster ma per il suo nome più che per le novità tecnologiche lungamente attese e ancora mai ottenute.
Napster per ben due volte ha annunciato che sarebbe "presto" divenuto un sistema di distribuzione musicale a pagamento capace di rimanere nella legalità e di stringere accordi con i produttori del settore ma ha dovuto rimandare e oggi non si sente neppure in condizione di formulare previsioni.

Fanning, colto dall'entusiasmo di poter tornare sulla plancia di quella che un tempo era un'astronave da 60 milioni di utenti, ha però giurato di essere pronto a lavorare "con i talenti che si trovano in Napster" e costruire un nuovo servizio. Non sarà un'astronave ma, con i soldi di Bertelsmann, potrebbe diventare un grazioso peschereccio nei mari virtuali.
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