Il link rimane censurato negli USA

La conferma da una Corte d'Appello americana, secondo cui il magazine 2600 non può pubblicare alcun link al programma che supera le protezioni sui DVD

Roma - Il DeCSS, il programmillo che può anche essere sfruttato per superare le protezioni sui DVD distribuiti dall'industria, continua ad essere emblema di un grave "impasse" americano sul fronte delle libertà digitali. Un tribunale d'appello ha infatti confermato che il magazine 2600 non può pubblicare alcun link a siti che offrano il DeCSS.

Il fatto che su tutta la rete si possa individuare il software, realizzato come noto in molte diverse versioni, alcune addirittura di poche righe di codice, non sembra intaccare la certezza della magistratura americana che un link possa rappresentare davvero una violazione alle severissime normative del Digital Millennium Copyright Act (DMCA).

In particolare, la Corte d'Appello ha rigettato l'istanza di 2600, che chiedeva una revisione della sentenza con cui gli è stata vietata la pubblicazione del codice e persino quella dei link.
Se 2600 ha avuto contro e continua ad avere contro le major dell'industria cinematografica, che ritengono il DeCSS emblematico della propria incapacità a controllare la distribuzione dei contenuti nell'era digitale, per il magazine le carte da giocare per difendere le libertà digitali sembrano ora ridursi drasticamente.

Una delle possibilità è che 2600, con la collaborazione della sempre presente Electronic Frontier Foundation, ricorra alla Corte Suprema, procedimento lungo e costoso. Anche per questo il magazine ha per il momento evitato di annunciare quali sono le proprie intenzioni in merito ma sono in molti a sperare in un ricorso al massimo organo giurisdizionale statunitense.
TAG: censura
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